Cambio di parroci nella parrocchia di Lazise

16/07/2017 in Attualità
Di Sergio Bazerla

Era nel­l’aria da alcune set­ti­mane. Ora è realtà. Don Achille Boc­ci, il par­ro­co dei San­ti Zenone e Mar­ti­no las­cia il suo incar­i­co di pas­tore lacisiense, dopo 15 anni, per andare a ” rifare” il mis­sion­ario in Africa. Il ” mal d’Africa” colpisce anche i sac­er­doti, non solo gli aman­ti del safari.

Era giun­to a Lazise nel dicem­bre del 2002 dopo una breve par­ente­si di Don Alessan­dro Pasqui­ni che era suc­ce­du­to a Mons. Edoar­do Sac­chel­la che ave­va gesti­to la par­roc­chia di Lazise per oltre 18 anni.

A darne l’an­nun­cio, diret­ta­mente Don Achille, alla mes­sa prefes­ti­va del saba­to sera, annun­cio per­al­tro dato anche alle altre messe domenicali.
Non ha tra­di­to alcu­na emozione , ma si è sforza­to di fare l’an­nun­cio nonos­tante tre lus­tri di per­ma­nen­za fra la gente di Lazise.
Un ritorno, quel­lo di Don Boc­ci, in Africa, essendo­ci sta­to per diver­si anni , in ter­ra di mis­sione in Ciad. Ma per lui la mis­sione è una pre­rog­a­ti­va di vita. Pri­ma di andare in Ciad, infat­ti, era sta­to a Torre Angela, una bor­ga­ta romana non facile, che la dio­ce­si veronese ave­va avu­to in affi­do da molti anni con il com­pianto Don Ven­turi­ni, con Don Car­lo Mot­ta e molti altri preti verone­si. Ora sarà in appog­gio ai mis­sion­ari Save­ri­ani che da anni sono in Africa per la loro ampia azione missionaria.

Don Achille è un uomo tut­to di un pez­zo, serio, deciso, limpi­do, onesto a tut­to ton­do. Quel­lo che ti deve dire te lo spi­at­tel­la in fac­cia. E pro­prio per questo non ha mai godu­to di ampia ami­cizia in ter­ra lacus­tre, lui bres­ciano di nasci­ta e di stile di vita.
A sos­ti­tuir­lo, dal mese di otto­bre prossi­mo, sarà Don Lan­fran­co Magrinel­li, attuale par­ro­co a Croce Bianca.
Don Lan­fran­co tro­verà una situ­azione finanziaria per­fet­ta e pre­cisa. Deb­iti e cred­i­ti al centesimo.

Don Achille era infat­ti giun­to a Lazise per sanare un grosso deb­ito che era sta­to aper­to per la ristrut­turazione e restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale. Con l’aiu­to del con­siglio eco­nom­i­co par­roc­chiale ha provve­du­to alla com­ple­ta sis­temazione, all’am­pli­a­men­to del cen­tro gio­vanile par­roc­chiale, a far fronte a tut­ti gli impeg­ni finanziaria, a tenere in lin­ea il mutuo impor­tante a suo tem­po acce­so. Rimane solo in pred­i­ca­to l’even­tuale ven­di­ta del­la canon­i­ca, dove sono in cor­so delle avan­zate trat­ta­tive con una cor­da­ta di impren­di­tori non garde­sani per la transazione.

C’è da dire che Don Achille ha las­ci­a­to un seg­no — spie­gano alcu­ni stret­ti col­lab­o­ra­tori ‑non fos­se altro per la sua integrità spir­i­tuale, morale, ed anche ges­tionale. Ha sem­pre reso i con­ti con azione cer­tosi­na, da uno spir­i­to con­tadi­no res­pi­ra­to nel­la sua grande famiglia di nasci­ta. Quan­do ha dato la notizia uffi­ciale, molti di noi han­no pianto. Un grande applau­so ha cop­er­to la com­mozione, ma in noi res­ta davvero un grande rimpianto per la sua vola­ta in Africa.”