Il sindaco ha scritto alla società Eurosea, a proposito del megarisarcimento richiesto al Comune. Bocchio: «Nessun obbligo nostro a dire sì al progetto originario»

Brucia rifiuti, l’ultimo atto

02/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

La tor­men­ta­ta vicen­da dell’inceneritore che la soci­età Eurosea vol­e­va real­iz­zare alla per­ife­ria di Lona­to sul finire degli anni ’90, e che portò ad una forte con­tes­tazione popo­lare, forse si avvia alla fine. Il prog­et­to decretò la crisi del­la Giun­ta leghista e la suc­ces­si­va cadu­ta del sin­da­co Maglio Man­to­vani per l’abbandono di una parte dei con­siglieri comu­nali. Poi lo scon­tro con­tin­uò per vie legali, con con­tinui ricor­si e con­tro ricor­si. Nel mag­gio 2005 gli avvo­cati del­la soci­età emil­iana sono tor­nati alla car­i­ca, facen­do sapere al Comune che il Con­siglio di Sta­to ave­va accolto l’appello di Eurosea e annul­la­to gli atti di adozione del­la vari­ante al Prg. I legali avverti­vano anche il sin­da­co di preparar­si ad un mega ris­arci­men­to, appe­na quan­tifi­ca­to il dan­no. Per chi­ud­ere defin­i­ti­va­mente la querelle, il pri­mo cit­tadi­no ha invi­a­to ieri una rac­co­man­da­ta all’ingegner Bernar­di, rap­p­re­sen­tante dell’Eurosea. A far cadere ogni prete­sa dell’Eurosea è la ven­di­ta «da parte del­la soci­età con atto del 20 dicem­bre 2002 n. 3.768 del reper­to­rio notar­ile A. Pariv­io alla Fogli­a­ta SpA delle aree inter­es­sate alla costruzione del­la cen­trale elet­tri­ca e — scrive il sin­da­co Boc­chio — quest’ul­ti­ma soci­età, sin dal 2003, ha richiesto di pot­er real­iz­zare dei capan­noni e cioè opere incom­pat­i­bili con quan­to da ella ipo­tiz­za­to. In questo sen­so non poten­do apprez­zare le odierne pretese del­la sua soci­età, pure essendo disponi­bile ad incon­trar­la, gradi­rei che lei mi chiarisse per iscrit­to l’oggetto del­la nos­tra con­ver­sazione al fine di poterne ril­e­vare l’utilità…». Per quan­to riguar­da invece l’illegittimità degli atti ammin­is­tra­tivi, impug­nati per difet­to di moti­vazione, «non si desume affat­to — aggiunge Boc­chio — alcu­na obbli­ga­to­ri­età per l’ente pub­bli­co di emet­tere provved­i­men­ti di assen­so all’originaria prog­et­tazione…». Dunque dopo qua­si sei anni, una marea di carte bol­late e la cadu­ta di un’amministrazione comu­nale, la sto­ria del bru­cia­r­i­fiu­ti che dove­va nascere a ridos­so del­la frazione Cam­pagna, vici­no all’ex acciaieria Busi, dovrebbe chi­ud­er­si defin­i­ti­va­mente. Ricor­diamo che le suc­ces­sive elezioni del 2000 furono vinte pro­prio dal­la Lista Ambi­en­tal­ista gui­da­ta dall’ex sin­da­co Moran­do Peri­ni. Ora al cen­trode­stra che ammin­is­tra Lona­to da pochi mesi il com­pi­to di elim­inare ogni prete­sa stratos­fer­i­ca di ris­arci­men­to. Il prog­et­to del bru­cia­r­i­fiu­ti era approda­to in Munici­pio nell’estate del 1999 ed ave­va cre­ato subito una forte con­tes­tazione da parte delle forze politiche di oppo­sizione, di destra e di sin­is­tra. La piaz­za, subito in fib­ril­lazione, non ha cre­du­to nep­pure alla promes­sa di un ref­er­en­dum popo­lare sull’argomento. Per l’ex sin­da­co Moran­do Peri­ni il mes­sag­gio è ora­mai chiaro: «Ogni richi­es­ta attuale di ris­arci­men­to avan­za­ta dal­la soci­età Eurosea è fuori da ogni log­i­ca e lo stes­so Con­siglio di Sta­to mi sem­bra non riconosca ques­ta pos­si­bil­ità. L’importante a mio avvi­so è che i nuovi ammin­is­tra­tori non vadano a mod­i­fi­care il Piano rego­la­tore gen­erale che tutela i cit­ta­di­ni da ogni sor­pre­sa per il futuro. Se ven­gono cam­biati alcu­ni palet­ti delle aree indus­tri­ali, che noi ave­va­mo indi­ca­to, è chiaro che tut­to questo potrebbe mutare prospet­tive ed essere rilan­ci­a­to. Pen­so comunque che nei cinque anni in cui sono sta­to sin­da­co sia sta­to fat­to tut­to il pos­si­bile per osta­co­lare la col­lo­cazione di questo impianto, che i lonate­si non vol­e­vano e non vogliono».

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