Giornata di gemellaggio per i lavoratori della più grande azienda gardesana. Ospiti i colleghi dello stabilimento vicentino. Ma c’è aria di crisi

Cartiera, gli «anziani» in festa

20/09/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Baci e abbrac­ci tra i lavo­ra­tori anziani delle cartiere del grup­po Marchi, che han­no rin­no­va­to il garde­sano-vicenti­no per il sedices­i­mo anno con­sec­u­ti­vo. Ma, come rife­ri­amo nel­l’ar­ti­co­lo a parte, il pres­i­dente Aldo Marchi ha suona­to un cam­pan­el­lo d’al­larme, sem­i­nan­do inter­rog­a­tivi e tim­o­ri. Lo sta­bil­i­men­to di Toscolano Mader­no (350 dipen­den­ti) è la più grossa azien­da del­la riv­iera bres­ciana del Gar­da. Negli ulti­mi tem­pi ha effet­tua­to ril­e­van­ti inves­ti­men­ti sulle mac­chine con­tin­ue, che sfor­nano a rit­mi notevoli car­ta di varia gram­matu­ra (pati­na­ta e non). A set­tem­bre, pun­tuale, arri­va il momen­to del­la fes­ta: una vol­ta sul lago e la suc­ces­si­va nel vicenti­no, dove la famiglia Marchi tiene radi­ci. Sta­vol­ta il com­pi­to di orga­niz­zare è ricadu­to sul­la Asso­ci­azione dei lavo­ra­tori anziani di Toscolano, gui­da­ta da Gior­gio Bom­bardieri, che cura una serie di inizia­tive. Il 1 mag­gio, ad esem­pio, c’è il pre­mio ris­er­va­to ai ragazzi delle scuole medie. Ha sol­lecita­to l’alles­ti­men­to del , in valle, da real­iz­zare recu­peran­do e por­tan­do doc­u­men­ti, fotografie, car­ta-mon­e­ta, lib­ri e attrez­za­ture (un argano di leg­no uti­liz­za­to dai frati Domini­cani per cinque­cen­to anni, uno stac­cio del 1740, cinque rul­li bal­leri­ni in bron­zo, una calan­dra alta due metri e larga 80 cen­timetri, eccetera). E, nel peri­o­do di aper­tu­ra, ven­gono garan­ti­ti i turni di sorveg­lian­za. Ben 225 i pen­sion­ati, ex operai e imp­ie­gati, che han­no rispos­to all’ap­pel­lo. I veneti, giun­ti in pull­man, sono sta­ti accolti al mat­ti­no nel­l’ex cam­po ippi­co, sul lun­go­la­go di Mader­no, per un brin­disi cor­rob­o­rante. Poi tut­ti a vis­itare il dei Gesù Bam­bi­no, a Gar­done Riv­iera, una delle novità più inter­es­san­ti del­la zona. Quin­di il pran­zo nel­l’An­ti­ca casci­na San Zago a Salò. Nel pomerig­gio è sta­ta pre­sen­ta­ta la nuo­va gui­da di Andrea De Rossi, ded­i­ca­ta alla e alle sue local­ità: Garde, Quat­tro ruote, Lupo, Maina, Vancinelle, Vago, Cane­to, Gat­to, Luseti, Lume, Covoli. Il comune l’ha stam­pa­ta in cinquemi­la copie, cui se ne aggiunger­an­no nei prossi­mi giorni mille in tedesco, altret­tante in olan­dese e inglese. «Per oltre cinque sec­oli — ricor­da De Rossi, stori­co locale — la valle fu prati­ca­mente chiusa. Per entrare con i mezzi di allo­ra (car­ri trainati da buoi) bisog­na­va servir­si delle pic­cole stra­dine che sali­vano sul­la col­li­na di Gaino, scen­den­do poi ver­so il tor­rente. I lavo­ra­tori uti­liz­za­vano invece il sen­tiero delle assi, che lo costeggia­va: in alcu­ni pun­ti, dove il ver­sante era più ripi­do, uti­liz­za­vano tav­ole di leg­no. Ogni tan­to qual­cuno scivola­va (d’in­ver­no, col ghi­ac­cio), e cade­va in acqua. L’at­tuale stra­da di ingres­so, con alcune gal­lerie, fu real­iz­za­ta nel peri­o­do 1872 — 1876. Tren­t’an­ni dopo l’ul­ti­mazione, la cartiera Maf­fiz­zoli (poi diven­ta­ta Donzel­li e, adesso, Marchi), che nel frat­tem­po ave­va assor­bito le altre pic­cole aziende del­la valle, decise di costru­ire a lago il nuo­vo, grande sta­bil­i­men­to, abban­do­nan­do la forza idrauli­ca del tor­rente per servir­si esclu­si­va­mente di quel­la elet­tri­ca». Anto­nio Fontana, coor­di­na­tore del­la gui­da, ha spie­ga­to il sig­ni­fi­ca­to delle pagine bor­date in celeste (omag­gio al lago) e mar­rone (per le indi­cazioni storiche). Il carat­tere usato risale ai pri­mi anni Cinquan­ta. Le fotografie e i dis­eg­ni sono 48. Non man­cano le indi­cazioni eti­mo­logiche e topono­mas­tiche. «Un libret­to agile, di facile con­sul­tazione, tas­ca­bile — aggiunge il sin­da­co Pao­lo Ele­na -, che ver­rà sicu­ra­mente apprez­za­to dai vis­i­ta­tori del­la valle. Lo abbi­amo real­iz­za­to gra­zie anche alla famiglia Marchi, che ha for­ni­to la car­ta necessaria».