Il ciclo dell'oliva, in anticipo di settimane, testimonia un fenomeno incontestabile: il clima si surriscalda. Bertamini, negli anni 60, iniziava la molitura in dicembre

Caldo pazzo, frantoio aperto a ottobre

22/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
a.cad.

Lunedì aprirà i bat­ten­ti a Vig­nole il fran­toio che, con quel­lo dell’ Agraria di Riva, è l’u­ni­co anco­ra in attiv­ità rispet­to ai numerosi esisten­ti un tem­po nel­la Busa. L’avvio del­la moli­tu­ra delle olive scat­ta alcune set­ti­mane pri­ma del­lo scor­so anno: un anticipo che pros­egue una ten­den­za ormai decen­nale. Ivo Bert­a­mi­ni, il pro­pri­etario, ram­men­ta che, quan­do negli anni Ses­san­ta il padre Luig­i­no real­iz­zò il tor­chio, il con­fer­i­men­to delle olive inizia­va a metà di dicem­bre e spie­ga che il com­por­ta­men­to degli olivi con­fer­ma il pro­gres­si­vo sur­riscal­da­men­to del cli­ma gardesano.Questo anda­men­to è diven­ta­to più accen­tu­a­to dagli inizi degli anni Novan­ta e l’es­tate appe­na trascor­sa ha seg­na­to il record di cal­do: le olive sono mat­u­rate più pre­co­ce­mente che mai. Anche adesso ci sono dei seg­nali, come il cal­do oltre la media del pri­mo scor­cio d’au­tun­no, che a det­ta di Ivo Bert­a­mi­ni, fan­no prevedere una repli­ca per il 2004. Ne con­segue, dice, che anche nel nos­tro ter­ri­tori il fenom­e­no del­la «trop­i­cal­iz­zazione» è purtrop­po una realtà.Il cal­do pro­l­un­ga­to, sen­za l’in­ter­val­lo di piogge, ha ovvi­a­men­to influen­za­to neg­a­ti­va­mente la pro­duzione di olive. Ma, com­p­lessi­va­mente, essa si mantiene su liv­el­li stazionari in quan­to la colti­vazione di ques­ta coltura mediter­ranea è in espan­sione. Nel 2002, nei due mesi di aper­tu­ra del fran­to­nio di Vig­nole, ven­nero lavo­rati attorno agli ottomi­la quin­tali di olive ed anche quest’an­no tali val­ori ver­ran­no con­fer­mati: la resa per pianta sarà infe­ri­ore, ma le piante sono aumen­tate. Nelle oli­vaie del Romar­zollese, del­l’Oltre­sar­ca e del­la Cos­ta del castel­lo la pro­duzione di olive risul­ta a «mac­chia di leop­ar­do». Si notano piante stracariche di bac­che men­tre altre, mag­a­ri vicinis­sime, sono des­o­lata­mente prive con rami «leggerissimi».Il «tor­chio» del­l’Oltre­sar­ca è diven­ta­to una cres­cente attrat­ti­va cul­tur­ale e tur­is­ti­ca per l’atavi­co meto­do del­la moli­tu­ra delle olive che avviene medi­ante la rotatu­ra di due gran­di ruote in pietra. Ivo Bert­a­mi­ni è costret­to a trasfor­mar­si in cicerone per le innu­merevoli sco­laresche che vi accor­rono non solo dal Trenti­no. Non si con­tano le vis­ite di gior­nal­isti e di troupe tele­vi­sive (Rai com­pre­sa), soprat­tut­to, aus­tri­ache e ger­maniche, che all’an­ti­co fran­to­nio ded­i­cano servizi e documentari.