Mentre il Garda Trentino piange per il calo dei turisti, Arco può vantare l'unico segno positivo di una stagione fiacca. L'assessore Miori: «Merito degli eventi sportivi, ma si può fare di più»

Campeggi in controtendenza: è pienone

24/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Anal­iz­zan­do i dati uffi­ciali sul­l’an­da­men­to del tur­is­mo nel Gar­da Trenti­no, nel pri­mo semes­tre 2003, si sco­pre una sor­pre­sa: in mez­zo a perdite, più o meno con­tenute, c’è un set­tore che invece è in atti­vo. Il com­par­to extral­berghiero (sostanzial­mente campeg­gi e res­i­dence) di Arco infat­ti ha guadag­na­to più del 3%, come pre­sen­ze, rispet­to all’i­den­ti­co peri­o­do del­la sta­gione prece­dente, sia per quan­to riguar­da tur­isti stranieri, sia per gli italiani.Non si trat­ta di un exploit, cer­to, ma è un dato che comunque fa riflet­tere, e che pre­mia deter­mi­nate scelte. In propos­i­to abbi­amo sen­ti­to il respon­s­abile arcense per il set­tore tur­is­ti­co, l’asses­sore Fab­rizio Miori: «Alla luce di questi dati siamo mod­er­ata­mente sod­dis­fat­ti, anche se devo premet­tere due fat­tori: bisogna ragionare su tem­pi più lunghi, e non solo a liv­el­lo comu­nale. L’ide­ale sarebbe una strate­gia comune a liv­el­lo garde­sano, per vin­cere la nuo­va sfi­da glob­ale del tur­is­mo. Non c’è dub­bio che infat­ti il set­tore stia cam­bian­do: non ci sono più vacanze lunghe, ma ferie bre­vi e spes­so dis­tribuite nel cor­so del­l’an­no. E stan­no pren­den­do piede nuovi tipi di tur­is­mo, come quel­lo sporti­vo e quel­lo nat­u­rale, che toc­cano soprat­tut­to i campeggi».Arco dunque non si è fat­ta trovare imprepara­ta di fronte a questi cam­bi­a­men­ti, ed i risul­tati fino­ra la pre­mi­ano: «Abbi­amo pun­ta­to — pros­egue Miori — su una serie di man­i­fes­tazioni per allun­gare la nos­tra sta­gione tur­is­ti­ca: fra queste ovvi­a­mente il , il Baby Rock Mas­ter, e molte altre, che van­no ad occu­pare peri­o­di altri­men­ti “mor­ti”. Poi Arco è sem­pre sta­ta all’a­van­guardia nel cam­po del tur­is­mo sporti­vo, soprat­tut­to per l’ar­rampi­ca­ta. Questo ci ha per­me­s­so di non patire trop­po, ed anzi di guadagnare qual­cosa, in un peri­o­do che indub­bi­a­mente è di recessione».Il prog­et­to tur­is­ti­co di Arco non si fer­ma cer­to qui però, per­chè fra l’al­tro c’è un set­tore, quel­lo alberghiero, che ha bisog­no di recu­per­are ter­reno. Anche in propos­i­to Miori ha le idee chiare: «Sen­za vol­er far tor­to a nes­suno, direi che bisogna innalzare il liv­el­lo del­l’ospi­tal­ità, e la preparazione delle per­sone. Poi offrire servizi inno­v­a­tivi, che pos­sano cat­turare l’in­ter­esse del tur­ista. Pos­so dire che il comune vuole un mag­giore svilup­po alberghiero, pun­ter­e­mo su nuove strut­ture fino­ra non uti­liz­zate, ma poi saran­no nec­es­sari anche gli investi­tori pri­vati, per­chè non pos­si­amo fare tut­to da soli».Miori con­clude con la sua ricetta: «Serve coe­sione fra tut­ti i sogget­ti inter­es­sati al tur­is­mo, una cosa che ora man­ca; in questo modo si può piani­fi­care una strate­gia comune a lun­go ter­mine, da cui pos­sano trarre ben­efi­ci tutte le com­po­nen­ti del settore».

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