Bloccato l'assalto per la realizzazione di una concessionaria d'auto. Tamanini: «Molti terreni stanno passando di mano» Le aree in via Grande Circonvallazione fanno gola al mondo del mattone

Campagne a rischio cementificazione

23/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Bas­ta­va salire in cima allo Sti­vo o sul­la rupe del castel­lo per capire, già diver­si anni fa, dove sareb­bero sor­ti, di lì a poco, capan­noni, cen­tri com­mer­ciali e con­do­mi­ni. Con pre­ci­sione qua­si mil­li­met­ri­ca. Se qual­cuno, nel pro­prio garage, avesse a dis­po­sizione un eli­cot­tero e gli cap­i­tasse di far­si un giro sopra le nos­tre teste capirebbe imme­di­ata­mente quali sono i ter­reni che fan­no venire l’ac­quoli­na in boc­ca agli impren­di­tori del­la zona. Le cam­pagne lun­go via Grande Circonvallazione.L’apertura del­la nuo­va stra­da, il trat­to sud del­la cir­con­va­l­lazione arcense, ha scate­na­to un grande inter­esse intorno ai ter­reni sit­uati in quel ret­tan­go­lo di super­fi­cie com­pre­so tra via S.Caterina e la provin­ciale per S.Giorgio (alle spalle, per inten­der­si, del con­do­minio Gio­vanazzi). Il traf­fi­co che per­corre quest’ar­te­ria stradale si fa sem­pre più impo­nente e lo sarà mag­gior­mente quan­do ver­rà real­iz­za­to il tron­co nord del­la cir­con­va­l­lazione. Per­ché è ris­a­puto che dove pas­sano le strade pri­ma o poi arri­va anche l’ur­ban­iz­zazione, con tut­ta la sua mole di cemen­to arma­to. L’area in ques­tione ha tutte le carte in rego­la per trasfor­mar­si in una sor­ta di eden per impren­di­tori e impre­sari. E’ inte­gra dal pun­to di vista ambi­en­tale, quin­di fruibile ai mas­si­mi liv­el­li, e servi­ta da una stra­da di alta per­cor­ren­za. Per­tan­to la gam­ma d’ipote­si di pos­si­bili inse­di­a­men­ti è quan­to mai vas­ta, dal dis­trib­u­tore di ben­z­i­na al cen­tro com­mer­ciale, dal ris­torante al par­co dei diver­ti­men­ti. Idee cam­pate in aria? Mica tan­to, vis­to che sono in molti ad aver inizia­to a pen­sar­ci sopra. Qual­cuno, addirit­tura, è anda­to anche più in là, arrivan­do a pro­porre uffi­cial­mente all’am­min­is­trazione comu­nale la real­iz­zazione di una con­ces­sion­ar­ia d’au­to. Un prog­et­to che vede­va coin­volto anche un fratel­lo di un con­sigliere comu­nale di mag­gio­ran­za. La pro­pos­ta, sot­to­pos­ta all’asses­sore all’ur­ban­is­ti­ca Del­lan­na, è sta­ta dal­lo stes­so asses­sore «cortese­mente ma fer­ma­mente boc­cia­ta». La giun­ta arcense, da quan­to si capisce, vuole preser­vare quest’area da ogni tipo di inva­sione edilizia in maniera che fun­ga da cus­cinet­to tra la zona com­mer­ciale di via S.Caterina e quel­la arti­gianale del­la provin­ciale per S.Giorgio. Inten­ti nobilis­si­mi, per­ché di tut­to abbisogna la Busa tranne che di altro cemen­to, ma Del­lan­na e soci non rimar­ran­no in eter­no alla gui­da del Comune. E i tan­ti impren­di­tori che han­no annusato l’af­fare di pazien­za ne han­no da vendere. «Sem­bra che molti di quei ter­reni stiano pas­san­do in mano a gente che di pro­fes­sione non colti­va la ter­ra — ammonisce Mat­teo Tamani­ni del­la Lega Nord — bisogna capire qual è il futuro che si vuole dare alla nos­tra valle. Se è il tur­is­mo a cui si pun­ta, quest’as­salto alle poche aree ver­di rimaste va fermato».