Carcere civile anziché militare? Quella che sino a pochi giorni fa sembrava solo una vaga ipotesi comincia ora ad assumere connotati ben più concreti: mercoledì prossimo.

Carcere militare: progetti per il futuro

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Di Luca Delpozzo

Carcere civile anziché militare? Quella che sino a pochi giorni fa sembrava solo una vaga ipotesi comincia ora ad assumere connotati ben più concreti: mercoledì prossimo, infatti, la struttura carceraria militare, che il governo ha deciso di chiudere il prossimo trenta giugno, sarà visitata da due funzionari del ministero di Grazia e giustizia.Alle polemiche, non ancora sopite, nate dopo la notifica della chiusura si aggiungono, così, quelle sorte di fronte a quest’ultima notizia, giunta in queste ore al sindaco Umberto Chincarini; e per tutta risposta il primo cittadino fa sapere di essere pronto a qualunque forma di protesta civile contro una decisione «che non si capisce dove e come trovi giustificazioni accettabili».«E’ un provvedimento che va contro ogni logica e buon senso», sbotta il sindaco e parlamentare, «creare un penitenziario civile nel pieno centro storico di una cittadina turistica e a poche decine di metri non solo dalla chiesa parrocchiale ma, addirittura, dalla scuola elementare del capoluogo».Chincarini sostiene che queste condizioni contrastano con l’esigenza di assoluta sicurezza di un carcere. «Non può essere un caso se, oggi, le strutture penitenziarie vengono costruite su aree grandi e di ampio respiro: qui si farebbe esattamente il contrario e mi domando con quali criteri di sicurezza sia all’interno che all’esterno dell’edificio. D’altra parte questa destinazione potrebbe, finalmente spiegare l’improvvisa decisione di chiude re l’unico carcere militare presente nel nord Italia».Proprio pochi giorni fa rappresentanti dei familiari degli attuali detenuti, dei volontari della Caritas e del sindacato di polizia si erano ritrovati nella chiesa di San Martino per un momento di preghiera e, allo stesso tempo, di protesta pacifica contro la chiusura: essere mandati, nel giro di poche settimane, a Santa Maria Capua Vetere significa ridurre drasticamente i rapporti con le rispettive famiglie e i legali.Una sorte di morte civile cui ancora non si sono rassegnati gli uomini rinchiusi a Peschiera tanto che continua la loro richiesta di interessamento e aiuto alle autorità competenti.«Forse dovremo interpretare la visita dei due funzionari come la risposta a queste richieste», commenta con sarcasmo Chincarini. «Martedì prossimo sarò a Roma e cercherò in tutti i modi di avere chiarimenti su questa vicenda: se i miei sospetti dovessero ricevere conferma farò presente l’assoluta contrarietà dell’amministrazione ma, credo, anche della stessa popolazione». Una contrarietà, prosegue il primo cittadino, «che faro presente non solo nelle sedi ministeriali ma che saremo pronti a manifestare qui anche pubblicamente: dopo le esigenze dei detenuti e delle loro famiglie», conclude Chincarini, «non possono essere disattese anche quelle di un intero paese che non ha proprio bisogno di presentare tra i monumenti del suo centro storico un carcere civile».Giuditta Bolognesi

Giuditta Bolognesi
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