Prenderà il via questo pomeriggio alla barchessa Rambaldi con la degustazione dei vini che sono stati premiati l’antica Festa dell’uva

Calici in alto, si brinda per quattro giorni

29/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Da oggi(ore 18 barches­sa Ram­bal­di, degus­tazione dei vini pre­miati) fino a lunedì quat­tro giorni di notev­ole richi­amo con la «Fes­ta dell’uva e del » arriva­ta alla 71ª edi­zione. Uve quelle che dan­no il vino con un gra­do zuc­cheri­no quest’anno supe­ri­ore alla media e con una quan­tità di prodot­to sti­ma­ta invece infe­ri­ore del 10/15 per cen­to al rac­colto 1999. Una coin­ci­den­za di risul­tati in lin­ea con le nuove diret­tive del­la Unione euro­pea sem­pre più ori­en­tate a diminuire la pro­duzione favoren­do al con­tem­po un vino di qual­ità. Il quan­ti­ta­ti­vo di uva cer­ti­fi­ca­bile a ettaro da des­tinare alla pro­duzione di vino Doc “Bar­dolino”, ottenu­to nel­la 2000, non dovrà super­are, sec­on­do quan­to sta­bil­i­to dal­la Giun­ta regionale, i 117 quin­tali, pari a 81,90 ettolitri-ettaro, suf­fi­ci­en­ti per sod­dis­fare le richi­este del­la doman­da di tale vino per la cam­pagna di com­mer­cial­iz­zazione in cor­so. I rima­nen­ti quan­ti­ta­tivi di uva, sino alla pro­duzione mas­si­ma con­sen­ti­ta (156 quin­tali per ettaro) devono essere pre­si in cari­co uni­ca­mente, per la pro­duzione di vino da tavola con o sen­za indi­cazione geografi­ca tipi­ca. Deci­sione che accoglie la richi­es­ta pre­sen­ta­ta dal Con­sorzio di tutela e che ha lo scopo di assi­cu­rare una com­mer­cial­iz­zazione remu­ner­a­ti­va del prodot­to, con la rel­a­ti­va tenu­ta dei prezzi, assi­cu­ran­do l’equilibrio di mer­ca­to del­la Doc Bar­dolino e, di con­seguen­za, un equo red­di­to agli oper­a­tori inter­es­sati alla fil­iera. Il val­ore com­mer­ciale del Bar­dolino è oggi infat­ti pari al doppio di un vino rosso da tavola, con il 65 per cen­to del­la pro­duzione che è ven­du­ta all’estero, trovan­do esti­ma­tori soprat­tut­to in Ger­ma­nia, Inghilter­ra, Sta­ti Uni­ti e Fran­cia. «Il suc­ces­so del­la pre­sen­tazione che abbi­amo fat­to a Seat­tle, Los Ange­les e Mona­co», riferisce il pres­i­dente del Con­sorzio tutela Giuseppe degli Alber­ti­ni, «sem­bra indi­care un ritorno ai pro­fu­mi dell’uva, all’effluvio di fiori, frut­ta e spezie. Si è nota­to un rin­no­va­to inter­esse ver­so i vit­ig­ni autoc­toni e quel vino sapor­i­to, da bere e non solo da gustare, come il Bar­dolino, in cui tan­ni­ni gen­tili derivano dall’uva e non dall’osmosi con il leg­no». Su ques­ta lin­ea anche il prog­et­to pilota per ottimiz­zare la viti­coltura con il rin­no­va­men­to dei vigneti con cloni di Corv­ina e Rondinel­la meno pro­dut­tivi e infit­ten­do la vigna. Vei­co­lo di pro­mozione del prodot­to oltre alle Feste del vino con tre appun­ta­men­ti annu­ali (Bar­dolino a giug­no; Fes­ta dell’uva e del vino alla pri­ma domeni­ca d’ottobre e del Bar­dolino nel pri­mo week end di otto­bre) è la “Stra­da del vino” che rac­cor­da 67 aziende che ven­dono diret­ta­mente tre mil­ioni di bot­tiglie e qual­cu­na total­iz­za ogni anno fino a 15mila vis­i­ta­tori. Alvaro Joppi

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