Censimento al terzo atto I caprioli si nascondono Entro i primi di giugno la conta e i nuovi piani di abbattimento

Cacciatori al lavoro

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
(b.b.)

In occa­sione del cen­si­men­to orga­niz­za­to dai cac­cia­tori del dis­tret­to vena­to­rio locale, i capri­oli se ne rimasti gen­eral­mente appar­tati. A dif­feren­za delle prece­den­ti uscite del 3 e 25 aprile, quan­do era­no sta­ti con­tati 99 e 103 capri­oli, ques­ta vol­ta ne sono sta­ti avvis­ta­ti solo 30. «E qua­si tut­ti maschi», fa sapere Gior­gio Mac­cac­aro, respon­s­abile del­la ges­tione degli ungu­lati del dis­tret­to di Fer­rara di Monte , esper­to accom­pa­g­na­tore per camoscio e capri­o­lo, che agisce su incar­i­co del set­tore fau­nis­ti­co ambi­en­tale del­la Provin­cia. «Le fem­mine molto prob­a­bil­mente stan­no già preparan­dosi a par­torire, per cui ten­dono a rimanere tran­quille e nascoste». Sec­on­do Mac­cac­aro questo dato non sig­ni­ficherebbe che il numero dei capri­oli è cala­to o infe­ri­ore alle aspet­ta­tive. «Anche se», pre­cisa , «spet­terà all’esperto provin­ciale elab­o­rare le schede per­venutegli dai vari dis­tret­ti e, su ques­ta base, sti­lare il piano di abbat­ti­men­to 2005 per la prossi­ma sta­gione di cac­cia, che si apre alla metà di agos­to». Poi aggiunge: «Rispet­to alle prece­den­ti uscite, va det­to che anche i parte­ci­pan­ti alla con­ta era­no in numero infe­ri­ore. Erava­mo in una quindic­i­na, la metà del soli­to, per cui abbi­amo anche cop­er­to meno zone, 13 rispet­to alle 20 delle volte scorse. Inoltre, viste le assen­ze, abbi­amo deciso di non andare in Val­fred­da, dove era sem­pre sta­to con­ta­to il mag­gior numero di capri­oli, una trenti­na. Ci siamo quin­di appo­sta­ti in zone meno fre­quen­tate come per esem­pio Monte Cuc­co e Albarè. Non pote­va­mo con­tarne molti, tan­to meno fem­mine vis­to che si avvic­i­na, appun­to, l’arrivo dei cuc­ci­oli». Ora non res­ta che atten­dere il verdet­to dell’esperto provin­ciale: dirà quan­ti capi i cac­cia­tori saran­no autor­iz­za­ti a uccidere. Suona vera­mente come una triste con­dan­na, ma Mac­cac­aro assi­cu­ra: «I piani di abbat­ti­men­to sono redat­ti in base all’età e al ses­so. Gen­eral­mente si preferisce prel­e­vare per pri­mi i sogget­ti debil­i­tati, i più anziani o deboli, ma l’abbattimento va fat­to comunque per man­tenere l’equilibrio del­la fau­na e tra i due ses­si». Ci vor­rà almeno un mese per conoscere la sentenza.

Parole chiave: