Basta ricoveri, le zone montane possono contare soltanto su una struttura di lungodegenza con poliambulatori. Il reparto con 16 posti letto è stato smantellato e non viene trasferito a Bussolengo

Caprino perde medicina, nessuno la eredita

27/07/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Una forte com­mozione è cala­ta all’ospedale, nel repar­to di med­i­c­i­na che in questi giorni ha chiu­so. E una voce acco­ra­ta ha volu­to dir­lo anche per fare sapere agli uten­ti più abit­u­ali che non tro­ver­an­no più il per­son­ale medico e para­medico a cui era­no abit­uati, per­ché l’équipe non sarà trasferi­ta a Bus­solen­go in bloc­co, ma imp­ie­ga­ta altrove sep­pur all’interno del cen­tro san­i­tario polifun­zionale. «Leggen­do il gior­nale abbi­amo sem­pre nota­to la paro­la trasfer­i­men­to e siamo rimasti sor­pre­si per­ché inten­derem­mo, con questo ter­mine, che il nos­tro repar­to viene sposta­to in toto, come accadrà invece per la geri­a­tria», fa pre­sente Lin­da Sabai­ni di , 47 anni, oper­a­trice san­i­taria a Capri­no da un anno, che pri­ma ha lavo­ra­to per 10 anni in Psichi­a­tria, poi per quat­tro a Mal­ce­sine e da un anno ave­va chiesto il trasfer­i­men­to in ques­ta med­i­c­i­na pedemontana.«Ci teni­amo a pre­cis­ar­lo», con­tin­ua, inter­pre­tan­do il parere dei col­leghi, «per­ché abbi­amo vis­su­to la destrut­turazione di ques­ta pic­co­la ma fun­zion­alis­si­ma med­i­c­i­na come un lut­to ed è sta­to vera­mente triste vedere il lavoro fat­to in tan­ti anni ter­minare così». Con­tin­ua: «Anche se molti era­no rasseg­nati alla trasfor­mazione, è cala­ta in questo peri­o­do un’atmosfera di grande tris­tez­za. Fino all’ultimo ci è par­so impos­si­bile dover accettare la chiusura del repar­to. C’erano 16 posti let­to, era pic­co­lo ma fun­zion­a­va benis­si­mo. Si è lavo­ra­to con grande spir­i­to di col­lab­o­razione, siamo sta­ti un grup­po ben affi­ata­to, sem­pre moti­va­to dal nos­tro vicepri­mario e c’era una forte sin­to­nia con gli uten­ti che veni­vano spes­so per cure peri­odiche». Ora il grup­po si sfal­da e chi era abit­u­a­to a cer­ti volti cari non li tro­verà più: «I nos­tri medici sono sta­ti trasfer­i­ti al Pun­to di pri­mo inter­ven­to. Io, che sono oper­a­trice addet­ta all’assistenza, resterò per cir­ca un mese in geri­a­tria e, quan­do sarà pronta la Res­i­den­za san­i­taria assis­ti­ta (in sos­ti­tuzione del­la med­i­c­i­na) che fa capo al dis­tret­to di Domegliara, andrò lì. Mi chiedo se a Bus­solen­go ver­ran­no aggiun­ti i posti let­to che tol­go­no a Caprino».Umberto Bres­san, diret­tore medico ospedali area nord, quin­di Bus­solen­go, Mal­ce­sine e Capri­no, com­men­ta: «Cer­chi­amo di guardare con occhio pos­i­ti­vo a questo momen­to, anche se un cer­to dis­a­gio è com­pren­si­bile». Quin­di pre­cisa: «Abbi­amo par­la­to di trasfer­i­men­to inten­den­do il trasfer­i­men­to del­la fun­zione di ricovero del­la med­i­c­i­na a Bus­solen­go. Man­te­ni­amo comunque a Capri­no un’ attiv­ità ambu­la­to­ri­ale isti­tuzionale di med­i­na inter­na nel poliambu­la­to­rio già esistente. Il pro­gram­ma prevede che i 16 posti let­to del­la med­i­c­i­na di Capri­no siamo ricon­ver­ti­ti in 17 posti let­to di Rsa a par­tire dal 4 set­tem­bre. A Bus­solen­go ver­ran­no por­tati invece i 14 posti let­to di geri­a­tria e con­tem­po­ranea­mente a Capri­no saran­no atti­vati 10 posti let­to di ospedale di comu­nità (ampli­a­bili sec­on­do i bisog­ni)». A Capri­no il numero dei posti let­to com­p­lessivi resterà invari­a­to, cioè 42. Quin­di Bres­san aggiunge: «Fa piacere che il per­son­ale si sia affezion­a­to alle strut­ture, lo sape­va­mo e ne abbi­amo tenu­to con­to pro­prio per­ché nelle nuove che arriver­an­no, sim­ili disponi­bil­ità e pro­fes­sion­al­ità sono indis­pens­abili e ne abbi­amo bisog­no. Sono con­vin­to che tut­ti daran­no il mas­si­mo come han­no sem­pre fat­to con altret­tan­ti vali­di risultati».Come le parole las­ci­ate in un bigli­et­ti­no da un paziente che, andan­dosene, ha scrit­to: «Gra­zie per la vos­tra gen­tilez­za e uman­ità, sono state per me la migliore medicina».