Il cuoco dell’Antica Cascina San Zago premiato con un altro bresciano, Fabio Bertoni. A Montecarlo insignito del Gran cordone d’oro della cucina francese

Carlo Bresciani principe degli chef

04/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Lo chef , del­l’An­ti­ca Casci­na San Zago di Salò (con il suo staff, segue pure l’Os­te­ria 1735 del ris­torante di Vil­la Fenaroli a Rez­za­to, inau­gu­ra­ta un paio di mesi fa), è entra­to nel grup­po dei prin­cipi del­la cuci­na. Allo Sport­ing di Mon­te­car­lo, nel prin­ci­pa­to di Mona­co, ha rice­vu­to «Le grand cor­don d’or de la cui­sine fran­caise», asseg­na­to a col­oro che si sono dis­tin­ti per mer­i­ti pro­fes­sion­ali e per la divul­gazione dei piat­ti di qual­ità a liv­el­lo inter­nazionale. E’ sta­to pre­mi­a­to anche un altro bres­ciano: Fabio Bertoni, tito­lare di pas­tic­cerie e forner­ie in Dubai. La cer­i­mo­nia si è svol­ta nel salone delle Stelle, alla pre­sen­za del principe Alber­to, di Alain Ducasse, il cuo­co del­la famiglia Ranieri, e di 800 invi­tati. Nel­l’oc­ca­sione la Con­frérie (Con­fra­ter­ni­ta) ha cel­e­bra­to il 160° anno del­la nasci­ta del grande mae­stro Auguste Escoffier.L’elenco dei mer­i­ti di Bres­ciani è lun­go assai. Orig­i­nario di Gavar­do, classe ’58, com­in­cia all’età di 15 anni sgob­ban­do al Grand Hotel di Mol­veno, poi a quel­lo di Gar­done Riv­iera, alle Piante di Maner­ba, al S.Rapahel di Madon­na di Campiglio, da Casimiro a Portese di San Felice, al West Gar­da di Desen­zano. Dall’81 all’87 gestisce con la famiglia il Caligo­la di Gavar­do. Ma “sale” anco­ra, facen­do espe­rien­ze sem­pre più impor­tan­ti e assumen­do respon­s­abil­ità via via mag­giori: il Vil­la d’Este di Cer­nob­bio, sul lago di Como, l’ho­tel Valgen­o­va di Pin­zo­lo, dal ’90 al 2000 exec­u­tive chef al Vil­la Cor­tine di Sirmione e al Vit­to­ria di Bres­cia, che apparten­gono all’in­dus­tri­ale Bosco Ghi­di­ni. La sua è una cuci­na cre­ati­va, al piat­to, mediter­ranea. Nel ’98 viene chiam­a­to a preparare il banchet­to in occa­sione del­l’ar­ri­vo in cit­tà del Papa Gio­van­ni Pao­lo II. Dal 2000 al 2003 ecco­lo alla Locan­da Car­lo Mag­no di Gavar­do, quin­di all’An­ti­ca Casci­na San Zago di Salò, cui abbina Vil­la Fenaroli.Carlo è seg­re­tario del­l’As­so­ci­azione cuochi bres­ciani (e team man­ag­er del­la squadra con­cor­si), Ambas­ci­a­tore dei piat­ti ital­iani, con­sulente del­la dit­ta Mon­te­bus­san a Tokio. Numerosi i riconosci­men­ti ottenu­ti: cop­pa del Mon­do in Lussem­bur­go (’93), medaglie d’oro e d’ar­gen­to in varie man­i­fes­tazioni (da Sal­is­bur­go a Mari­na di Mas­sa, dal “Pierre Tait­tinger” di Pari­gi a Stoc­car­da, da Berli­no a Mal­ta, da Basilea a Erfurt). Nel 2001 è sta­to insigni­to del tito­lo di “Dis­ce­po­lo di Escoffier”.

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