E’ costata 18 miliardi, ma ci sono lavori difformi per 3. Ultimi ritocchi per il grande complesso dei «Due Pini» per anziani non autosufficienti

Casa di riposo pronta a giugno

18/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Vor­rem­mo entrare nel­la nuo­va casa di riposo di Salò entro fine giug­no, anche per­chè inten­di­amo con­seg­nare il vec­chio sta­bile all’im­pre­sa Galeazzi, che l’ha acquis­ta­ta — affer­ma il neo­pres­i­dente, ingeg­n­er Gianan­to­nio Cit­roni -. Nel frat­tem­po abbi­amo incar­i­ca­to una dit­ta locale di effet­tuare lavori per cir­ca mez­zo mil­iar­do, sec­on­do il ver­bale dei col­lauda­tori del­la che, altri­men­ti, non con­ce­dono l’ag­i­bil­ità». Oltre che da Cit­roni, il nuo­vo con­siglio di ammin­is­trazione è for­ma­to da Mau­r­izio Arceri, Rena­to Luci­ni (tut­ti espres­si dal­la mag­gio­ran­za del Polo), Marisa Bas­so Tono­li, area Ppi, e Gian Pao­lo Comi­ni, Ds, ex asses­sore sia in munici­pio che in Provin­cia. E’ invece usci­to di sce­na Ser­gio Sci­oli, pres­i­dente negli ulti­mi anni. «Purtrop­po alcu­ni prob­le­mi di natu­ra tec­ni­co-costrut­ti­va (opere non fat­te a rego­la d’arte, quali intonaci, pan­nel­li di con­trosof­fit­tatu­ra, pavi­men­ti, bat­tis­co­pa) e ritar­di nel­la con­seg­na ci han­no por­ta­to a rin­viare il trasfer­i­men­to — ha det­to Sci­oli, nel­la relazione di fine manda­to -. Abbi­amo comunque pre­vis­to impianti, arre­di e attrez­za­ture di prim’ordine, nel­la sper­an­za che il risul­ta­to finale fac­cia dimen­ti­care l’ac­cadu­to». La gara d’ap­pal­to fu vin­ta dal­la Cogepa (Costruzioni gen­er­ali Pas­sarel­li) di Napoli, che poi sud­di­vise i lavori a lot­ti, affi­dan­doli a squadre esterne. Il prog­et­tista, Car­lo Gior­gio Ped­erci­ni, ha sti­ma­to che siano sta­ti ese­gui­ti in maniera dif­forme con un dan­no di tre mil­iar­di (non man­cano, tra l’al­tro, muri stor­ti e infil­trazioni d’ac­qua sulle ter­razze). Tan­to che, adesso, il con­siglio di ammin­is­trazione dovrà decidere se iniziare una causa legale. Lunedì un’im­pre­sa di Salò ha com­in­ci­a­to a met­tere mano ai guai ripara­bili, per una som­ma, come det­to, di 500 mil­ioni. La nuo­va casa di riposo è sit­u­a­ta in local­ità Due Pini, su un’area di 13.600 metri qua­drati, tra la pre­tu­ra, il cen­tro sociale, le mater­ne, le ele­men­tari e gli impianti sportivi. Nel sem­i­nter­ra­to han­no trova­to col­lo­cazione gran parte dei servizi: mag­a­zz­i­ni per le der­rate, scorte ed arre­di, lab­o­ra­tori per la manuten­zione, stire­ria, lavan­de­ria, guardaro­ba, impianti tec­no­logi­ci per ascen­sori, cen­trale ter­mi­ca, cab­i­na elet­tri­ca, allog­gio degli obi­et­tori di coscien­za, podol­o­go, par­ruc­chiere, locali per il per­son­ale e ampi spazi di ris­er­va. Al piano rialza­to la hall, la portine­r­ia, gli uffi­ci ammin­is­tra­tivi, il sog­giorno con bar, salette da pran­zo, ricreazione, Tv e let­tura, ambu­la­tori, far­ma­cia, cucine, sala poli­va­lente per le feste e le riu­nioni. Ai due piani supe­ri­ori le camere a due let­ti, con servizi esclu­sivi, qua­si tutte dotate di bal­cone ester­no o ter­raz­zo cop­er­to, con vista ver­so il lago o la col­li­na. Ogni nucleo, da 20 posti, avrà cucinet­ta, salette da pran­zo e sog­giorno, ecc. Tra le inno­vazioni, la vas­ca con idro­mas­sag­gio per bag­ni assis­ti­ti (in cias­cun repar­to), il tele­fono in tutte le camere, l’impianto di comu­ni­cazione inter­na per con­sen­tire agli ospi­ti di chia­mare gli oper­a­tori, l’aria con­dizion­a­ta nei cor­ri­doi, i sei ascen­sori (che evit­er­an­no le code di atte­sa), il bar. La Res­i­den­za san­i­taria assis­ten­ziale, questo il ter­mine cor­ret­to, ospiterà 120 anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti, di cui 20 afflit­ti dal mor­bo di Alzheimer. Altri potran­no essere por­tati al mat­ti­no dai par­en­ti, e ripresi la sera: una sor­ta di cen­tro diurno inte­gra­to, con pos­si­bil­ità di essere accu­d­i­ti e di sot­to­por­si a trat­ta­men­to riabil­i­ta­ti­vo. Cos­to com­p­lessi­vo del­la nuo­va strut­tura: 18 mil­iar­di, cui bisogna aggiungerne quat­tro per gli arre­di. Il Pirellone ave­va stanzi­a­to un paio di con­tribu­ti a fon­do per­du­to, il pri­mo di sei mil­iar­di e 662 mil­ioni, il sec­on­do di un mil­iar­do e 767 mil­ioni; il comune 900 mil­ioni. Il resto è venu­to dal­la ces­sione del­lo sta­bile di via Bres­ciani alla srl Cib 95, apparte­nente al costrut­tore San­to Galeazzi.

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