Programmi e obiettivi dei direttori generali nominati da Galan, che hanno presentato l’esperienza fatta in altre realtà socio-sanitarie del Veneto

Cambio di guardia in tutte le Ulss

05/01/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Ferro

Direzioni gen­er­ali in rosa, moti­vo di van­to dell’assessore regionale alla san­ità Francesca Mar­ti­ni. «Ecco qui le mie donne», ha deto ieri mat­ti­na pre­sen­tan­do la nuo­va squadra a capo delle tre Ulss verone­si, «a parte l’avvocato Alessan­dro Dall’Ora alla 22, alla 20 c’è Maria Giusep­pina Bonav­ina e alla 21 Daniela Car­raro. Final­mente qual­cosa per le pari oppor­tu­nità anche in questo cam­po si muove: la san­ità a Verona e in provin­cia è davvero in buone mani!».Battute (e ses­so) a parte, è la pro­fes­sion­al­ità dei nuovi man­ag­er ad aver spin­to il pres­i­dente Galan a sceglier­li anche se a più di qual­cuno queste nomine han­no fat­to venire il mal di pan­cia tan­to da promet­tere battaglia den­tro i par­ti­ti e den­tro le stesse coal­izioni di mag­gio­ran­za. «Se qual­cuno ha qual­cosa da dire, si riv­ol­ga diret­ta­mente al gov­er­na­tore», è sta­ta per­en­to­ria l’assessore Mar­ti­ni nel riman­dare al mit­tente le accuse di aver favorito «scelte politiche, non tec­niche». Nel miri­no il neo diret­tore gen­erale dell’Ulss 20 Bonav­ina (dal­la quale dipende anche il polo uni­co di San Boni­fa­cio) data in quo­ta ad An, «etichet­ta che mi mette a dis­a­gio», ha repli­ca­to, «ma che pro­prio non mi sen­to addos­so: sono gra­ta ad Allean­za Nazionale per aver sposato la mia can­di­datu­ra ma io non sono un politi­co, sono un tec­ni­co da sem­pre impeg­na­to in san­ità: a Pado­va, dove ero diret­tore san­i­tario dell’Istituto onco­logi­co vene­to, ho lavo­ra­to bene e sono sod­dis­fat­ta per quel­lo che sono rius­ci­ta a fare.Non mi tro­vo a mio agio a stare in mez­zo alle polemiche ma garan­tis­co che nes­suno mi ha chiesto nul­la!». «E rib­adis­co», vuole togliere ogni dub­bio la Mar­ti­ni, «che tut­ti questi diret­tori gen­er­ali han­no un grande bagaglio pro­fes­sion­ale e, soprat­tut­to, gran­di qual­ità umane. È mio impeg­no favorire l’operatività di cias­cuno: con le chi­ac­chiere e le polemiche non si va da nes­suna parte, con­tano i fat­ti e queste per­sone han­no i numeri in rego­la per fare bene».Via, quin­di, alle «pre­sen­tazioni» uffi­ciali. «L’avvocato Dall’Ora arri­va da un’esperienza di diret­tore ammin­is­tra­ti­vo a Chiog­gia», ha ricorda­to l’assessore regionale, «ora, a capo dell’Ulss 22 di Bus­solen­go, potrà met­tere a frut­to tutte le com­pe­ten­ze acquisite nell’Ulss 14: gli spet­ta la grande sfi­da dell’avviamento del Mag­a­li­ni di Vil­lafran­ca, il sec­on­do ospedale del polo a due gambe pre­vis­to nelle schede pro­gram­matiche region­ali. L’area pre­sen­ta una serie di prob­le­mi, la sfi­da è impeg­na­ti­va ma saprà affrontar­la nel­la con­ti­nu­ità con ciò che fino ad oggi è sta­to fat­to: saprà cer­ta­mente svilup­pare ulte­ri­or­mente la ric­chez­za dell’ospedale di Bussolengo».Da Bus­soleg­no a Leg­na­go: «Anche qui il diret­tore gen­erale è un avvo­ca­to», ricor­da la Mar­ti­ni, «Daniela Car­raro ha guida­to in maniera eccel­lente l’Ulss 5 di Arzig­nano real­iz­zan­do due Utap (Unità ter­ri­to­ri­ali di ass­siten­za pri­maria) e un ospedale di comu­nità: la sua nuo­va Ulss, la 21, è com­p­lessa, con realtà arti­co­late e eccel­len­ze tra le migliori del­la regione, come quel­la dell’area nefro­l­og­i­ca: mi auguro che ques­ta unità socio-san­i­taria raf­forzi i pro­ces­si di uman­iz­zazione delle cure che sono il cuore pul­sante del­la san­ità». «Quan­to alla dot­tores­sa Bonav­ina all’Ulss 20», pre­cisa la Mar­ti­ni, «c’è molto da lavo­rare in cit­tà ma anche fuori, in provin­cia: l’ospedale di San Boni­fa­cio è il fiore all’occhiello delle strut­ture verone­si, ora deve diven­tar­lo anche nell’offerta»«Insomma», ha rib­a­di­to l’assessore Mar­ti­ni, «si trat­ta di una squadra com­pe­tente che saprà lavo­rare in rete per dare risposte con­crete e mirate ai bisog­ni di salute dei verone­si. Ripeto: sono tut­ti diri­gen­ti dal­la con­sol­i­da­ta espe­rien­za in cam­po san­i­tario che negli ulti­mi anni han­no dato pro­va di ottime capac­ità man­age­ri­ali e soprat­tut­to di conoscere le esi­gen­ze speci­fiche del ter­ri­to­rio. A tut­ti auguro quin­di buon lavoro», ha con­clu­so, «sicu­ra che non perder­an­no tem­po e che agi­ran­no fin da subito per poten­ziare il mod­el­lo vene­to di san­ità che tan­to suc­ces­so ha avu­to in Europa: un sis­tema che si basa sull’integrazione forte tra ospedale e ter­ri­to­rio, tra san­ità e sociale, tra aziende ospedaliere e , tra Ulss ed enti locali».[FIRMA]

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