Fermi i lavori di «bonifica» e salvaguardia della chiesetta. Gli 80 milioni promessi dalla Regione non si sono ancora visti. Amareggiati i volontari che hanno lavorato per tanti mesi

Cari Santi, portate pazienza I soldi non si vedono ancora

20/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

San Fer­mo e Rus­ti­co per ora atten­dono. Han­no aspet­ta­to tan­ti anni pri­ma di pot­er assurg­ere agli onori del­la cronaca, che aspettare forse anco­ra qualche mese non sarà poi così dif­fi­cile. Cer­to è che è meglio bat­tere il fer­ro fin che è cal­do, dice un anti­co prover­bio, piut­tosto che aspettare anco­ra nel­la incertez­za di pot­er con­tin­uare nell’opera di recu­pero e restau­ro. Ma i pro­mo­tori, gli ami­ci di Francesco Fontana, non se la sentono di andare avan­ti sen­za garanzie tan­gi­bili di pot­er avere a dis­po­sizione i fon­di nec­es­sari per ulti­mare i lavori iniziati. Gli ottan­ta mil­ioni promes­si dal­la Regione del vene­to non si sono anco­ra visti e, com’è ovvio in queste situ­azioni, nes­suno di sente in forza di pot­er con­tin­uare ed impeg­nar­si in pri­ma per­sona a far fronte agli impeg­ni finanziari. «Il tet­to, i muri perime­trali, le fon­dazioni, le altre strut­ture por­tan­ti sono state già con­sol­i­date », dichiara Giulio Rama ‚« ma il resto è lì in atte­sa degli even­ti. Dob­bi­amo finire gli interni e alcu­ni altri det­tagli pri­ma di pot­er ricon­seg­nare la chiesa al cul­to. Resterà comunque pat­ri­mo­nio del Comune di Lazise in quan­to pare che la curia vescov­ile di Verona, nonos­tante il nuo­vo con­corda­to con la San­ta Sede, non abbia mai richiesto il ritorno in pos­ses­so del­la chieset­ta abban­do­na­ta da moltissi­mo tem­po e scon­sacra­ta, nonché uti­liz­za­ta per scopi non cer­to atti­nen­ti al cul­to ed alle attiv­ità reli­giose per cui era sta­ta edi­fi­ca­ta dai nos­tri ante­nati.» «La caset­ta attigua alla chiesa», pros­egue Rama, «sarà pure restau­ra­ta e diver­rà invece un cen­tro di doc­u­men­tazione stor­i­ca e cul­tur­ale del ter­ri­to­rio lacisiense. Sarà quin­di in futuro un vero e pro­prio pun­to di rifer­i­men­to cul­tur­ale ed artis­ti­co per la zona del bas­so lago.» «Del resto pro­prio qui, con­tin­ua il pres­i­dente, « ci sono le nos­tre radi­ci . Lo han­no chiara­mente dimostra­to i recen­ti rin­ven­i­men­ti nel­la pro­fon­da pavi­men­tazione del­la strut­tura ded­i­ca­ta al cul­to. Un vero e pro­prio inse­di­a­men­to tar­doro­mano ed alcune sepol­ture ricon­ducibili ad un’era molto più tar­da. Tes­ti­mo­ni­anze di grande rilie­vo che la Soprint­en­den­za ai beni artis­ti­ci del Vene­to ha pre­so in seria con­sid­er­azione e che sta atten­ta­mente val­u­tan­do per dare delle risposte certe e defin­i­tive.» «I pri­mi dati inop­pugnabili sui reper­ti rin­venu­ti» , con­tin­ua Rama ‚« si potran­no conoscere tra breve, pro­prio qui a Lazise. Nei prossi­mi giorni di novem­bre, in con­comi­tan­za con i fes­teggia­men­ti del san­to patrono, San Mar­ti­no, indi­re­mo una assem­blea, pro­mossa dal­la Francesco Fontana, invi­tan­do tut­ta la popo­lazione, per ren­dere note le scop­erte che sono state fat­te. Ci sarà la pre­sen­za del­la Soprint­en­den­za con alcu­ni tec­ni­ci che ci spiegher­an­no i resti umani rin­venu­ti nel­la local­ità I San­ti, luo­go di ubi­cazione del tem­pi­et­to». Non appe­na sarà pos­si­bile togliere le impal­ca­ture ora esisten­ti e ren­dere agi­bile in maniera eff­i­cente il cantiere, i diri­gen­ti del­la Francesco Fontana han­no inten­zione di portare diret­ta­mente sul luo­go la gente di Lazise per met­ter­li a conoscen­za dei restau­ri ma anche per far conoscere in maniera più esauri­ente la chieset­ta dei San­ti, sconosci­u­ta ai più, poco nota e da qualche anno ripor­ta­ta alla rib­al­ta del­la cronaca gra­zie alla caparbi­età ed all’impegno dei volon­tari ami­ci del far­ma­cista di Pesina, che ha ama­to più Lazise che la sua ter­ra . Ser­gio Bazerla

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