Il Consiglio approva con il solo voto della maggioranza le modifiche al piano particolareggiato dell’albergo Bellerive. Sotto il porticato delle Rive apre uno sportello bancario, giudizio critico dell’opposizione

Cambio d’uso, arriva il S. Paolo-Imi

10/11/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Con­siglio comu­nale di Salò (voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle Lib­ertà, con­trarie le mino­ranze) ha mod­i­fi­ca­to il piano par­ti­co­lareg­gia­to riguardante l’albergo «Bel­lerive» e, al piano ter­ra del por­ti­ca­to, autor­iz­za­to l’arrivo di una ban­ca: il S.Paolo-Imi di Tori­no. Curioso il fat­to che il nuo­vo sportel­lo andrà a sis­temar­si pro­prio di fronte all’agenzia del Ban­co di Bres­cia: appe­na dieci, infat­ti, i metri di dis­tan­za. Il «Bel­lerive», ex Ide­al, è di pro­pri­età dei Brunori (il papà, Gian Bat­tista, ex operaio del­la Ilfo, ha com­in­ci­a­to a far­si un nome nel ’54, cre­an­do a Odolo la «Fer­ri­era Valsab­bina»), che lo han­no amplia­to, trasfor­man­do­lo in un hotel di alta qual­ità, già inser­i­to dal­la Condè Nast Johansens nel­la pro­pria gui­da. Il numero delle camere è rad­doppi­a­to, pas­san­do da 20 a 40, per una ricettiv­ità di 90 posti let­to, inte­grati da altri 15 nel­la vic­i­na caset­ta. Invece l’edificio prospiciente via Pietro da Salò, conosci­u­ta come le Rive, avrebbe potu­to avere le seguen­ti des­ti­nazioni «uffi­ci, pic­cole attiv­ità com­mer­ciali o tur­is­ti­co-ricettive, locali di ris­toro, mod­esti lab­o­ra­tori arti­gianali di servizio, non molesti nè inquinan­ti, che non creino par­ti­co­lari prob­le­mi di traf­fi­co». Con espres­so divi­eto di «super­me­r­cati, banche e finanziarie, per­chè com­portereb­bero un ecces­si­vo cari­co urban­is­ti­co al quartiere». Al piano supe­ri­ore era­no pre­visti fit­ness e sala con­veg­ni. «La Brunori spa ha chiesto di mod­i­fi­care la con­ven­zione fir­ma­ta nel 2001/02 – ha spie­ga­to il sin­da­co Giampi­etro Cipani -. La giun­ta comu­nale ha val­u­ta­to la doman­da, deci­den­do che l’arrivo di uno sportel­lo non com­por­ta mag­giori prob­le­mi dell’apertura di un negozio o di un uffi­cio. Per quan­to riguar­da gli stan­dard da reperire, la legge regionale equipara l’attività tur­is­ti­co-ricetti­va a quel­la direzionale-com­mer­ciale. Il cam­bio di des­ti­nazione non neces­si­ta quin­di di nes­sun adegua­men­to. Le Rive, inoltre, sono la zona meglio servi­ta da parcheg­gi». Da qui il sì del­la mag­gio­ran­za. Cinzia Gof­fi, Ds, ha osser­va­to che «ad appe­na tre anni di dis­tan­za si cam­bia rot­ta, dan­do risposte a inter­es­si speci­fi­ci. Che cosa c’è sot­to. Sen­za dimen­ti­care che la legge regionale 1 del 2001 obbli­ga a con­teggia­re gli stan­dard in modo diver­so. L’area non è poi così ben for­ni­ta di spazi auto. E’ vero: con la costruzione di un piano sot­ter­ra­neo, il parcheg­gio di piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà aumenterà i posti di 180. Ma bisogna ten­er pre­sente che l’ex calza­tu­rifi­cio ver­rà trasfor­ma­to in una strut­tura Ital­mark di grosse dimen­sioni, e le neces­sità aumenter­an­no. È indis­pens­abile che Salò abbia un piano dei servizi». Molto crit­i­ci Gian­lui­gi Pez­za­li, che sta con Alessan­dra Mus­soli­ni, e Alber­to Mari­no, di Rifon­dazione. «Le banche dan­no sol­di a chi li ha già, e tar­tas­sano i cit­ta­di­ni con inter­es­si e com­mis­sioni – ha det­to il pri­mo -. A sono attac­cate una all’altra. Ma là ci sono due mil­ioni di abi­tan­ti. A Salò, invece, due mil­ioni di inter­es­si». «In provin­cia di Bres­cia – ha aggiun­to il sec­on­do- ci sono più sportel­li che abi­tan­ti. Per­chè non fare come in Lig­uria, dove alcu­ni comu­ni lim­i­tano gli inse­di­a­men­ti alle banche etiche?». Alber­to Peliz­zari, pres­i­dente provin­ciale dei con­sulen­ti del lavoro, con­sigliere di mag­gio­ran­za, ha rib­at­tuto che «in pas­sato il sis­tema era com­ple­ta­mente bloc­ca­to (in Fos­sa il Cab e la Carip­lo, in piaz­za Vit­to­ria la San Pao­lo Bres­cia, ndr). Ulti­ma­mente c’è sta­to un recu­pero, ma non così grande. Basti dire che Gavar­do, local­ità con un numero infe­ri­ore di res­i­den­ti, ha il trip­lo degli sportel­li di Salò. Che dan­no può portare ai cit­ta­di­ni l’arrivo del San Pao­lo Imi di Tori­no? Gra­zie alla telem­at­i­ca e a Inter­net, i cli­en­ti non sono centi­na­ia, e non provo­cano prob­le­mi al traf­fi­co. E poi cosa c’è se il Ban­co di Bres­cia si tro­va a pochi metri di dis­tan­za? Vor­rà dire che si faran­no con­cor­ren­za, cer­can­do di offrire servizi migliori».

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