L'episodio coraggioso il 12 giugno 2001: il giovane rivano si era tuffato nel canale della Rocca. La medaglia «guadagnata» per il salvataggio di una bimba

Bronzo di Ciampi a Daniele Danti

18/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Era il 12 giug­no del­l’an­no scor­so. Ai gia­r­di­ni di por­ta Ori­en­tale una frot­ta di bam­bi­ni per­si nei loro giochi, sui vialet­ti intorno al canale del­la Roc­ca i pas­si mis­urati d’un popo­lo che assag­gia­va scam­poli di vacan­za. Poi, in un atti­mo, la bici­clet­ti­na roto­la veloce ver­so il bor­do del lago, la ruo­ta davan­ti urta nel­la scon­nes­sione fra cor­do­lo di pietra ed asfal­to, s’im­pen­na e scodel­la la bam­bi­na nel­l’ac­qua. La stan­no a guardare i dieci, forse quindi­ci: i più ani­mosi allungano una mano ridi­col­mente lon­tana dal fagot­to tenu­to a gal­la dal giub­bot­to gon­fio d’aria come un sal­vagente. Non ci pen­sa un atti­mo Daniele Dan­ti: inten­to a leg­gere un libro den­tro lo Speedy ormeg­gia­to in atte­sa di cli­en­ti, come ha sen­ti­to lo scon­quas­so s’è affac­cia­to e sen­za pen­sar­ci un atti­mo, vesti­to com’era, con le scarpe ai pie­di ed il portafoglio in tas­ca, ha scav­al­ca­to la mura­ta e s’è but­ta­to a ripescare la pic­co­la. Nel giro di tre minu­ti è fini­to tut­to, con i mille gra­zie del­la madre com­bat­tuta tra la volon­tà di esprimere una riconoscen­za aut­en­ti­ca e la fret­ta di andare a cam­biare la pic­co­la, zup­pa come un pul­ci­no. Quel­l’episo­dio ver­rà ricorda­to domani pomerig­gio in munici­pio, con una cer­i­mo­nia solenne, pre­sente il Com­mis­sario del gov­er­no dot­tor Alber­to De Muro, il sin­da­co, rap­p­re­sen­tanze delle forze armate. Il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi su seg­nalazione del com­mis­sari­a­to del Gov­er­no, ha con­fer­i­to con pro­prio decre­to una medaglia di bron­zo al mer­i­to civile a Daniele Dan­ti, per l’ab­ne­gazione e l’al­tru­is­mo dimostrati in quel pomerig­gio. Un com­por­ta­men­to meritev­ole di essere seg­nala­to oltre la ristret­ta cer­chia di quel­li che pur pre­sen­ti e per forza con­sapevoli di quan­to sta­va acca­den­do sot­to ai loro occhi, non han­no trova­to den­tro di sè la forza di fare un salto nel­l’ac­qua. Fra la cer­chia di per­sone che bat­ter­an­no le mani quan­do il dot­tor De Muro appun­terà la medaglia sul­la giac­ca di Daniele, ci sarà sen­z’al­tro Rober­to Dan­ti, un’is­ti­tuzione per i garde­sani, gius­ta­mente orgoglioso d’un figlio dal cuore grande quan­to ha larghe le spalle.