In arrivo nuovi servizi e l’adeguamento alle normative antincendio

Casa di riposo, ripartono i lavori

24/04/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ sta­ta scelta la cor­nice del salone con­sil­iare di palaz­zo Bena­mati, a Toscolano Mader­no, per la cer­i­mo­nia di pre­sen­tazione dei nuovi ammin­is­tra­tori del­la Casa di riposo «Bena­mati Bianchi», ovvero la Rsa del­la stes­sa cit­tad­i­na. Si trat­ta di Camil­lo Chi­mi­ni, che rico­pre il ruo­lo di pres­i­dente, dell’ex sin­da­co Attilio Apol­lo­nio, di Giu­liano Capuc­ci­ni, Maria Cal­zoni e di don Leonar­do Fari­na. Gior­gio Bom­bardieri, che ha lavo­ra­to in maniera più che profi­cua per quindi­ci anni, rimane pres­i­dente ono­rario del­la strut­tura. «Ringrazio del­la fidu­cia ripos­ta nel­la squadra – ha esor­di­to Chi­mi­ni -. Il nos­tro lavoro si inserirà nel sol­co dell’attività svol­ta dai pre­de­ces­sori, che han­no costru­ito un’ala nuo­va e ristrut­tura­to parte di quel­la vec­chia. L’obiettivo è sem­pre quel­lo di far star bene gli ospi­ti. I prob­le­mi? L’abbandono, il silen­zio, le malat­tie, la lon­tanan­za. Purtrop­po dob­bi­amo fare i con­ti con un assen­teis­mo del per­son­ale nel­la misura del 20–25 per cen­to, ora però ridot­to al 9–10 per cen­to». «Doven­do rispettare i para­metri region­ali — ha aggiun­to Chi­mi­ni par­lan­do sem­pre degli organi­ci -, bisogna assumere esterni, e i costi aumen­tano. Abbi­amo chiesto col­lab­o­razione ai dipen­den­ti ricor­dan­do che sti­amo viag­gian­do sul­la stes­sa bar­ca, e mi auguro di arrivare a un ulte­ri­ore abbat­ti­men­to delle assen­ze. Con l’entrata in vig­ore del nuo­vo con­trat­to, tra l’altro, siamo sta­ti costret­ti a pagare due anni di arretrati». Il neo pres­i­dente, ex asses­sore al Bilan­cio e a lun­go numero uno dell’Azienda di sog­giorno, si è poi sof­fer­ma­to sug­li inves­ti­men­ti futuri. Ver­ran­no spe­si un mil­ione e 690 mila euro, cir­ca tre mil­iar­di e 200 mil­ioni di vec­chie lire, per costru­ire un nuo­vo edi­fi­cio vici­no alla chieset­ta e per ulti­mare la ristrut­turazione del­la parte vec­chia del­la Rsa. «Abbi­amo pre­vis­to tra l’altro una nuo­va cen­trale ter­mi­ca, un gen­er­a­tore per even­tu­ali black out, un mon­talet­tighe, l’adeguamento alle norme anti­ncen­dio e l’introduzione dell’aria con­dizion­a­ta nelle due gran­di sale comu­ni. Sti­amo aspet­tan­do il nul­la osta dell’Ufficio beni ambi­en­tali, poi dare­mo il via agli appalti – ha pros­e­gui­to il pres­i­dente -. Attual­mente la strut­tura dispone di 75 posti let­to, divisi tra anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti (una trenti­na), auto­suf­fi­ci­en­ti (idem) e parzial­mente in gra­do di badare a se stes­si (una quindic­i­na). Quan­do avre­mo com­ple­ta­to i lavori, la Regione ci accred­iterà per 73 posti. Non aven­do la pos­si­bil­ità di chiedere alcu­ni let­ti per isti­tuire un nucleo Alzheimer, spe­ri­amo che ce ne con­cedano un paio per i comatosi». Durante il dibat­ti­to che è segui­to alla pre­sen­tazione, la mino­ran­za dei con­siglieri comu­nali, che si riconosce nelle posizioni dell’Ulivo e che è gui­da­ta da Anto­nio Foglio, ha crit­i­ca­to alcu­ni pun­ti del­lo statu­to; come la dis­po­sizione che affi­da al sin­da­co la nom­i­na degli ammin­is­tra­tori del­la Casa di riposo. «Meglio così – ha rispos­to quest’ultimo, Pao­lo Ele­na -. In pas­sato vige­va un sis­tema spar­ti­to­rio che sape­va di mer­ca­to delle vac­che. A me inter­es­sa­va trovare un grup­po di per­sone ani­mate da buona volon­tà, in gra­do di remare nel­la stes­sa direzione». Anco­ra Chi­mi­ni ha poi chiar­i­to alcu­ni aspet­ti del­la ges­tione. Le rette del 2004 sono rimaste invari­ate, ma il bud­get prevede una perdi­ta di 200 mila euro. Per quan­to riguar­da l’investimento, ver­rà effet­tua­to per 800 mila euro con mezzi pro­pri, e per 850 mila con un mutuo. «Dopo lun­ga trat­ta­ti­va con numerose banche – ha spie­ga­to -, abbi­amo rag­giun­to un accor­do con l’Agricola Man­to­vana, che ci appli­ca un inter­esse lega­to all’Euribor (ora al 2 per cen­to) + lo 0.55 per cen­to, con la pos­si­bil­ità di pas­sare al tas­so fis­so ogni due anni. Nes­suna spe­sa aggiun­ti­va, nes­suna per­izia, nes­suna ipote­ca, nes­suna penale in caso di estinzione antic­i­pa­ta». Su questo finanzi­a­men­to, il Munici­pio ha for­ni­to garanzia. Per la ques­tione del per­son­ale (35 di ruo­lo e 15 esterni), il pres­i­dente ha det­to di aver trova­to 19 dipen­den­ti con lim­i­tazioni («chi non può fare la notte, chi non è in gra­do di soll­e­vare pesi, ecc.»), e di essere quin­di costret­to ad affi­dare com­pi­ti e man­sioni tenen­do con­to del­la situ­azione. «Non so se tut­ti fos­sero già malan­dati al momen­to dell’assunzione – ha con­clu­so -. Res­ta il fat­to che lavo­rare in una casa di riposo è pesante, ma noi spe­ri­amo di trovare un rimedio».