Si chiude oggi la manifestazione di Comieco, fino al primo maggio i ricami artigianali.In mostra anche pizzi, merletti, veli da sposa per principesse e abiti d’epoca

Carta e tetrapak protagonisti del riciclo

Di Luca Delpozzo
(g.b.)

Si con­clude oggi (orario 9 — 19) la tre giorni di Rici­clo aper­to in cit­tà, l’iniziativa orga­niz­za­ta dal con­sorzio nazionale recu­pero e rici­clo degli imbal­lag­gi a base cel­lu­losi­ca Comieco in col­lab­o­razione con il Comune e con il con­sorzio di baci­no Verona Due Il Quadri­latero. La man­i­fes­tazione si riv­olge al pub­bli­co, in par­ti­co­lare ragazzi in età sco­lare e famiglie, per far conoscere il proces­so di rici­clo del­la car­ta e aiutare la gente a famil­iar­iz­zare con il con­cet­to di impronta ecologica.Sono le cifre a sot­to­lin­eare quan­to ci sia anco­ra bisog­no di pro­muo­vere la cul­tura del rici­clo come stru­men­to sia di risparmio sulle tar­iffe dei rifiu­ti che per la sal­va­guardia dell’ambiente: ogni ital­iano con­suma 80 chili all’anno di car­ta, di cui solo la metà viene rici­cla­ta. Se ognuno aggiungesse ai quan­ti­ta­tivi già avviati al rici­clo due scat­ole, un sac­chet­to di car­ta e un solo gior­nale, la di car­ta e car­tone aumenterebbe del 10 per cne­to. Questi i pre­sup­posti da cui prende spun­to l’allestimento cre­ato nel Pala­comieco: 200 metri quadri in cui è riprodot­ta, in miniatu­ra, la fil­iera di una cartiera. Un viag­gio ide­ale per sco­prire come la car­ta, dif­feren­zi­a­ta, viene mac­er­a­ta otte­nen­do una pas­ta al 96 per cen­to acqu­osa. Ques­ta viene dis­te­sa cre­an­do fogli che sono fat­ti ess­ic­care per poi essere tagliati a sec­on­da del con­teni­tore che devono diventare.«Ieri ero un gior­nale, oggi sono una scat­o­la, domani sarò un sac­chet­to»: questo lo slo­gan impres­so sul car­ton­ci­no regala­to a chi visi­ta Rici­clo in cit­tà, occa­sione per sco­prire quante volte nel­la vita quo­tid­i­ana si incon­tra la car­ta. Da seg­nalare la sor­pre­sa sus­ci­ta­ta, soprat­tut­to nei pic­coli, dal gio­co per i cal­co­lo dell’impronta eco­log­i­ca: qua­si tut­ti i bim­bi che han­no prova­to han­no scop­er­to che il loro com­por­ta­men­to quo­tid­i­ano pesa sul ter­ri­to­rio in modo ben supe­ri­ore al loro peso corporeo.Tra le novità, l’angolo ded­i­ca­to al tetra­pack: car­tone per bevande com­pos­to da car­ta, poli­eti­lene ed allu­minio che oggi è rici­cla­bile; si rica­vano car­ta lat­te, car­ta frut­ta e un mate­ri­ale, l’ecoallene, uti­liz­za­to per la pro­duzione di matite, vasi e altro.A rici­clo aper­to in cit­tà gli elo­gi non solo dei vis­i­ta­tori, ma anche degli ammin­is­tra­tori. «Inzia­ti­va da lodare», dice il sin­da­co , «che inseg­na cose essen­ziali per pro­muo­vere la sen­si­bil­ità ver­so il rispet­to dell’ambiente».In questi giorni poco dis­tante dal Pala­comieco è pos­si­bile ammi­rare abiti d’epoca; cap­pelli­ni del­la principes­sa Sis­si e di Maria Callas, delle attri­ci Yvonne San­son e Che­lo Alon­so; un gilet indos­sato da un gen­tilu­o­mo il giorno dell’inaugurazione del canale di Suez; il col­let­to di sce­na di Eleono­ra Duse e i ven­tagli e gli ombrelli­ni da sole di fine ’800 uti­liz­za­ti per le cer­i­monie nuziali; le scarpe indos­sate dalle donne di negli anni del Risorg­i­men­to. C’è tem­po fino a mart­edì pri­mo mag­gio per ammi­rare in Sala Radet­zky, caser­ma Por­ta Verona, questi e altri cap­ola­vori di arti­giana­to anco­ra dif­fu­so. Orario: 14.30 — 18.30.L’occasione è offer­ta da «Pizzi, mer­let­ti e capi d’autore», mostra di pezzi lavo­rati dalle sapi­en­ti mani di decine di donne. Tra le preziosità reperite dall’Upif e dal cir­co­lo La Preon­da c’è anche un velo da sposa di casa D’Angiò: anco­ra uti­liz­za­to dalle gio­vani nobil­donne per le nozze, sarà espos­to in sala Radet­zky nel­la gior­na­ta di chiusura.