Si accende la polemica tra i due club calcistici sulla gestione degli impianti comunali. Modena: «Agli altri tre campi in erba, a noi solo uno in terra»

Calcio, lite all’ultimo stadio

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Prob­le­ma: un paese ha due club di cal­cio dilet­tan­tis­ti­co e tre sta­di munic­i­pali. Suc­cede però che uno dei due club (il più grosso, ovvero la Pro Desen­zano) gestisce tut­ti e tre gli impianti comu­nali, ovvero il Dal Molin, il Tre Stelle e lo sta­dio di Riv­oltel­la. L’altro club invece (la neona­ta Ac Desen­zanese) deve accon­tentar­si del campet­to in ter­ra bat­tuta dietro l’ospedale, sen­za mag­a­zz­i­ni, sen­za bar, sen­za nem­meno l’erba per gio­care in sicurez­za. Sul­la ges­tione degli sta­di comu­nali tor­na così a divam­pare la polem­i­ca, con l’affondo del pres­i­dente dell’Ac Desen­zanese, Anto­nio Mod­e­na. «Non è gius­ta ques­ta situ­azione: agli altri tut­to e a noi niente. Giovedì porterò i ragazzi in Comune per sostenere le nos­tre ragioni, andremo dal difen­sore civi­co e dal sin­da­co. Il nos­tro club è appe­na nato, ma ha già 150 tesserati, tut­ti ragazzi di Desen­zano: 70 bam­bi­ni del­la scuo­la cal­cio, 20 Esor­di­en­ti, 20 Gio­vanis­si­mi, 20 Allievi e 20 del­la pri­ma squadra, che gio­ca in Terza cat­e­go­ria. Il Comune ha tre sta­di, e sarebbe gius­to che almeno uno lo asseg­nasse a noi». Le riven­di­cazioni di Mod­e­na, da trent’anni per­son­ag­gio di spic­co del cal­cio desen­zanese, dette così non fan­no una pie­ga. La sperequazione c’è, effet­ti­va­mente. Ma la sto­ria è molto più com­pli­ca­ta. Fino a due anni fa esiste­vano due club: il Riv­oltel­la (con diret­tore gen­erale Clau­dio Bertazzi) e l’Ac Desen­zano (pres­i­dente lo stes­so Mod­e­na). Poi un anno fa i due club si fusero in un uni­co sodal­izio, e nacque la Pro Desen­zano. Mod­e­na si fece da parte, ma quest’anno è ritor­na­to in cam­po fon­dan­do l’Ac Desen­zanese. Frat­tan­to però, il Comune ha già fir­ma­to una con­ven­zione con la Pro Desen­zano (che al momen­to era l’unico club esistente) asseg­nan­dole la ges­tione di tut­ti e tre gli sta­di. Con la nasci­ta del­la nuo­va soci­età sono tor­nate le vec­chie polemiche, che si sper­a­vano super­ate con la «fusione» del­lo scor­so anno. Il Comune si tro­va in mez­zo. E l’assessore allo sport Ade­lio Zanel­li, inter­pel­la­to da Bres­ciaog­gi, cal­cia la pal­la in tri­buna: «Non è un nos­tro prob­le­ma. Sul­la ges­tione degli sta­di abbi­amo fir­ma­to una con­ven­zione l’anno scor­so con la Pro Desen­zano. Se poi nasce un nuo­vo club — taglia cor­to l’assessore — deve met­ter­si d’accordo con la Pro Desen­zano». La pal­la pas­sa quin­di a Clau­dio Bertazzi, diret­tore gen­erale del­la «Pro», arrab­bi­a­to per ques­ta situ­azione: «Con il sign­or Mod­e­na si era fat­ta una fusione lo scor­so anno: l’obbiettivo di tut­ti era di unire le forze, per dare a Desen­zano un uni­co, grande club. Mod­e­na ebbe quel­lo che gli spet­ta­va, ma poi decise di far­si da parte rifi­u­tan­do un ruo­lo nel nuo­vo club uni­fi­ca­to, e vendette alla Cas­tenedolese il dirit­to sporti­vo del­la vec­chia Ac Desen­zano. Adesso ritor­na con una nuo­va soci­età e accam­pa pretese: siamo stupi­ti e amareg­giati». Sem­bra un pas­tic­cio di dif­fi­cile soluzione: c’è un club che lamen­ta l’ingiustizia, e l’altro che protes­ta per la vio­lazione del pat­to di «fusione». Ci sono le rug­gi­ni di vec­chie rival­ità, e un Comune che per ora rimane alla fines­tra. Intan­to sono ricom­in­ciati i cam­pi­onati, e a Desen­zano si gio­ca anco­ra tut­ti con­tro tutti.

Nessun Tag Trovato

Commenti

commenti