In assemblea con il Sunia settanta inquilini delle duecento famiglie nelle abitazioni popolari. Vecchi stabili con problemi di manutenzione. Pasticci negli affitti

Case Aler, monta la rabbia

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Mon­ta la pre­oc­cu­pazione tra gli inquili­ni delle case popo­lari di Desen­zano, parte delle quali sono di pro­pri­età dell’Aler (l’ex Iacp) e la restante del Comune, per la situ­azione in cui ver­sano i loro allog­gi. Una car­ente manuten­zione, le infra­strut­ture in pes­sime con­dizioni, la neces­sità di inserire in alcu­ni con­do­mi­ni una sor­ta di ammin­is­tra­tore per evitare peri­colose situ­azioni di «anar­chia» o, peg­gio, di sopraf­fazione da parte di alcu­ni inquili­ni nei con­fron­ti di altri, una situ­azione di gen­erale degra­do che rischia di peg­gio­rare: è il «pac­chet­to» di accuse che denun­cia l’inquilinato dell’ex Iacp. Una mis­cela esplo­si­va che rischia di accen­der­si da un momen­to all’altro, se non ci fos­se sta­ta nel frat­tem­po un’opera di medi­azione del Sunia, il sin­da­ca­to inquili­ni, che ha pro­mosso un’assemblea pub­bli­ca alla quale han­no parte­ci­pa­to oltre set­tan­ta per­sone in rap­p­re­sen­tan­za delle due­cen­to famiglie che occu­pano gli allog­gi popo­lari. Quel­li sit­uati in via Erco­l­iano Papa (tra­ver­sa di via Andreis) e via Gio­van­ni XXIII risul­tano gli appar­ta­men­ti più vec­chi e pre­sen­tano for­ti prob­le­mi di con­ser­vazione e manuten­zione. A far loro com­pag­nia ci sono, però, anche i caseg­giati di via Allende e via Togli­at­ti, dove le scarse manuten­zioni peri­odiche cau­sano seri prob­le­mi. Non godono di miglior salute nem­meno le case costru­ite nel 1999 in via Fran­cia (San Mar­ti­no del­la Battaglia) e nelle vie Mon­ti e Man­zoni (Riv­oltel­la), in cui sono affio­rati già numerosi vizi e difet­ti costrut­tivi, come con­fer­ma il seg­re­tario del Sunia, Adri­ano Papa, «mai affrontati seri­amente da parte dell’Aler con l’aggravante che le imp­rese costrut­tri­ci, nel frat­tem­po, sono pure fal­lite». I prob­le­mi di questi ulti­mi caseg­giati sono anco­ra quel­li esisten­ti al momen­to di ingres­so delle famiglie; dunque un pec­ca­to «orig­i­nale» mai assolto: ascen­sori mal fun­zio­nan­ti, can­cel­li elet­tri­ci che riman­gono aper­ti, pre­sen­za di mac­chie d’umidità, luci delle par­ti comu­ni che restano sem­pre accese, e così via. C’è anche una mez­za bef­fa che gli inquili­ni degli sta­bili di San Mar­ti­no e Riv­oltel­la devono subire. Per motivi oscuri, tut­ti gli appar­ta­men­ti di pro­pri­età comu­nale sono sta­ti clas­si­fi­cati nel­la cat­e­go­ria A/3, men­tre quel­li di pro­pri­età dell’Aler nel­la cat­e­go­ria A/2 con un dif­fer­ente canone d’affitto, pur essendo per­fet­ta­mente uguali sia nel­la tipolo­gia degli acces­sori sia nel­la qual­ità dei rives­ti­men­ti. Non man­cano infine prob­le­mi agli asseg­natari delle case delle vie Gher­la, Goito e Garibal­di (rione Cap­o­later­ra), che però sono di natu­ra sociale.«Molti di loro — spie­ga il numero uno del Sunia provin­ciale — temono che con la con­ven­zione che ha del­e­ga­to all’Aler di Bres­cia per altri quat­tro anni la ges­tione dell’edilizia sociale, la soluzione dei prob­le­mi si allon­tani sem­pre di più; è nota infat­ti la scarsa disponi­bil­ità dell’Aler ad essere un inter­locu­tore pre­sente per i cit­ta­di­ni asseg­natari». Aggiunge Papa: «La realtà dell’edilizia sociale e le con­dizioni di vita delle famiglie van­no segui­te con mag­gior atten­zione; non dimen­tichi­amo che a Desen­zano con l’edilizia popo­lare e sovven­zion­a­ta si sono risolti prob­le­mi legati alla casa. Nonos­tante la con­ven­zione quadri­en­nale tra Comune e Aler per la ges­tione degli allog­gi, non tut­to va del­e­ga­to: il Comune deve incalzare l’istituto ad eseguire le manuten­zioni peri­odiche, altri­men­ti il pat­ri­mo­nio si degra­da e gli inquili­ni vivran­no sem­pre peggio».«Infine — con­clude Papa — è mia con­vinzione che negli sta­bili vada inseri­ta una figu­ra a metà tra l’amministratore e il medi­a­tore cul­tur­ale, per risol­vere alcune dia­tribe ed incom­pren­sioni che sor­gono tra cop­pie sole, famiglie con bam­bi­ni pic­coli, lavo­ra­tori stranieri poco avvezzi alle nos­tre nor­ma­tive o per­sone con gravi prob­lem­atiche, che con­vivono tut­ti nel­lo stes­so caseg­gia­to: altri­men­ti prevale l’anarchia e la legge del più prepotente».