L’idea nacque nel 2005 a Lucca, un comitato al lavoro senza sosta per portare questo appuntamento in terra scaligera

Campanari d’Italia unitida un doppio compleanno

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sin trop­po facile par­lare di «cam­pane a fes­ta» per annun­cia­re il 48° Raduno nazionale dei suona­tori di cam­pane in pro­gram­ma oggi e domani a Castel­n­uo­vo. Ma l’idea delle cam­pane che suo­nano a fes­ta è quel­la che meglio si adat­ta all’at­mos­fera e all’en­tu­si­as­mo con cui il paese attende la man­i­fes­tazione. Anche per­ché il raduno nazionale arri­va nel­l’an­no in cui si cel­e­bra­no due anniver­sari impor­tan­ti: il 25° del­l’As­so­ci­azione suona­tori di cam­pane a sis­tema veronese e il 10° del­la Squadra cam­pa­naria di San­ta Maria Nascente di Castelnuovo.L’idea di portare a Castel­n­uo­vo il raduno è sta­ta pro­prio del­la squadra locale. D’al­tra parte si può dire che la sto­ria degli ulti­mi 165 anni del paese è sta­ta accom­pa­g­na­ta dalle cam­pane a par­tire da quelle del­l’an­ti­co con­cer­to ospi­ta­to nel­la Torre vis­con­tea. Già nel XIX sec­o­lo la torre ospi­ta­va un con­cer­to di cinque cam­pane che sono state tes­ti­moni, tra gli altri even­ti, del­l’ec­cidio dell’11 aprile 1848. Durante gli scon­tri la cam­pana mag­giore ave­va ripetu­ta­mente suona­to a martel­lo, per chiedere aiu­to alle popo­lazioni vicine. Un gri­do inter­rot­to solo dal colpo di artiglieria che l’in­crinò, ammutolendola.Molti anni dopo, nel 1920, al con­cer­to venne aggiun­ta una ses­ta campana.Nel dicem­bre 1998 la cam­pana mag­giore si ruppe irrepara­bil­mente. Venne sos­ti­tui­ta nel­l’aprile del 2000 e col­lo­ca­ta a riposo nel par­co pub­bli­co del Bro­lo, sot­to la Torre vis­con­tea. Nel 2002 al con­cer­to sono state aggiunte altre quat­tro cam­pane e una dec­i­ma è arriva­ta pro­prio in occa­sione del Raduno nazional,e cui è sta­ta dedicata.«Inutile negare che siamo molto con­tenti di aver por­ta­to a Castel­n­uo­vo ques­ta man­i­fes­tazione. Un appun­ta­men­to di rilie­vo», spie­ga Alessan­dro Deamoli, del­la squadra cam­pa­naria castel­n­uovese, «anche per­ché si pro­pone l’o­bi­et­ti­vo di dar vita a una Fed­er­azione nazionale uni­taria, che rac­col­ga tut­ti i sis­te­mi di suono delle cam­pane pre­sen­ti in Italia anco­ra oggi divisi in tante pic­cole associazioni».È il pres­i­dente del­la Squadra cam­pa­naria Lui­gi Pran­do a riper­cor­rere le tappe orga­niz­za­tive del­l’even­to. «L’idea è nata nel 2005, dopo la nos­tra parte­ci­pazione al Raduno di Bargec­chia (Luc­ca). Siamo rimasti affas­ci­nati dal­l’or­ga­niz­zazione e dal­l’at­mos­fera vis­sute in quei giorni e si è pen­sato di provare a pro­por­la a casa nos­tra. L’am­min­is­trazione comu­nale», con­tin­ua Pran­do, «ha sostenu­to da subito il prog­et­to e in breve è sta­to for­ma­to il Comi­ta­to orga­niz­za­tore. Ne han­no fat­to parte rap­p­re­sen­tan­ti del­la nos­tra squadra cam­pa­naria, del Comune, Pro loco e del­l’as­so­ci­azione Suona­tori di cam­pane a sis­tema veronese».Il Comi­ta­to ha lavo­ra­to per cir­ca un anno e ora Castel­n­uo­vo si prepara ad accogliere diverse centi­na­ia di suona­tori di cam­pane prove­ni­en­ti da tut­ta Italia. «Gra­zie a loro e alla pre­sen­za dei cosid­det­ti “con­cer­ti mobili”, ovvero grup­pi di cam­pane trasporta­bili, sarà pos­si­bile conoscere da vici­no i sis­te­mi di suono veronese, lom­bar­do (ambrosiano), bolog­nese, reg­giano, lig­ure e così via».«Un’occasione per tut­ti, appas­sion­ati e non», con­clude il pres­i­dente, «per stare insieme e anche per risco­prire il nos­tro paese attra­ver­so la sto­ria e il suono delle sue campane».