Tutti i 41 mila studenti bresciani degli istituti superiori, pubblici e privati, potranno ritirare la documentazione alle segreterie delle loro scuole.

Buoni sconto scuola dalla Provincia

25/06/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Enrico Mirani

Buoni stu­dio al via: gli uffi­ci dell’assessorato provin­ciale all’Istruzione han­no pre­dis­pos­to i ban­di per l’erogazione del con­trib­u­to alle famiglie. Tut­ti i 41 mila stu­den­ti bres­ciani degli isti­tu­ti supe­ri­ori, pub­bli­ci e pri­vati, potran­no riti­rare la doc­u­men­tazione alle seg­reterie delle loro scuole. Le domande di parte­ci­pazione al ban­do dovran­no essere con­seg­nate a par­tire dal pri­mo set­tem­bre fino alle 12 del 16 otto­bre sem­pre alla seg­rete­ria del­la scuo­la oppure all’Ufficio Pub­bli­ca Istruzione del­la Provin­cia, in via Musei 32 a Bres­cia (ma si rac­co­man­da soprat­tut­to la pri­ma sede per ques­tioni orga­niz­za­tive). I mod­uli sono scar­i­ca­bili anche da Inter­net, cer­can­do nel sito www.provincia.brescia.it. Per dichiarare il pos­ses­so dei req­ui­si­ti e le spese, gli stu­den­ti (se mag­gioren­ni) o i gen­i­tori potran­no usare il sis­tema dell’autocertificazione. Ricor­diamo che l’ammontare dei buoni stu­dio è di un mil­iar­do e mez­zo, stanzi­a­to per rim­bor­sare alle famiglie (fino ad esauri­men­to del­la cifra) le spese sco­las­tiche sostenute nell’anno 1999 — 2000. «È un’iniziativa impor­tante — dice l’assessore provin­ciale — che vogliamo sper­i­menta­re per sostenere il dirit­to allo stu­dio e dare attuazione alla legge sul­la par­ità sco­las­ti­ca. L’intervento si pro­pone di aiutare le famiglie a svol­gere il com­pi­to educa­ti­vo di cui sono inves­tite e agevolare la creazione di un sis­tema sco­las­ti­co inte­gra­to. Un rigrazi­a­men­to ai pre­si­di è d’obbligo — pros­egue — per la col­lab­o­razione dimostra­ta sul ver­sante oper­a­ti­vo». Entri­amo adesso nel det­taglio. I req­ui­si­ti. Pos­sono chiedere l’ammissione al ban­do tut­ti gli stu­den­ti degli isti­tu­ti supe­ri­ori statali o legal­mente riconosciu­ti, com­pre­si i cor­si ser­ali, esclusi quel­li di recu­pero. Inoltre non bisogna essere sta­ti boc­ciati più di una vol­ta alle supe­ri­ori; bisogna avere con­se­gui­to almeno la media di 6/10 con non più di un deb­ito for­ma­ti­vo per chi già fre­quen­ta la scuo­la sec­on­daria supe­ri­ore oppure la votazione di suf­fi­ciente agli esa­mi di licen­za media per gli iscrit­ti al pri­mo anno. Altra cosa: il red­di­to. Per pot­er parte­ci­pare al ban­do non bisogna super­are i 20 mil­ioni lor­di pro capite (red­di­to famil­iare com­p­lessi­vo divi­so per i com­po­nen­ti). Le grad­u­a­to­rie. Il mil­iar­do e mez­zo com­p­lessi­vo è divi­so in due fasce: 800 mil­ioni per le famiglie che han­no sostenu­to spese supe­ri­ori ai 2 mil­ioni e mez­zo e 700 mil­ioni per le altre. La for­mazione delle grad­u­a­to­rie ter­rà con­to di tre vari­abili: mer­i­to (voti con­se­gui­ti nell’anno sco­las­ti­co 1998–99), red­di­to imponi­bile (rel­a­ti­vo al 1998) e spese sostenute (1999–2000). Il mas­si­mo del pun­teg­gio per ogni voce è 10. Per il mer­i­to, ad esem­pio, una media oltre il 9 vale i 10 pun­ti, un solo pun­to per una media fra il 6 e il 6,5 (o suf­fi­ciente), 6 pun­ti per una media oltre il 7 e fino all’8 (oppure dis­tin­to). Nel caso del red­di­to la rego­la è inver­sa: più quest’ultimo è bas­so, mag­giore è il pun­teg­gio. Dieci pun­ti per le famiglie con red­di­to pro capite fino ad 8 mil­ioni; solo 2 pun­ti per quelle oltre i 18 e fino a 20. In mez­zo, ovvi­a­mente, la scala vari­abile. Infine le spese sostenute. Esse dovran­no riguardare, fra l’altro, l’acquisto dei lib­ri e del mate­ri­ale didat­ti­co, le tasse sco­las­tiche e d’iscrizione, le rette di fre­quen­za, le spese per la men­sa e i trasporti. Dieci pun­ti per spese supe­ri­ori ai 5 mil­ioni, 8 fra i 4 e i 5 mil­ioni e via decrescen­do fino a 2 pun­ti per costi da 500 mila lire al mil­ione. Le grad­u­a­to­rie saran­no pre­dis­poste dall’Ufficio pub­bli­ca istruzione del­la Provin­cia. A par­ità di pun­teg­gio sarà data pri­or­ità alle domande con il red­di­to minore. L’ammontare. Il buono stu­dio rim­borserà il 50% delle spese delle famiglie ammesse al con­trib­u­to con un mas­si­mo di 2 mil­ioni ed un min­i­mo di 300 mila lire. «La scelta di dividere il mil­iar­do e mez­zo in due fasce — sostiene l’assessore, negan­do una volon­tà dis­crim­i­na­to­ria a sfa­vore delle scuole statali — evi­ta di polar­iz­zare i fon­di su col­oro che più han­no spe­so». Mau­ro Paroli­ni repli­ca anche all’iniziativa dei con­siglieri provin­ciali Ds che han­no pre­sen­ta­to all’Oreco un ricor­so con­tro la delib­era che appro­va il rego­la­men­to dei buoni stu­dio. «Essere con­trari alla loro isti­tuzione è legit­ti­mo. Quel­lo che non capis­co è per­chè non dichiarar­lo aper­ta­mente mascheran­dosi dietro a pre­sunte irre­go­lar­ità for­mali». Quan­to alla pure con­tes­ta­ta scelta di riferire i buoni all’anno appe­na chiu­so: «Non abbi­amo fat­to il ban­do per ori­entare gli stu­den­ti ver­so le statali o le pri­vate, ma per aiutare le famiglie. Com­in­cia­re già nel 1999–2000 e non dal 2001 sig­nifi­ca nel lun­go peri­o­do pot­er erog­a­re più fon­di». Enri­co Mirani

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