Microchips di riconoscimento e lotta agli abbandoni

Cani e padroni: la rivoluzione

03/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

Tra poco, a tut­ti i cani, indis­tin­ta­mente, ver­rà appli­ca­to un microchips elet­tron­i­co di riconosci­men­to. Servirà per l’ana­grafe can­i­na, obbli­ga­to­ria per ogni comune. Par­liamo del­la prin­ci­pale novità del­la nuo­va legge provin­ciale, già approva­ta in com­mis­sione, che tra breve approderà in con­siglio. L’at­te­sa, fram­mista a pre­oc­cu­pazione per le varie inno­vazioni, è notev­ole tra i cinofili.La sezione arcense del­l’A­da, l’as­so­ci­azione dife­sa ani­mali, s’è fat­ta por­tav­oce del­l’ag­i­tazione che ser­peg­gia tra la con­sis­tente schiera degli ami­ci dei cani. Per ras­si­cu­rar­la, il 26 prossi­mo ha invi­ta­to al Cas­inò l’asses­sore provin­ciale Berasi che dovrà spie­gare i vari aspet­ti del­la futu­ra nor­ma­ti­va. «Sal­vo qualche even­tuale aggius­ta­men­to mar­ginale, in aula non dobreb­bero sorg­ere prob­le­mi per l’ap­provazione — com­men­ta Enri­co Leoni, pre­siente del­l’A­da — in quan­to il testo ha già avu­to il placet del­la com­mis­sione, con­trol­la­ta dalle mino­ranze. Se esistono gius­tifi­cate appren­sioni, vi sono anche aspet­ti pos­i­tivi. Tra essi, l’ana­grafe elet­tron­i­ca e l’im­po­sizione dei canili-rifu­gi per i cani abban­do­nati, questi ulti­mi qua­si ovunque in altomare». I microchips colmer­an­no la lacu­na del cen­si­men­to, anche per l’aspet­to san­i­tario, del­la ril­e­vante popo­lazione can­i­na. Per la «con­ta», in pas­sato esiste­vano le pias­trine di riconosci­men­to, che però era­no emesse dai comu­ni con l’u­ni­co scopo di far spillare sol­di ai pro­pri­etari con la detes­ta­ta tas­sa sui cani. Il pres­i­dente Leoni ram­men­ta l’ob­bli­go alle ammin­is­trazioni comu­nali di real­iz­zare da sole, o con­sorzian­dosi, i canili-rifu­gio. Arco è all’a­van­guardia. Possiede l’u­ni­ca strut­tura del C9 pos­ta nel­l’ex macel­lo di via del­la Cin­ta. Il lavoro non man­ca per l’A­da che la gestisce: super­a­no l’ot­tan­ti­na all’an­no i cani scap­pati da casa che ven­gono ospi­tati nell’«ospizio» in atte­sa di essere ricon­seg­nati ai pro­pri­etari. «Il canile-rifu­gio arcense risul­ta adegua­to alle neces­sità del­l’in­tero com­pren­so­rio e per­tan­to siamo dis­posti a coprire tut­to il ter­ri­to­rio — pun­tu­al­iz­za Enri­co Leoni — Già un anno e mez­zo fa ave­va­mo prospet­ta­to l’of­fer­ta all’asses­sore comu­nale rivano Andreozzi, che s’era dichiara­to inter­es­sato. Ma da allo­ra atten­di­amo anco­ra una rispos­ta. Quan­do entr­erà in vig­ore la nuo­va legge, non si potrà più tem­poreg­gia­re. Des­ta invece per­p­lessità l’ec­ces­si­vo aumen­to delle multe a chi si fa scap­pare il cane. Ad Arco ora si pagano 70 mila lire, dopo si passerà dalle 100 alle 300 mila. Temi­amo che molte per­sone reagis­cano abban­do­nan­do l’«amico». Altra novità? L’in­tro­duzione delle guardie zoofile volon­tarie: dovran­no indi­vid­uare i i mal­trat­ta­men­ti, a tut­ti gli ani­mali. Daran­no anche multe. Tem­pi duri per i malvagi».