Il pilota bolognese e la moglie ancora una volta trionfatori sul traguardo affollato di viale Venezia Canè «re» a Brescia: vince la sua decima Mille Miglia Daniele Bonetti Battuto il rivale di sempre Luciano Viaro, dopo che venerdì si era già arreso l’avversario più pericoloso Giovanni Moceri

Canè «re» a Brescia: vince la sua decima Mille Miglia

09/05/2010 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Daniele Bonetti

Dopo Roma, Giu­liano Canè con­quista anche Bres­cia. Il bolog­nese vince la sua dec­i­ma , quel­la del­la «stel­la», rag­giunge un obi­et­ti­vo che insegui­va da anni e si con­fer­ma il più grande rego­lar­ista del­la sto­ria. Di più: ha vin­to con­tro il suo grande rivale Luciano Viaro, accred­i­ta­to di una vet­tura con un coef­fi­ciente migliore, ha vin­to nell’anno dove tut­ti i migliori era­no in gara. Canè ha per­so il ven­erdì il suo rivale più peri­coloso, quel Gio­van­ni Moceri tra­di­to da un tap­po del car­bu­ra­tore insp­ie­ga­bil­mente allen­tatosi a metà del­la sec­on­da gior­na­ta di gara. «Era l’avversario più peri­coloso», com­men­tò amaro Canè. Ma la lot­ta è sta­ta comunque duris­si­ma, da Roma fino a Bres­cia, da Vico fino a Fiorano.Dopo la pri­ma pro­va di Vico e com­plice l’annullamento delle altre quat­tro per un pre­oble­ma tec­ni­co, il bolog­nese si è ritrova­to con 158 pun­ti su Viaro e 209 su Bruno Fer­rari, 221 sul bres­ciano Fabio Salvinel­li che ave­va chiu­so in tes­ta la pri­ma gior­na­ta di gara. Ben più sig­ni­fica­tive le tre prove di Radi­co­fani: Viaro accor­cia le dis­tanze, si ritro­va a sole 52 lunghezze di dis­tan­za dal grande rivale bolog­nese che non infi­la tre prove spet­ta­co­lari. Dietro il grande duel­lo, sali­va l’argentino Juan Ton­con­o­gy e quin­di il mod­e­nese Gilber­to Mozzi che con la sua Aston Mar­tin del ’33 si pre­sen­ta­va nelle zone del­la grad­u­a­to­ria. Quin­to pos­to per Rober­to Vesco, sem­pre a ridos­so dei migliori ma mai in gra­do di dare la zam­pa­ta deci­si­va per la zona podio.LA LOTTA non è ces­sa­ta nem­meno nelle dol­ci colline toscane: a Mon­tal­ci­no Canè mette anco­ra un po’ di fieno in casci­na, con­quista qualche pun­to più di Viaro e por­ta a 106 lunghezze il mar­gine. Nel­la rego­lar­ità, un’inezia: al ter­zo pos­to, nell’infinito valz­er per l’ultimo gradi­no del podio Gior­dano Mozzi, eroe di gior­na­ta ma ormai stac­ca­to di 690 pun­ti e quin­di fuori dai giochi per la vit­to­ria. Al quar­to pos­to Ton­con­o­gy segui­to da Viaro e dal sicil­iano Enzo Ciravo­lo al volante del­la Bmw 328 del ’37. Con una dif­feren­za «infin­i­tes­i­male» i due duel­lan­ti si pre­sen­tano alle prove di Monghi­doro dopo aver sca­la­to Futa e Rati­cosa: ed è pro­prio in provin­cia di Bologna, su quelle strade che Canè conosce come e meglio delle sue tasche che il bolog­nese fir­ma il cap­ola­voro: Viaro «stec­ca» e si ritro­va sec­on­do, stac­ca­to di 754 lunghezze, alle spalle anche del sem­pre più sor­pren­dente Mozzi a 742 pun­ti da Canè. In cor­sa per il podio anche Ciravo­lo, quar­to, e Vesco, quin­to. Fuori dai giochi per il podio Fer­rari, set­ti­mo, oltre a Salvinel­li, sce­so fino all’ottavo pos­to. Buon dec­i­mo Gabur­ri segui­to da uno stra­or­di­nario Michele Cibal­di, il migliore in asso­lu­to per numero di penal­ità ma «fer­ma­to» da un coef­fi­ciente poco premiante.A Loiano, con la vit­to­ria qua­si in cas­saforte, Canè non chi­ude la par­ti­ta: Viaro si avvic­i­na a 77 pun­ti, Ciravo­lo sale sul podio vir­tuale «spode­stando» un otti­mo Mozzi. L’ultima pro­va, nel cir­cuito Fer­rari di Fio­ra­no. vede Canè con­trol­lare la situ­azione, tiene i nervi sal­di e si mette in tas­ca la sua dec­i­ma Mille Miglia. Un sog­no che si real­iz­za nel­la cor­sa che l’ha fat­to conoscere al grande pub­bli­co. Glo­ria anche per i bres­ciani: in quat­tro, Salvinel­li, Fer­rari, Vesco e Gabur­ri, chi­udono nei pri­mi dieci.

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