Una lettera al primo cittadino di un gruppo di ragazzi evidenzia alcuni problemi di sicurezza. «Troppo pericolose per noi bambini, sono meglio i semafori»

«Caro sindaco, basta rotonde»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Caro sin­da­co, siamo un grup­po di bam­bi­ni che, da quan­do sono state costru­ite le rotonde stradali e sono sta­ti sop­pres­si i semafori, attra­ver­sare le strade è diven­ta­to per noi molto peri­coloso». Fir­ma­to: alcune decine di pic­coli sco­lari delle ele­men­tari di Desen­zano. I bam­bi­ni, si sa, sono spes­so acu­ti osser­va­tori più di quan­to non lo siano gli adul­ti. Con l’ag­giun­ta di essere gen­ui­ni. Ma questo del peri­co­lo delle rota­to­rie, sprovviste di pas­sag­gi pedonali e, soprat­tut­to, di semafori che pri­ma d’o­ra pote­vano con­sen­tire un agev­ole attra­ver­sa­men­to dei pedoni, forse non ci ave­va pen­sato nes­suno. Pren­di­amo per esem­pio la rota­to­ria che sta nascen­do all’in­cro­cio tra via Mar­coni e viale Andreis (stra­da del­l’ospedale). L’impianto semafori­co non ci sarà più, del resto lo prevede il prog­et­to. Come faran­no i pic­coli, se non accom­pa­g­nati, ad attra­ver­sar­lo? Le strisce pedonali ver­ran­no col­lo­cate in altra zona ma, ripeti­amo, non ci sarà più il “sal­vavi­ta”, ovvero il semaforo che indub­bi­a­mente una mag­giore sicurez­za rius­ci­va ad offrire. E non si può par­lare solo di pic­coli, ma anche di anziani. Dicono i bay-fir­matari del­la petizione riv­ol­ta al sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za: «Da quan­do sono iniziati i lavori del nuo­vo cen­tro com­mer­ciale (quel­lo dei Dia­man­ti) e delle rotonde che dovran­no sos­ti­tuire i semafori di Desen­zano i nos­tri gen­i­tori non ci las­ciano più andare in giro da soli, come invece pote­va­mo fare pri­ma. Questo per­ché attra­ver­sare la stra­da è diven­ta­to molto peri­coloso per il non fun­zion­a­men­to dei semafori (ad esem­pio, quel­lo sem­pre lam­peg­giante sot­to il viadot­to) e la man­can­za di mar­ci­apie­di. Vor­rem­mo sapere da lei — pros­eguono i bam­bi­ni — quali soluzioni ha pre­vis­to il Comune per per­me­t­tere e soprat­tut­to attra­ver­sare la stra­da in sicurez­za, come pote­va­mo fare in cor­rispon­den­za dei semafori pedonali. Speran­do che in futuro, al ter­mine dei lavori, potremo di nuo­vo andare a trovare i nos­tri ami­ci o anche fare pic­coli com­mis­sioni sen­za che ogni vol­ta i nos­tri gen­i­tori deb­bano accom­pa­g­nar­ci?». Sarà maledet­ta­mente dif­fi­cile per Pien­az­za fornire una rispos­ta in tem­pi bre­vi e garan­tire quel­lo che poi in fon­do vogliono i bam­bi­ni che abi­tano al di là del viadot­to, per capir­ci nel grande quartiere del­la Vic­i­na (ma il prob­le­ma sorg­erà in segui­to anche per chi abi­ta vici­no alla futu­ra rota­to­ria del­la Madon­ni­na o in altre zone). Dif­fi­cile per­ché le rotonde non preve­dono in asso­lu­ta maniera un impianto semafori­co. Sem­mai si potreb­bero stu­di­are in alter­na­ti­va altri sis­te­mi di sal­va­guardia come il sot­topas­sag­gio pedonale (a Riv­oltel­la ne esiste uno che, per­al­tro, non viene mai uti­liz­za­to dagli abi­tan­ti). A pagare intan­to più di tut­ti sono i bam­bi­ni che, come abbi­amo sen­ti­to, sono costret­ti a restarsene a casa a causa delle (legit­time) pau­re dei loro gen­i­tori. Chi si fida a las­cia­r­li andare come pri­ma? Ma il peri­co­lo non investe solo i pic­coli pedoni ma anche chi va in bici­clet­ta. Alcune rota­to­rie sono strette e, se pas­sa un bus o un camion, il ciclista deve stare prestare la mas­si­ma cautela per non finire di essere “aggan­ci­a­to” da una ruota.