Presentato il Piano di assetto territoriale integrato elaborato insieme a Castelnuovo: crescita edilizia limitata. No ai centri commerciali, grande attenzione al turismo e all’ambiente

Case e alberghi, ma non troppi

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Uno svilup­po che guar­da soprat­tut­to all’edilizia res­i­den­ziale e a quel­la tur­is­ti­ca, ma di tipo alberghiero, sen­za la pre­vi­sione di nuovi cen­tri com­mer­ciali: ques­ta la vocazione del Pati, il Piano di asset­to del ter­ri­to­rio inte­gra­to, stru­men­to urban­is­ti­co che det­ta le linee gui­da del­lo svilup­po del ter­ri­to­rio nei prossi­mi 10 anni.Il Piano, che è rel­a­ti­vo ai ter­ri­tori di Peschiera e Castel­n­uo­vo, è sta­to illus­tra­to dall’ingegner Sil­vano Car­li, il tec­ni­co che lo ha redat­to, e dal vice sin­da­co Wal­ter Mon­tre­sor in un incon­tro pub­bli­co orga­niz­za­to nel­la sala dell con­feren­ze del­la . Un incon­tro cui han­no pre­so parte numerosi pro­fes­sion­isti del set­tore ma pochi cit­ta­di­ni, come ha sot­to­lin­eato con ram­mari­co il vice sindaco.«Mi risul­ta che a Castel­n­uo­vo ci sia sta­ta mol­ta più parte­ci­pazione durante le pre­sen­tazioni pub­bliche del Pati; mi spi­ace che non sia accadu­ta la stes­sa cosa a Peschiera, anche se noi abbi­amo fat­to il pos­si­bile per infor­mare la cit­tad­i­nan­za di questo incon­tro che è impor­tante pro­prio per spie­gare gli ind­i­rizzi che l’amministrazione ha volu­to dare con questo stru­men­to urbanistico».La scelta a favore di chi sceglie Peschiera come luo­go di res­i­den­za è sta­ta sot­to­lin­ea­ta anche dal tec­ni­co che ha par­la­to di «una strate­gia che, para­dos­salmente, è quel­la di non crescere per­ché non sem­pre crescere è un van­tag­gio. Peschiera ha avu­to il suo più grande svilup­po edilizio tra gli anni ’60 e ’80. Dopo di che si ass­es­ta­ta su val­ori min­i­mi rispet­to a altri comu­ni veronesi».«Anche il nuo­vo stru­men­to persegue ques­ta filosofia: le aree che cam­bier­an­no des­ti­nazione nei prossi­mi 10 anni ammon­tano a una super­fi­cie totale di 50 mila metri qua­drati, che si potreb­bero definire il min­i­mo fisi­o­logi­co, e a una cubatu­ra com­p­lessi­va di 100 mila metri cubi che sarà real­iz­za­ta priv­i­le­gian­do il res­i­den­ziale inte­so sia come nuove costruzioni che come ampli­a­men­ti di quelle esistenti».Su quest’ultimo aspet­to si è sof­fer­ma­to anche il vice sin­da­co. «Con l’abbattimento dell’Ici sul­la pri­ma casa abbi­amo già dato un seg­nale del nos­tro impeg­no a favore dei res­i­den­ti. Un altro è quel­lo che ci por­ta a prevedere, con il Piano di asset­to ter­ri­to­ri­ale, pos­si­bil­ità di aumen­ti con­tenu­ti di vol­ume­tria sem­pre per le prime case. Aumen­ti che rien­tra­no nei 100mila metri cubi com­p­lessivi pre­visti per i prossi­mi dieci anni».«L’idea», ha rib­a­di­to Mon­tre­sor, «è di priv­i­le­gia­re la qual­ità rispet­to alla quan­tità; e per qual­ità inten­di­amo anche quel­la del­la vita di chi abi­ta questo paese. «Questo sig­nifi­ca prevedere e garan­tire servizi e infra­strut­ture nec­es­sari, obi­et­ti­vo che con­ti­amo di rag­giun­gere uti­liz­zan­do lo stru­men­to urban­is­ti­co del­la com­pen­sazione, pre­vis­to dal­l’at­tuale nor­ma­ti­va: ovvero l’intervento del pri­va­to che a fronte di una con­ces­sione real­iz­za strut­ture des­ti­nate alla comunità».Tra le seg­nalazioni del pub­bli­co le richi­este di par­ti­co­lare atten­zione sia al Sito di inter­esse comu­ni­tario del laghet­to del Frassi­no — lam­bito dal pas­sag­gio del­la lin­ea fer­roviaria ad Alta veloc­ità — che al prog­et­to del­la stes­sa .«Non spet­ta al Piano di asset­to del ter­ri­to­rio definire nel det­taglio prog­et­ti e inter­ven­ti», ha spie­ga­to Car­li. «Pos­si­amo dire che negli incon­tri avu­ti con i tec­ni­ci del­la lin­ea dell’Alta veloc­ità, di cui è già pron­to il prog­et­to defin­i­ti­vo, sono sta­ti illus­trati dal geol­o­go loro con­sulente tut­ti gli accorg­i­men­ti che saran­no adot­tati per non dan­neg­gia­re il pat­ri­mo­nio idri­co dell’oasi».«I Comu­ni pos­sono fare ben poco nei con­fron­ti di un prog­et­to come la Tav che è deciso a liv­el­lo nazionale se non addirit­tura inter­nazionale. Sul suo pas­sag­gio pos­so con­fer­mare che fare­mo di tut­to per avere quante più mis­ure com­pen­sative pos­si­bili, dalle bar­riere alla real­iz­zazione di infra­strut­ture di col­lega­men­to. Per il Frassi­no invece», ha con­clu­so Mon­tre­sor, «sti­amo atten­den­do che torni dal­la Regione il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione dell’Oasi che prevede tra l’altro 140 mila metri qua­drati di verde».

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