La Comunità montana ha incaricato i geometri del «Battisti» di Salò. Saranno censite quelle non riportate sulle carte

Caccia alle strade minori

04/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.z.

La Comu­nità mon­tana Alto Gar­da, rap­p­re­sen­ta­ta da Beat­rice Zam­bi­asi, diri­gente ammin­is­tra­ti­vo, ha siglato una con­ven­zione con l’Itcg «Bat­tisti» di Salò, guida­to da Car­oli­na Almi­ci Bologna, per il rilie­vo e l’ac­cat­a­sta­men­to del­la via­bil­ità minore. «Sul nos­tro ter­ri­to­rio ci sono numerose strade che ven­gono con­sid­er­ate fan­tas­ma, poichè non fig­u­ra­no nelle carte — dice il pro­fes­sor Car­lo Pasqua, uno dei pro­mo­tori del­l’ac­cor­do -. Una serie di trat­ti con valen­za polifun­zionale: spar­ti-fuo­co, stori­co ambi­en­tale o di ril­e­vante pre­gio. Nes­suno si è mai pre­so la briga di cat­a­log­a­r­le. «Di con­seguen­za non è pos­si­bile ottenere finanzi­a­men­ti per il loro recu­pero. Pro­prio come se non esistessero. La seg­nalazione è giun­ta da alcu­ni pri­vati riu­ni­ti in un con­sorzio: non han­no potu­to accedere a un presti­to per sis­temare una di queste strade poichè, al cat­a­sto, non fig­u­ra­va». La Comu­nità mon­tana si è fat­ta cari­co del prob­le­ma, e ha deciso di chiedere la col­lab­o­razione dei geometri del «Bat­tisti». Gli stu­den­ti del tri­en­nio, già seg­nalatisi per una serie di prog­et­ti, dovran­no indi­vid­uare, descri­vere, cen­sire e, alla fine, ril­e­vare topografi­ca­mente tali per­cor­si, tenen­do con­to del pub­bli­co uti­liz­zo e del­la fat­tibil­ità oper­a­ti­va. I ragazzi, gui­dati dai loro inseg­nan­ti di Topografia ed Esti­mo (i pro­fes­sori Matesich, Scar­la­ta, Apol­lo­nio, Scar­las­sara, Belot­ti), saran­no inoltre chia­mati ad aggiornare la car­ta delle fontane aven­ti la tipolo­gia di lava­toio, con par­ti­co­lare valen­za stori­co-architet­ton­i­co-ambi­en­tale. Il com­pen­so per l’an­no sco­las­ti­co 2002-03 è sta­to quan­tifi­ca­to in 4.131 euro: un rim­bor­so com­pren­si­vo di tutte le spese per la rac­col­ta dei dati, i sopral­lu­oghi e la stesura degli elab­o­rati. «Si par­tirà dal rilie­vo aere­o­fo­togram­met­ri­co — spie­ga Pasqua -. Poi si passerà allo stu­dio topografi­co e alla relazione tec­ni­ca, nec­es­saria per l’ac­cat­a­sta­men­to. L’Uf­fi­cio Tec­ni­co del­la Comu­nità mon­tana met­terà a dis­po­sizione i doc­u­men­ti e le infor­mazioni utili».