Dopo l’ispezione del Nas, parla la responsabile della cooperativa di gestione: «Un episodio sfortunato dovuto a una dimenticanza». Il problema è l’edificio inadeguato: ma sul progetto è dibattito

Casa di riposo, ora i lavori

03/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

La Casa di riposo è sem­pre in pri­mo piano. Il con­siglio comu­nale è tor­na­to a par­larne in relazione al prog­et­to di ampli­a­men­to, ma a tenere ban­co sono anco­ra i rilievi mossi nel cor­so del­la recente ispezione del Nucleo anti­sofisti­cazioni dei . In propos­i­to Rosan­na Lonar­di, respon­s­abile del­la coop­er­a­ti­va Spazio aper­to che gestisce la strut­tura, ha le idee chiare.«Comincerei pro­prio dal­l’is­pezione del Nas», spie­ga, «al quale abbi­amo già invi­a­to la doc­u­men­tazione e i chiari­men­ti. Il ver­bale par­la di sostanze stu­pe­facen­ti non cus­todite in arma­di chiusi: noi abbi­amo quat­tro armadi­et­ti con luc­chet­to, e lo con­fer­mano non le mie parole ma un ver­bale dell’Ulss».«Il rilie­vo del Nas si basa, purtrop­po, su un episo­dio sfor­tu­na­to dovu­to a una sem­plice dimen­ti­can­za: l’addetto ave­va pre­so dall’armadio il con­teni­tore di questi far­ma­ci e, in atte­sa di rimet­ter­lo sot­to chi­ave, lo ave­va posato su uno scaf­fale in alto, in una posizione quin­di non rag­giun­gi­bile; i cara­binieri sono arrivati in quei momenti».Alla Casa di riposo di Lazise lavo­ra­no sedi­ci per­sone, e tra la doc­u­men­tazione richi­es­ta alla strut­tura c’è anche quel­la rel­a­ti­va ai loro titoli pro­fes­sion­ali. «Dati che abbi­amo pun­tual­mente for­ni­to», con­tin­ua la Lonar­di dis­tinguen­do invece le caren­ze ril­e­vate a liv­el­lo strut­turale. «Il ver­bale del Nas par­la, infat­ti, di vetustà dei servizi igien­i­ci ma questo è un prob­le­ma con­nes­so all’edificio e non pos­si­amo far­ci molto se non atten­dere anche noi l’avvio sol­lecito dei lavori di ampli­a­men­to pro­gram­mati da tempo».Il prog­et­to, approva­to dal Con­siglio comu­nale, risul­ta essere in atte­sa dell’approvazione del­la Regione. Con­siste nel­la costruzione di un nuo­vo edi­fi­cio, a fian­co e poco più grande di quel­lo esistente: dai 25 posti attuali, 16 in con­ven­zione con la Regione, si passerà a 30.Ospiti e servizi ver­ran­no spo­sta­ti nel­la nuo­va ala non appe­na ques­ta sarà ulti­ma­ta, in modo da con­sen­tire i lavori di sis­temazione del­lo sta­bile attuale.Sull’intera oper­azione si mostra scetti­co Mar­co Luc­chi­ni, del grup­po «La piazza».«Ho man­i­fes­ta­to le mie per­p­lessità già al momen­to del­la dis­cus­sione del prog­et­to in Con­siglio comu­nale: è indub­bio che ques­ta ges­tione del­la Casa di riposo abbia por­ta­to a buoni risul­tati; ma cre­do che l’amministrazione comu­nale avrebbe dovu­to avere il cor­ag­gio di pen­sare più in grande nel momen­to in cui si è impeg­na­ta per il futuro dei nos­tri anziani».«La Casa di riposo si tro­va in pieno cen­tro, dietro la chiesa e a pochi pas­si dal­la canon­i­ca: un edi­fi­cio di 800 metri qua­drati uti­liz­za­to dal solo par­ro­co. A mio avvi­so, si pote­va e si dove­va pen­sare a un prog­et­to che col­le­gasse tut­ti questi spazi dan­do vita a un cen­tro sociale che avvic­i­nasse anche fisi­ca­mente gio­vani e volon­tari­a­to ai nos­tri anziani».Sulla ges­tione del­la Casa di riposo da parte del­la coop­er­a­ti­va Spazio Aper­to tor­na Gino Bara­to, pres­i­dente del grup­po famigliari. «Va dato atto che han­no fat­to molte cose da quan­do, nel 1997, han­no pre­so in ges­tione la strut­tura: sono state rifat­te le par­ti comu­ni, l’impianto elet­tri­co è sta­to mes­so a nor­ma, sono sta­ti com­ple­tati gli arre­di e mes­so l’ascensore. Abbi­amo sem­pre trova­to la mas­si­ma disponi­bil­ità, da parte loro, sia a col­lab­o­rare con l’amministrazione comu­nale che a dare risposte alle richi­este e alle esi­gen­ze degli ospi­ti. Esi­gen­ze che, negli anni, sono aumen­tate così come il numero delle per­sone assis­tite e i loro prob­le­mi di salute e di autosufficienza».L’ultimo com­men­to è anco­ra del­la Lonar­di, che esprime la sua amarez­za per­ché l’intervento del Nas «potrebbe essere sta­to sol­lecita­to da seg­nalazioni par­tite addirit­tura dall’interno del­la strut­tura. Non voglio polem­iz­zare, ma questo ci rat­trista molto: ogni giorno lavo­riamo per dare il miglior servizio pos­si­bile agli anziani di questo paese. La lista d’attesa dell’Ulss è di una venti­na di per­sone: cre­do sia un seg­no con­cre­to», con­clude Lonar­di, «dell’apprezzamento per l’impegno e il lavoro svolto in questi anni».

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