Consegnato ieri alla ditta appaltatrice il piano di ripristino delle spiagge distrutte dall’alluvione del 2000. Sono 8.500 i metri da sistemare L’opera costerà 300mila euro

Cantieri aperti per rifare le sponde

09/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Ottomi­la e cinque­cen­to metri di spon­da tut­ta nuo­va per spi­anare il cam­mi­no alla passeg­gia­ta da Pai ad Assen­za. Stan­no per par­tire, a Bren­zone, i lavori di sis­temazione delle rive che, nel 2000, furono dan­neg­giate dal­la ter­ri­bile allu­vione che dis­trusse scogliere, scavò buchi e avval­la­men­ti, sbaragliò muri e muret­ti, creò anfrat­ti, ammuc­chiò incon­sueti ammas­si di ghi­a­ia. Anche l’inserimento del col­let­tore a vari liv­el­li di quo­ta ha con­tribuito ad alter­are la riva del lago, la cui lin­ea è sta­ta a tal pun­to muta­ta che si pre­sen­ta, oggi, come un dis­or­di­na­to alternar­si di scogliere arti­fi­ciali, muri a sec­co, zone ghi­aiose pianeg­gianti, improb­a­bili pic­cole spi­agge nate nel tem­po tra un «pen­nel­lo» e l’altro. Insom­ma c’è molto da rifare ma, entro l’estate, la spon­da di Bren­zone cam­bierà volto. Lo assi­cu­ra il sin­da­co Gio­van­ni Zap­palà che, pro­prio ieri ha con­seg­na­to alla dit­ta appal­ta­trice il piano dei lavori approvati. «Dai ril­e­va­men­ti fat­ti su tut­to il ter­ri­to­rio costiero è emer­so che gli inter­ven­ti nec­es­sari sono molti e di diver­sa natu­ra», esor­disce Zap­palà che pre­cisa: «A Bren­zone ci sono ad esem­pio cir­ca 60 “pen­nel­li” frangi­flut­ti. Sono bloc­chi cal­carei costru­iti sul­la spon­da, sporgen­ti nel lago, essen­ziali per pro­teggere la riva dall’azione ero­si­va delle onde. Han­no bisog­no di una costante manuten­zione e ora dovran­no essere car­i­cati ed allun­gati in pun­ta in quan­to, essendo sta­ti erosi, non svol­go­no più la loro essen­ziale fun­zione di fran­gere il moto ondoso». Anche le scogliere arti­fi­ciali han­no urgente bisog­no di manuten­zione. «In più pun­ti si sono creati dei vuoti tra i mas­si che li for­mano e, di con­seguen­za, l’acqua vi pen­e­tra for­man­do buche ed avval­la­men­ti ai bor­di e scon­nes­sioni tra le las­tre del­la pavi­men­tazione». Anche i molti muret­ti in sas­so richiedono un lift­ing totale. «Ci sono lavori che dovran­no essere svolti da operai qual­i­fi­cati come il ripri­tisti­no di alcune scalette o muret­ti di con­teni­men­to. I ter­rapi­eni saran­no invece sis­temati uti­liz­zan­do ghi­a­ia o recu­peran­do e ricol­lo­can­do mas­si spar­si lun­go la cos­ta». Se l’inserimento del col­let­tore ha cer­ta­mente snat­u­ra­to la spon­da, ha di fat­to cre­ato per qua­si tut­ta la lunghez­za del­la cos­ta la pos­si­bil­ità di un cam­mi­na­men­to che l’Amministrazione intende sfruttare e ren­dere anche «il più agev­ole pos­si­bile». «È una vera e pro­pria passeg­gia­ta la cui con­ti­nu­ità è ora impedi­ta da trat­ti dema­niali e trat­ti dati in con­ces­sione a pri­vati», spie­ga Zap­palà. «Uno dei pun­ti in cui il per­cor­so è com­ple­ta­mente inter­rot­to si tro­va all’altezza dell’hotel Taki nel­la zona sud di Bren­zone: chieder­e­mo di con­ced­er­ci dirit­to di pas­so vis­to che si dovrà inter­venire per real­iz­zare un trat­to con riem­pi­men­to in sas­si e suc­ces­si­va sig­illatu­ra». Un esper­i­men­to sarà invece fat­to a Castel­let­to: «Per 150 metri si farà una pavi­men­tazione in ghi­aino lev­a­to nell’area sot­tostante il parcheg­gio: veden­done l’effetto in una zona par­ti­co­lar­mente bat­tuta dalle onde, si potrà val­utare l’idea di attuar­la in altri trat­ti del­la passeg­gia­ta che dovrebbe poi coprire l’intero ter­ri­to­rio comu­nale». E arriverà anche qualche nota verde: «Si met­ter­an­no scher­ma­ture a bar­ri­era per evitare che i bag­nan­ti si tro­vi­no a diret­to con­tat­to con il traf­fi­co, saran­no con­sol­i­dati pendii erbosi e zone franate». L’opera costerà in totale 309.874,14 euro, cir­ca 600 mil­ioni di vec­chie lire.

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