La casa-museo di D’Annunzio. I lavori a una impresa di Toscolano, termine entro Pasqua

Cantieri alla Prioria Tetti da sistemare

24/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Al Vit­to­ri­ale di Gar­done sono iniziati i lavori di sis­temazione del­la Prio­r­ia. L’im­pre­sa edile «Soci­età costruzioni gen­er­ali» di Toscolano Mader­no sta restau­ran­do il tet­to del­la casa-museo di Gabriele D’An­nun­zio. L’in­ter­ven­to, finanzi­a­to con fon­di pro­pri (la Fon­dazione, pre­siedu­ta da Anna­maria Andreoli, può con­tare sui cospicui introiti dei vis­i­ta­tori), ha come obi­et­ti­vo sia la rimozione delle par­ti in amianto che l’e­lim­i­nazione delle infil­trazioni d’ac­qua che dan­neg­gia­vano l’ed­i­fi­cio. Il man­to di cop­er­tu­ra è sta­to tolto, allo scopo di col­lo­care una nuo­va guaina imper­me­abi­liz­zante. I lavori dovreb­bero essere ulti­mati entro Pasqua. «Negli anni ’30 — ram­men­ta il prog­et­tista, architet­to San­dro Berther — Gian­car­lo Maroni rifece una parte del tet­to, in lat­er­izio arma­to, per cui adesso abbi­amo col­lo­ca­to la guaina e rimes­so i cop­pi. Un’al­tra parte, in leg­no, è invece anco­ra più vec­chia. Di con­seguen­za richiede atten­zioni e cure par­ti­co­lari». In futuro bisogn­erà provvedere anche alla cop­er­tu­ra del­l’au­di­to­ri­um. La Prio­r­ia, sem­pre più vis­i­ta­ta dalle comi­tive di stu­den­ti in gita sco­las­ti­ca, venne restau­ra­ta dal poeta-solda­to sul mod­el­lo del Palaz­zo del podestà di Arez­zo, e arric­chi­ta di stem­mi, lapi­di e fram­men­ti vari. Sopra la por­ta-fines­tra c’è il mot­to «Nè più fer­mo nè più fedele». Le grate ripro­pon­gono il cordiglio del saio di San Francesco. Il vesti­bo­lo con­tiene due pic­coli leoni (per allon­tanare gli spir­i­ti del male), il can­cel­let­to dora­to, gli angeli. Nel­la stan­za del Mascheraio ci sono un gram­mo­fono, una radio, dis­chi e lib­ri. In quel­la del­la Musi­ca cimeli, stru­men­ti, colonne, idoli ori­en­tali. Nel­la stan­za del map­pa­mon­do, accan­to al grande globo sul tavo­lo, ecco la maschera fune­bre di Napoleone e alcu­ni ogget­ti che apparten­nero al Bona­parte. Nel­la Zam­brac­ca (sig­nifi­ca «don­na da cam­era»), dove la sera del 1 mar­zo ’38 D’An­nun­zio accusò i sin­to­mi del­l’e­mor­ra­gia cere­brale che lo portò alla morte, ven­gono con­ser­vati la biancheria e gli abiti. Nel­la cam­era da let­to ci sono gli ele­fan­ti poli­cro­mi trasfor­mati in como­di­ni, maioliche, cus­ci­ni, tap­peti. Più di 900 gli ogget­ti nel bag­no blu. Nel­la stan­za del Leb­broso, che è sta­ta «la cel­la di med­i­tazione» ci sono le fotografie del­la sorel­la Elvi­ra, di Eleono­ra Duse e di altre donne amate, la scul­tura lignea di S. Sebas­tiano, un let­to a for­ma di cul­la e di bara, cinque vetrate ornate. Ulti­ma­ta la sis­temazione dei tet­ti, la Fon­dazione dovrà reperire i quat­tri­ni per riparare i dan­ni del terremoto.