I primi risultati del censimento: i bresciani sono 1 milione e 106.373, dieci anni fa erano 1.044.544. Famiglie con 2,5 componenti: sotto la media nazionale

Brescia, più donne e meno bimbi

29/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La Bres­cia del Duemi­la inizia a mostrare i suoi con­torni. L’Istat ha pre­sen­ta­to i risul­tati provvi­sori del quat­tordices­i­mo Cen­si­men­to gen­erale del­la popo­lazione e delle abitazioni trat­ti dai riepi­loghi for­ni­ti dagli uffi­ci comu­nali di cen­si­men­to ed effet­tua­to con rifer­i­men­to alla data del 21 otto­bre 2001. POPOLAZIONE. Sec­on­do i pri­mi risul­tati sono 56.305.568 le per­sone res­i­den­ti nel nos­tro Paese. La popo­lazione fem­minile (29.044.615) supera quel­la maschile (27.260.953) di 1.783.662 unità. Bres­cia e la Lom­bar­dia non si dif­feren­ziano dal resto del Bel­paese. Anche nel­la nos­tra provin­cia le donne sono più numerose degli uomi­ni: su una popo­lazione res­i­dente (vedi grafi­co) di 1.106.373, i maschi sono 543.716 con­tro 562.657 donne (18.941 in più rispet­to degli uomi­ni). Le donne si con­fer­mano, dunque, più numerose, ma si trat­ta di un pri­ma­to che non dur­erà a lun­go. Ne è con­vin­to il pres­i­dente dell’Istat Lui­gi Big­geri: «Le donne che oggi han­no 80 anni — ha spie­ga­to sot­to­lin­e­an­do di par­lare in qual­ità di pro­fes­sore uni­ver­si­tario — han­no fat­to un tipo di vita par­ti­co­lare, non ave­vano stress, non fuma­vano, non beve­vano, accu­d­i­vano solo i figli. Se si van­no a vedere i dati delle donne con meno di 40 anni, la situ­azione è diver­sa. Cer­to oggi la popo­lazione fem­minile è supe­ri­ore a quel­la maschile, dopo i 75 anni l’80 per cen­to sono donne e il 20 per cen­to uomi­ni. Ques­ta è una cor­ret­ta, ma non sono sicuro che la mor­tal­ità resterà ques­ta nei prossi­mi anni». La popo­lazione bres­ciana è aumen­ta­ta: nei dati defin­i­tivi dell’ultimo cen­si­men­to la popo­lazione era di 1.044.544 (l’ultima «con­ta» nel ’99 attes­ta­va i bres­ciani a quo­ta 1.098.488). In dieci anni i bres­ciani sono aumen­tati di 61.829, gra­zie soprat­tut­to all’immigrazione. La popo­lazione ital­iana è sostanzial­mente sta­bile, anche se rispet­to ai dati provvi­sori del cen­si­men­to del 1991, si reg­is­tra un lievis­si­mo calo pari a cir­ca 100.000 unità (-0,2 per cen­to). Rispet­to al dato defin­i­ti­vo del­la popo­lazione res­i­dente del ’91 (56.778.031) il numero degli ital­iani reg­is­tra un calo del­lo 0,8 per cen­to, ossia cir­ca 500 mila per­sone. Ma questo scar­to, sec­on­do l’Istat, è des­ti­na­to a ridur­si nei risul­tati defin­i­tivi, man­te­nen­do quin­di sostanzial­mente invari­a­to il numero del­la popo­lazione ital­iana. FAMIGLIE. Le famiglie sono nel com­p­lesso 21.503.088, più numerose rispet­to a dieci anni fa (il cen­si­men­to del 1991 ne reg­istrò 19.909.003), ma con un minor numero medio di com­po­nen­ti (da 2,8 a 2,6). A Bres­cia le famiglie sono 434.061 con 1.097.582 com­po­nen­ti (nel ’91 le famiglie cen­site era­no 376.861). Le famiglie su tut­to il ter­ri­to­rio ital­iano sono più numerose, ma sem­pre più pic­cole: il numero medio di com­po­nen­ti per famiglia in Italia è di 2,6 (era di 2,8 nel ’91). E Bres­cia in questo paese di culle vuote è tra le cit­tà con meno nascite. A Bres­cia il numero medio di com­po­nen­ti per famiglia è di 2,5 (stes­so val­ore in Lom­bar­dia). Per l’Istat sono, inoltre, aumen­tate le famiglie com­poste da una sola per­sona, anche in con­seguen­za del pro­gres­si­vo invec­chi­a­men­to del­la popo­lazione. La dimin­uzione del numero dei com­po­nen­ti riguar­da tutte le regioni, ma in par­ti­co­lare il Nord-Est dove nell’immediato dopo guer­ra si reg­is­tra­vano 4,2 com­po­nen­ti in media per famiglia, e ora sono 2,5. Tan­ti anche i com­po­nen­ti per­ma­nen­ti delle con­viven­ze, quelle per­sone, cioè, che han­no dimo­ra abit­uale in con­viven­za, anche se assen­ti alla data del cen­si­men­to: 384.728 in Italia e 8.791 a Bres­cia. STRANIERI. Gli stranieri res­i­den­ti in Italia, sec­on­do i riepi­loghi preparati dagli 8.101 comu­ni ed elab­o­rati dall’Istituto, sono 987.363 e i non res­i­den­ti 252.185. Cir­ca il 37 per cen­to dei cit­ta­di­ni stranieri res­i­den­ti vive nelle regioni dell’Italia Nord-Occi­den­tale e il 29 per cen­to in quelle dell’Italia Nord-Ori­en­tale. Più con­tenu­ta la pre­sen­za nell’Italia Merid­ionale (meno dell’8 per cen­to) e Insu­lare (3 per cen­to). Rispet­to ai cit­ta­di­ni ital­iani la pro­porzione di stranieri risul­ta anco­ra molto ridot­ta se parag­o­na­ta a quel­la di altri pae­si europei di più lun­ga tradizione migra­to­ria. Medi­a­mente si sono con­tati 17,5 cit­ta­di­ni stranieri ogni mille abi­tan­ti, con un mas­si­mo di 27 ogni mille nelle regioni del Nord-Est e di 25 in quelle del Nord-Ovest. TERRITORIO. Nel 1991–2001 sono state isti­tu­ite 8 nuove province, men­tre altre 8 han­no cedu­to comu­ni alle nuove. Sono cam­biati i con­fi­ni di 28 comu­ni: nel­la provin­cia di Bres­cia han­no mod­i­fi­ca­to il loro ter­ri­to­rio Caz­za­go San Mar­ti­no, Ospi­talet­to, Pas­sir­a­no e Rovato.

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