Iniziativa della Fondazione Ugo da Como con l’istituto superiore Paola Di Rosa. Esempio lombardo di casa museo, servirà per comprendere l’arte

Casa del Podestà per gli studenti

07/02/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

È sem­pre più forte a Lona­to la col­lab­o­razione tra la e l’istituto Pao­la Di Rosa. Ora­mai da qualche anno e con grande suc­ces­so, la Fon­dazione Ugo da Como e l’associazione Ami­ci del­la Fon­dazione orga­niz­zano in par­ti­co­lare vis­ite didat­tiche riv­olte alle scuole pri­marie, sec­on­darie e supe­ri­ori. L’incredibile vari­età del pat­ri­mo­nio artis­ti­co librario rac­colto dal sen­a­tore lonatese per­me­tte l’approfondimento degli argo­men­ti tradizional­mente trat­tati nei diver­si piani di studio.Lo scor­so anno all’interno del prog­et­to «Le vie dell’arte» (che col­le­ga il bres­ciano di San­ta Giu­lia, il e la Fon­dazione Ugo da Como), si è dato vita a un par­ti­co­lare per­cor­so didat­ti­co ded­i­ca­to alla Vit­to­ria Ala­ta di Bres­cia. Per ques­ta inizia­ti­va la Fon­dazione Ugo da Como ave­va allo­ra scel­to di chia­mare a sé le scuole di Lona­to: ele­men­tari, medie e supe­ri­ori, al fine di ren­dere mag­gior­mente inci­si­vo il sen­so e il ruo­lo, anche for­ma­ti­vo, che il ha nel­la comu­nità in cui opera.Ricordiamo che in forza di una par­ti­co­lare con­ven­zione, volu­ta dal diret­tore del­la Fon­dazione Anto­nio Spa­da, i cit­ta­di­ni lonate­si e tut­ti gli stu­den­ti delle scuole di ogni ordine e gra­do pre­sen­ti a Lona­to pos­sono accedere gra­tuita­mente alla Roc­ca. Quest’anno 25 alun­ni di un’ intera classe affron­ter­an­no da moltepli­ci pun­ti di vista l’evoluzione stor­i­ca e il sig­ni­fi­ca­to del­la — Casa Museo -, anche attra­ver­so la conoscen­za e il con­fron­to con le mag­giori case museo del­la Lombardia.L’ambiziosa final­ità che la Fon­dazione Ugo da Como e l’istituto Pao­la Di Rosa di pre­fig­gono è quel­la di sen­si­bi­liz­zare gli stu­den­ti alla conoscen­za del pat­ri­mo­nio artis­ti­co. È ormai appu­ra­to che la Casa del Podestà sia da con­sid­er­ar­si tra gli esem­pi più attendibili in Lom­bar­dia di Casa Museo, luo­go priv­i­le­gia­to quin­di per com­pren­dere il gus­to e il sen­ti­men­to dell’abitare tra l’800 e il ’900. Ugo da Como volle restau­rar­la com­ple­ta­mente per ricon­ferir­le l’antica dig­nità quattrocentesca.Il per­cor­so didat­ti­co intende portare agli stu­den­ti alcune rif­les­sioni ded­i­cate alla gen­e­si dei musei bres­ciani, chiarire il ruo­lo che la casa museo di Pao­lo Tosio ebbe nel germe for­ma­ti­vo del­la pina­cote­ca e degli stes­si musei civi­ci di Bres­cia. Inoltre per com­pren­dere appieno l’identità del­la Casa del Podestà è nec­es­sario por­la in dial­o­go tan­to con le realtà bres­ciane (il Castel­lo Bonoris di Mon­tichiari) quan­to con quelle lom­barde (dal­la casa museo Bagat­ti Valsec­chi a quel­la di San Gia­co­mo Pol­di — Pez­zoli a Milano) e con la mas­si­ma espres­sione di dimo­ra divenu­ta museo: quel­la di a Gar­done Riv­iera. Dopo la pre­sen­tazione in classe del prog­et­to, saran­no dis­cus­si i temi com­posti dagli alun­ni rel­a­tivi al collezion­is­mo. Dal 26 feb­braio le lezioni si altern­er­an­no tra vis­ite alla Casa del Podestà, alla e rif­les­sioni in aula.

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