Sullo scalo di Montichiari, l’associazione piccole imprese rompe la tregua «Quattro anni fa sollecitavamo più impegno, oggi chiediamo che Provincia e Camera di commercio riflettano sulla loro presenza nella società». Pasotti (Api): «Fallito il progetto in

«Bresciani via dal D’Annunzio»

23/05/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
William Geroldi

All’aeroporto di Verona inau­gu­ra­no oggi il nuo­vo ter­mi­nal passeg­geri? «Noi non ci sare­mo». Al D’Annunzio di Mon­tichiari i dipen­den­ti sci­op­er­a­no, pre­oc­cu­pati per lo svilup­po del­lo sca­lo e il loro futuro occu­pazionale? «Han­no ragione i lavo­ra­tori a protestare, man­i­fes­ti­amo la nos­tra piena sol­i­da­ri­età, il nos­tro cuore sta là con loro». A pro­nun­cia­re queste parole è Flavio Pasot­ti, pres­i­dente di Apin­dus­tria, l’associazione delle pic­cole imp­rese. Ieri mat­ti­na nel­la sede di via Lip­pi a Bres­cia, Pasot­ti — affi­an­ca­to da Luciano Gabur­ri vice pres­i­dente vic­ario e Francesco Gob­bi, seg­re­tario — ha annun­ci­a­to la «fine del­la tregua» con l’aeroporto bres­ciano con­trol­la­to all’85 per cen­to dai verone­si del Cat­ul­lo. Le notizie degli ulti­mi mesi prove­ni­en­ti da Mon­tichiari rel­a­tive alla pro­gres­si­va riduzione dei col­lega­men­ti e lo sciopero indet­to ieri dalle orga­niz­zazioni sin­da­cali (ne rife­ri­amo accan­to, ndr) han­no con­vin­to l’associazione a scen­dere in cam­po. Non usa giri di parole Flavio Pasot­ti, il fuo­co di sbar­ra­men­to che apre è des­ti­na­to ad aprire qualche fal­la. «Quat­tro anni fa — esor­disce il pres­i­dente — ave­va­mo pos­to il prob­le­ma del­la man­can­za di un piano indus­tri­ale di svilup­po del­lo sca­lo; poi ci han­no chiesto di abbas­sare i toni, assi­cu­ran­do­ci che l’aeroporto ave­va un futuro». Quat­tro anni dopo, lamen­ta Pasot­ti, del­lo svilup­po non c’è trac­cia, anzi l’anno appe­na inizia­to rischia di essere il peg­giore dall’apertura nel 1999 (a Mon­tichiari è rimas­to il solo col­lega­men­to quo­tid­i­ano con Lon­dra, sop­pres­si i voli su Roma, via dal 6 giug­no anche quel­li con la Roma­nia, incer­to il rap­por­to con Ocean Air­lines nel set­tore del trasporto mer­ci). «E con che pas­si­vo chi­ud­er­an­no il 2006?» punge Pasot­ti. Ma la posizione di Apin­dus­tria ora si fa più rad­i­cale, dal­la parte­ci­pazione all’uscita di sce­na: «Sol­lecitava­mo — ricor­da anco­ra Pasot­ti — un aumen­to dell’impegno del cap­i­tale bres­ciano, ma ora chiedi­amo a Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia, azion­isti del D’Annunzio con il 15 per cen­to, di ragionare sul­la per­ma­nen­za in una soci­età che ha fal­li­to il suo piano indus­tri­ale». E non sarà cer­to l’arrivo di qualche volo all’ultimo momen­to a far cam­biare anal­isi all’associazione per­chè, lamen­ta Pasot­ti «si ha l’impressione che questo sis­tema non stia com­pren­den­do i cam­bi­a­men­ti in atto». L’offerta di infra­strut­ture mod­erne, insiste Pasot­ti, è deci­si­va per far crescere il sis­tema: «Un aero­por­to è in gra­do di atti­rare risorse, inno­vazione, ricerche, ma questo sem­bra non sia sta­to capi­to». Il pres­i­dente ne ha ovvi­a­mente anche per i soci verone­si. C’è «un con­flit­to d’interessi», vis­to che deten­gono il con­trol­lo pres­sochè totale del D’Annunzio con l’85 per cen­to delle azioni. Pasot­ti, in sostan­za, vuole sapere se a Mon­tichiari il Cat­ul­lo opera per un piano di svilup­po o per tenere il mor­so a un poten­ziale con­cor­rente. Con­fer­ma­ta la sti­ma per l’attuale pres­i­dente Ful­vio Cav­al­leri, Pasot­ti insiste nell’affondo: «Dicono che ci vogliono sol­di per avere delle com­pag­nie a Bres­cia, bene li tiri­no fuori loro, han­no l’85 per cen­to del­la soci­età, met­tano i fon­di nec­es­sari, è l’azionista di rifer­i­men­to che ha il com­pi­to di far fun­zionare l’aeroporto». Una provo­cazione pres­i­dente Pasot­ti l’uscita dal­la soci­età? «Anche, e questo pun­to andi­amo a Roma e chiedi­amo che la con­ces­sione sia mes­sa in gara, i bres­ciani vadano alla ricer­ca di soci in gra­do di gestire un aero­por­to e vedi­amo che cosa suc­ced­erà. Noi abbi­amo avu­to il cor­ag­gio di cam­biare opin­ione: quat­tro anni fa pen­sava­mo che sarebbe sta­to nec­es­sario un mag­giore impeg­no finanziario dei bres­ciani, ora a fronte di ques­ta situ­azione ci pare inutile con­tin­uare un’esperienza che ha fal­li­to il suo prog­et­to indus­tri­ale». Un invi­to che appro­da dirit­to dirit­to sui tavoli di Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio e di Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia. «Ci tro­vi­amo in una situ­azione stri­dente. A Verona — con­clude Pasot­ti — inau­gu­ra­no il nuo­vo ter­mi­nal dell’aeroporto e a Mon­tichiari i lavo­ra­tori devono man­i­festare per l’incertezza del loro futuro. Non parte­cip­i­amo a feste quan­do ci sono lavo­ra­tori in piaz­za, è una ques­tione di rispet­to». William Geroldi