Mentre prende corpo in provincia lo studio sui complessi rurali presenti sul territorio, le associazioni di categoria pronte anche a passi legali.
Beccalossi: «Servono regole chiare». Gli agricoltori: «Vogliamo tutele urbanistiche»

Cascine, un appello per salvarle

12/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Appel­lo delle asso­ci­azioni agri­cole ai comu­ni bres­ciani, affinchè con i nuovi stru­men­ti urban­is­ti­ci tutelino con mag­gior atten­zione il pat­ri­mo­nio stori­co architet­ton­i­co delle cascine e dei borghi rurali. Coldiret­ti, Upa, ma anche l’assessore regionale all’Agricoltura Viviana Becca­los­si, sot­to­lin­eano l’importanza di sal­va­guardare le carat­ter­is­tiche cascine del­la Bas­sa dall’invasione di cemen­to, cen­tri com­mer­ciali e aree industriali.Prendendo spun­to dal­la map­patu­ra com­ple­ta di tut­ti i «tesori rurali» (Bres­ciaog­gi ne ha par­tao dif­fusa­mente la scor­sa set­ti­mana) spar­si nel­la Bas­sa, nel Bas­so Gar­da e in Fran­ci­a­cor­ta (stu­dio com­mis­sion­a­to dal­la Provin­cia di Bres­cia alla Fon­dazione Civiltà Bres­ciana), le asso­ci­azioni agri­cole aus­pi­cano una mag­gior sen­si­bil­ità «stor­i­ca e cul­tur­ale» da parte dei sin­daci, soprat­tut­to dopo che in Lom­bar­dia da un anno è in vig­ore la legge Mon­e­ta, che in fat­to di pro­gram­mazione urban­is­ti­ca las­cia car­ta bian­ca alle ammin­is­trazioni comu­nali. Per arginare l’aggressione alle cascine la Becca­los­si ricor­da che «il tavo­lo verde del­la Regione sta lavo­ran­do di con­cer­to con le province lom­barde al fine di non del­e­gare alla sola sen­si­bil­ità del sin­da­co di turno la tutela del patri­omo­nio stori­co, cul­tur­ale, architet­ton­i­co, rap­p­re­sen­ta­to dalle cascine. Ser­vono regole chiare, che devono essere rispettate».Per questo la Coldiret­ti di Bres­cia «ha chiesto a tut­ti quei Comu­ni che stan­no redi­gen­do i nuovi Pgt — spie­ga il pres­i­dente Ettore Pran­di­ni- di essere con­vo­ca­ta affinchè vengano pre­viste tutele urban­is­tiche per quelle cascine storiche di pre­gio, che han­no una valen­za enorme». L’impegno del­la Coldiret­ti va anche nell’ottica del­la tutela delle aziende agri­cole tout court, rib­aden­do il rispet­to del­la «legge di rec­i­proc­ità»: cascine e aziende agri­cole devono essere real­iz­zate ad almeno 500 metri dalle abitazioni, ma anche vicev­er­sa. «Una legge che deve essere rispet­ta­ta con fer­mez­za — aggiunge Pran­di­ni -, anche se potremo val­utare sin­gole eccezioni. Per questo abbi­amo chiesto ai nos­tri pres­i­den­ti di sezione di vig­i­lare sui prin­cipi di rec­i­proc­ità. Per ora sono pochissi­mi i comu­ni che stan­no adot­tan­do i Pgt, ma in futuro la nos­tra atten­zione dovrà essere sem­pre più alta, e la tutela del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale, pae­sag­gis­ti­co, eco­nom­i­co delle cascine deve essere dife­sa come prevede la legge». Ne è esem­pio il caso di Maira­no, il cui Comune ha delib­er­a­to la deca­den­za del­la legge sul­la rec­i­proc­ità in vista del nuo­vo pgt: «Sti­amo lavo­ran­do per trovare una medi­azione» ammette Pran­di­ni, ma è già sta­to avvi­a­to il ricor­so al Tar. Il sin­da­co di Maira­no Gian­piero Bra­gaglio, spie­ga che si trat­ta sola­mente di un provved­i­men­to al momen­to «teori­co», per per­me­t­tere «l’espansione res­i­den­ziale in un pic­co­lo comune intera­mente cir­conda­to da aziende agri­cole, ma che nes­suno vuole arrivare a costru­ire a 50 metri dalle cascine». Ad ogni modo si dice pron­to a rimet­ter­si alla deci­sione del Tar.Anche il diret­tore dell’Unione Provin­ciale Agri­coltori di Bres­cia, Gio­van­ni Treroto­la, si dice d’accordo a difend­ere le cascine storiche dall’avanzata del cemen­to, anche se invi­ta a tute­lare innanzi tut­to l’attività agri­co­la: «gius­to impedire che certe splen­dide cascine vengano som­merse da caseg­giati e capan­noni, o che vengano ristrut­turate non rispet­tan­do gli ele­men­ti di pre­gio; ma non dob­bi­amo prevedere vin­coli trop­po rigi­di per chi in quelle cascine svolge anco­ra attiv­ità agri­cole, per le quali si ren­dono nec­es­sarie anche pic­cole mod­i­fiche strut­turali».