Subito pronti i fondi per costruire i primi depositi merci del «D’Annunzio». Al via il collegamento turistico fra Montichiari e Olbia

Cargo center, subito 10 miliardi

09/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Un «car­go cen­ter» che movi­men­ti una capac­ità d’im­magazz­i­nag­gio mer­ci per oltre 60 mil­ioni di chili, il doppio di Verona. Questo è uno degli obi­et­tivi posti nel futuro del­l’aero­por­to «D’An­nun­zio» di Mon­tichiari. Un per­cor­so che prevede la costruzione subito dei pri­mi deposi­ti, ed ecco pron­ti una deci­na di mil­iar­di per i pri­mi inves­ti­men­ti. Non solo passeg­geri, dunque, nel futuro Hub di Mon­tichiari. Seg­nali molto con­for­t­an­ti in tal sen­so sono giun­ti recen­te­mente, come già abbi­amo spie­ga­to, da due impor­tan­ti riu­nioni: nel con­veg­no milanese del 31 mag­gio, orga­niz­za­to dal­la Regione, e dal­la con­feren­za stam­pa pro­mossa dal­la Cat­ul­lo (soci­età che gestisce sia l’aero­por­to di Verona che quel­lo di Mon­tichiari) nel­la sala imbarchi del «D’An­nun­zio» mart­edì scor­so. Da entrambe le par­ti è usci­to un mes­sag­gio inequiv­o­ca­bile: l’aero­por­to bres­ciano avrà un futuro sicuro nel trasporto dei passeg­geri (pre­visti 20 mil­ioni di passeg­geri all’an­no entro il 2010) e come car­go cen­ter con capac­ità supe­ri­ori allo stes­so «Cat­ul­lo», l’aero­por­to di rifer­i­men­to. L’in­con­tro di era vis­su­to di idee e prog­et­ti, che già più volte ave­vano avu­to in pas­sato solide antic­i­pazioni, per lan­cia­re Mon­tichiari come sec­on­do Hub del Nord Italia a fian­co di Malpen­sa. Linee future dis­eg­nate in par­ti­co­lare da Gior­gio Fos­sa, pres­i­dente Sea, e da Rober­to Formigo­ni, pres­i­dente del­la Regione. Ma le prime antic­i­pazioni con­crete sono giunte mart­edì scor­so da Mar­co Fran­chi­ni, diret­tore gen­erale per la ges­tione e lo svilup­po del «D’An­nun­zio», e dai suoi ospi­ti con­venu­ti alla pre­sen­tazione del pri­mo volo (a pieno cari­co dal­la pista mon­te­clarense) del­l’Antonov, l’aereo com­mer­ciale più grande al mon­do. Tut­ti i con­venu­ti scom­met­tono a occhi chiusi sul futuro roseo del «D’An­nun­zio», per «gli ampi spazi disponi­bili, per la corte­sia del per­son­ale, per la disponi­bil­ità delle autorità e delle , per i piani che la Cat­ul­lo sta preparan­do». Piani che riguardano la costruzione di nuovi deposi­ti con inves­ti­men­ti imme­diati tra gli 8 e i 10 mil­iar­di come pri­mo lot­to, ma ciò che più con­ta, come ha det­to Bor­to­lazzi, ammin­is­tra­tore del Verona Car­go Cen­ter, «il lim­ite per le mer­ci sop­porta­bile da Verona sono cir­ca 30 mil­ioni di chili, ma Mon­tichiari ha un piano di svilup­po che può rag­giun­gere i 60 mil­ioni, quin­di il doppio». Il diret­tore Fran­chi­ni ha quin­di smen­ti­to le voci che vogliono Mon­tichiari «quale ruo­ta di scor­ta di Verona», ma ha dis­eg­na­to sen­za esi­tazioni un futuro roseo per tut­to il grup­po Aero­por­ti del Gar­da, «la miglior strut­tura aero­por­tuale del sud Europa». La pre­sen­za a Verona del­l’In­ter­por­to Quad­rante Europa (com­pren­si­vo in poco spazio di Mag­a­zz­i­ni gen­er­ali, Verona Mer­ca­to, Cen­tri logis­ti­ci, Cen­tro spedi­zion­ieri, Cen­tro auto­trasporta­tori, dogana, ter­mi­nal fer­roviario) per­me­tte la movi­men­tazione, lo sdo­gana­men­to, il depos­i­to, la lavo­razione e la dis­tribuzione di qualunque tipo di mer­ce. Ma il prossi­mo futuro del trasporto mer­ci via aerea per Vil­lafran­ca potrebbe fer­mar­si al solo agroal­i­menta­re (per rag­giun­ta sat­u­razione, vis­to anche il grande mer­ca­to ortofrut­ti­co­lo che Verona sta costru­en­do) e las­cia­re a Mon­tichiari tut­to il resto. Fran­chi­ni ha poi lan­ci­a­to un appel­lo agli uten­ti bres­ciani, «affinchè uti­lizzi­no mag­gior­mente il loro aero­por­to, per andare a Roma con Alpi Eagles o per pro­gram­mare vacanze in Tunisia con la Bot­te­ga dei Viag­gi». Oppure per pren­dere il volo Alpi Eagles che da oggi 9 giug­no col­le­ga Mon­tichiari con Olbia, cap­i­tale tur­is­ti­ca del­la Sardeg­na.

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