Viaro racconta la «sua» corsa e rivela come ha vissuto il doppio successo consecutivo (dopo quello conseguito nel 2005) nella «Freccia rossa» Il trionfatore e il secondo classificato, l’argentino Sanchez, sono concordi: «Brescia può dare di più»

«Canè? Io sono io E ho vinto già tre volte»

18/05/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lucilla Perrini

Dopo aver attra­ver­sato mez­za Italia, pic­coli cen­tri e cit­tà come Verona, Fer­rara, Raven­na, Urbino, Assisi, Siena, Firen­ze e Bologna, le sono arrivate pun­tu­alis­sime alle 22.30 e sono state accolte da due ali di fol­la al tradizionale arri­vo in viale Venezia. Bel­lis­sime e superbla­sonate, han­no risen­ti­to del­la cor­sa: par­tite tirate più che mai a luci­do, sono arrivate sem­pre scop­pi­et­tan­ti ma provate, cariche di un’emozione lun­ga due giorni. Alcune con fat­i­ca han­no super­a­to la pic­co­la sali­ta che por­ta­va al pal­co, tant’è che l’equipaggio rus­so si è prodi­ga­to a spin­gere quelle più in difficoltà.La pri­ma vet­tura a tagliare il tra­guar­do è sta­ta la numero 2, una Om, stor­i­ca mar­ca bres­ciana, del 1925, gui­da­ta da un equipag­gio scozzese, accol­ta da due flute di spumante Berluc­chi, spon­sor del­la , rito che si è ripetu­to con tutte le auto in corsa.Ma la vit­to­ria quest’anno è tut­ta ital­iana: Luciano Viaro, in cop­pia con il figlio Anto­nio, ha col­pi­to anco­ra e per la terza vol­ta si è aggiu­di­ca­to la Mille Miglia. L’imprenditore tri­esti­no 65enne già ave­va vin­to l’edizione dell’anno scor­so in cop­pia con l’ingegnere Luca Berga­m­aschi, bis­san­do il tri­on­fo del 2005 con­di­vi­so con Mau­r­izio De Mar­co. Vit­to­ria ottenu­ta anche sta­vol­ta con l’Alfa Romeo 6C 1500 S del 1928. Nel 2006 il friu­lano giunse sec­on­do alle spalle del record­man del­la Mille Miglia, Giu­liano Canè (nove titoli dal 1992 al 2006). La mit­i­ca 6C 1500 S ha car­i­ca­to tut­ta la scud­e­ria dell’Alfa Romeo al com­ple­to, rag­giante per il quar­to tri­on­fo asso­lu­to nelle Mille Miglia e così è arriva­ta sul podio.«Io come Canè — dice Luciano Viaro –? No, no, per favore. Dis­tin­guiamo: io sono io». Viaro non gradisce molto l’accostamento con Giu­liano Canè, sarà forse che la scon­fit­ta del 2006 gli bru­cia anco­ra. «Ho vin­to per tre volte — affer­ma -: la pri­ma vol­ta ho pen­sato che avrei potu­to emu­la­re Moss, la sec­on­da è cap­i­ta­ta e la terza è per­fet­ta, cosa c’è di più per­fet­to del numero 3?»Secondo il vinci­tore, la Mil­la Miglia è sta­ta tec­ni­ca­mente dif­fi­cile come tut­ti gli altri anni: «L’organizzazione è sta­ta grande e la fes­ta a Roma bel­lis­si­ma, ma bisogna capire che Roma è solo un giro di boa, si parte e si tor­na a Bres­cia, insom­ma il cuore del­la gara è la vos­tra cit­tà e invece quest’anno si è sen­ti­to bat­tere poco». Sec­on­do il vinci­tore tri­esti­no «quest’anno non si è pro­prio sen­ti­ta l’anima bres­ciana, alla scor­sa edi­zione c’era gente entu­si­as­ta a ogni rondò e anche il cen­tro era vivo e accogliente. Quest’anno anche la parten­za, che di soli­to è il momen­to più emozio­nante, è sta­ta fred­da, sen­za quel cli­ma di fes­ta che ha carat­ter­iz­za­to le altre».Secondo clas­si­fi­ca­to l’argentino Sanchez, per il quale la Mille Miglia 2008 è sta­ta «fati­cosa e mer­av­igliosa». C’è cer­to la fat­i­ca fisi­ca che com­por­ta il gareg­gia­re con auto d’epoca «l’alternanza di cal­do-gelo, sole-piog­gia, ma tut­to è super­abile, per­ché i pae­sag­gi ital­iani sono incred­i­bili, come splen­di­di sono i borghi che costeggiano tut­to il per­cor­so». L’organizzazione sec­on­do Sanchez è sta­ta buona: «Forse si deve miglio­rare la ges­tione degli alberghi, ma sicu­ra­mente il rap­por­to con i parte­ci­pan­ti è sta­to carat­ter­iz­za­to da un cli­ma più amichev­ole». Uni­ca pec­ca, sot­to­lin­ea­ta anche dall’argentino, «è sta­ta Bres­cia: è come se quest’anno non avesse vis­su­to inten­sa­mente l’evento come gli altri anni. Nel 2009 la vogliamo vedere più coin­vol­ta, per­ché la Mille Miglia è Brescia».

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