.

Capolaterra si prepara alla Festa dell’anatra

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

A Desen­zano, nel­la con­tra­da Cap­o­later­ra, gli 80 volon­tari del­la par­roc­chia di lavo­ra­tore, cap­i­ta­nati da Flavio Falap­pi, stan­no alles­ten­do la tradizionale Fes­ta dell’anatra che si svol­gerà da ven­erdì 5 a domeni­ca 7 set­tem­bre, in occa­sione di San Gio­van­ni Decol­la­to. La con­tra­da si tro­va nel­la fas­cia urbana com­pre­sa tra il viadot­to fer­roviario e piaz­za Malvezzi, vici­no al lago e al Duo­mo. A Cap­o­later­ra c’è un’altra piaz­za (Garibal­di). La Fes­ta dell’anatra trae orig­ine da un fat­to accadu­to nel 1800. Era usan­za che i mez­zadri delle cam­pagne offris­sero ai loro padroni — per man­tenere buoni i rap­por­ti e sanare pic­coli dis­s­apori — con­tribu­ti in natu­ra. Un giorno un con­tadi­no di Vac­caro­lo, che sta­va por­tan­do la più bel­la ana­tra al padrone, decise di ribel­lar­si. Le tagliò le zampe e le legò alla maniglia del por­tone padronale, ripor­tan­dola a casa. L’atto restò impuni­to e l’anno dopo su tut­ti i por­toni padronali com­parvero zampe d’anatre. A metà dell’800 in piaz­za Garibal­di si tene­va un mer­ca­to di bes­ti­ame. Tra i pla­tani e i pali che delim­i­ta­vano la piaz­za (allo­ra non c’era la fontana) con le corde si crea­vano recin­ti per il bestiame.

Parole chiave: