Dalla fondazione nel 1906 all’arrivo del gruppo Marchi, passando per vertenze e glorie. Venerdì la presentazione di un libro su una fabbrica che ha segnato il ’900 gardesano

Carta e sindacato, una storia della Cgil

22/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
se.za.

Nel 1906, a Toscolano venne costru­i­ta in riva al lago la cartiera di Ignazio e Giuseppe Maf­fiz­zoli: uti­liz­za­va l’energia elet­tri­ca prodot­ta a sei chilometri di dis­tan­za, nel­la nuo­va cen­trale in local­ità Cam­er­ate; e aggi­ra­va la neces­sità di importare la mate­ria pri­ma dall’Austria. La «pas­ta», infat­ti, veni­va ottenu­ta trit­u­ran­do enor­mi quan­tità di leg­name. I tronchi di piop­po arriva­vano via lago, su bar­coni, dal baci­no del Min­cio, o dal­la Bas­sa, gra­zie alla tramvia che col­le­ga­va il Gar­da a Bres­cia. E l’azienda sfor­na­va 120 metri di car­ta al minuto.Ora la Cgil pub­bli­ca un libro («I lavo­ra­tori, tut­ti, alzarono la mano») che rac­con­ta i cen­to anni di sto­rie e vita sin­da­cale nel­la fab­bri­ca, e che ver­rà pre­sen­ta­to ven­erdì, nel cor­so di una gior­na­ta par­ti­co­lare. Il pro­gram­ma prevede in mat­ti­na­ta la visi­ta al , in una valle che vide nascere le prime imp­rese addirit­tura nel 1381. Seguiran­no la visi­ta del­lo sta­bil­i­men­to, l’incontro con le maes­tranze e il pran­zo nel­la sala men­sa. A par­tire dalle 15, poi, un con­veg­no nell’aula magna del­la scuo­la media. Dopo l’introduzione di Leonar­do Duilio Gus­sa­go, del sin­da­co Pao­lo Ele­na, del diret­tore Fran­co Sane­si e di Gior­gio Pip­pa, par­ler­an­no Mas­si­mo Ces­taro, seg­re­tario nazionale Slc-Cgil, Ange­lo Andreoli, respon­s­abile provin­ciale, Luca Bertan­za, che si occu­pa dell’industria ter­ri­to­ri­ale, Giulio Magri dell’esecutivo locale, Pietro Apos­toli, docente dell’ di Bres­cia, Dino Gre­co, seg­re­tario gen­erale del­la Cam­era del lavoro, e Cristi­na Massen­ti­ni, ricer­ca­trice dell’archivio «Bigio Savol­di e Livia Bot­tar­di Milani». Coordinerà Loren­za Pasquini.«I pri­mi ten­ta­tivi di orga­niz­zare i lavo­ra­tori di Toscolano, met­ten­doli in stret­to con­tat­to con quel­li di Bres­cia — ricor­da il libro -, risal­go­no già al 1906. Accan­to a episo­di di forte lot­ta di classe, tra cui risalta l’importante sciopero degli addet­ti alla tes­si­tu­ra, si affi­an­cano momen­ti di social­ità che avven­gono nel­la cor­nice del lago e del­la valle». Nel 1908 viene fon­da­ta la Lega dei car­tai, ma la situ­azione rimane tran­quil­la fino al dopoguer­ra. Non si reg­is­tra­no, infat­ti, momen­ti di scon­tro, nonos­tante la pre­sen­za di impor­tan­ti asso­ci­azioni operaie. Il «bien­nio rosso» (1919-’21) è invece con­trad­dis­tin­to da una notev­ole ten­sione polit­i­ca, che però non rag­giunge mai toni rad­i­cali. Le richi­este riguardano tre pun­ti: l’aumento dei salari, seg­nati da for­ti dis­par­ità tra cat­e­gorie (oltre che tra uomi­ni e donne); il miglio­ra­men­to dell’ambiente e la riduzione dei carichi di lavoro (col­oro che puli­vano le mac­chine sgob­ba­vano per esem­pio per 12 ore, inin­ter­rot­ta­mente), e l’aumento del potere decisionale.Di segui­to l’opera stor­i­ca si sof­fer­ma sul peri­o­do fascista (lo sciopero del ’25, l’aumento degli organi­ci e quo­tid­i­ani come «Il Mat­ti­no» o «Il Cor­riere del­la Sera» che uti­liz­za­vano la car­ta di Toscolano Mader­no), e sul­la par­ente­si ’43-’45, quan­do lo sta­bil­i­men­to stam­pa­va car­ta mon­e­ta diven­tan­do la zec­ca del­la repub­bli­ca sociale.Non man­cano le pagine «nere», come la creazione dei «repar­ti inde­cen­ti» (i sili, il tornio fis­so) nei quali rel­e­gare gli attivisti sin­da­cali, e nep­pure le fusioni e le incor­po­razioni fino all’arrivo del­la famiglia vicenti­na Marchi, che ora ha acquisi­to pure le Bur­go.