Il nome che non piace è quello dell'istituto, una delle tré scuole medie della città. Scipio Sighele non lo conosce nessuno, soprattutto a 12 anni.

Cambiamo il nome della sucola

07/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Davide Pivetti

In quan­ti, poten­do, si cam­biereb­bero nome? Gli alun­ni di quat­tro clas­si del­la scuo­la media “Sci­pio Sighele”, capeg­giati dai com­pag­ni del­la II B, ci vogliono provare. E han­no già rac­colto cen­to firme allo scopo. Il nome che non piace è quel­lo del­l’is­ti­tu­to, una delle tre scuole medie del­la cit­tà. Sci­pio Sighele non lo conosce nes­suno, soprat­tut­to a 12 anni. Anche chiedere ai gen­i­tori qualche nota biografi­ca sul­l’au­tore de “// Nazion­al­is­mo” è super­fluo. Qual­cuno lo pone tra i patri­oti, qual­cun’al­tro tra i mar­tiri del­la lib­ertà. I ragazzi del­la II B, gui­dati dal prof. Aldo Miorel­li, ne dan­no una definizione che non tut­ti gli stori­ci digeri­ran­no: «Sighele dalle nos­tre ricerche risul­ta essere non solo un let­ter­a­to e un soci­ol­o­go, ma anche un nazion­al­ista-impe­ri­al­ista». E a suf­fra­gio del­la loro tesi citano alcu­ni pas­sag­gi de “II Nazion­al­is­mo” di Sighele, dove si esaltano le virtù del­la guer­ra e il dovere del­l’uo­mo di “servire” lo Sta­to. Ed ecco, a sor­pre­sa, la pro­pos­ta, provo­ca­to­ria ma real­iz­z­abile. «Vor­rem­mo che il nome del­la nos­tra scuo­la venisse cam­bi­a­to inti­tolan­dola a Iqbal Masih». Lui, ragaz­zo pak­istano nato nel ’83, è un sim­bo­lo del­lo sfrut­ta­men­to mino­rile e del­la lot­ta dei più deboli con­tro la sopraf­fazione, con­tro la schi­av­itù con­tem­po­ranea. Iqbal venne ven­du­to dai gen­i­tori ad un mer­cante. Fu costret­to a lavo­rare sui telai lega­to con la cate­na. Riuscì a fug­gire, incon­tran­do Ullah Khan, gior­nal­ista e pro­mo­tore del Fronte di lib­er­azione del lavoro forza­to. Iqbal rac­con­ta la sua sto­ria a Stoc­col­ma, di fronte alla con­feren­za mon­di­ale sul­l’in­fanzia. Era il ’94 e ave­va appe­na 11 anni. «Farò l’avvo­ca­to per difend­ere i bam­bi­ni» disse di fronte al mon­do. Ci sarebbe rius­ci­to se non fos­se sta­to assas­si­na­to a 12 anni, la domeni­ca di Pasqua del ’95. La pro­pos­ta degli alun­ni delle «Sighele» sarà por­ta­ta al vaglio del con­siglio d’is­ti­tu­to nei prossi­mi giorni. Sarebbe un prece­dente anche per altre scuole.