Fumata bianca in seno all’ente. Al posto del dimissionario Castellani entra il primo cittadino di Brentino. Per la prima volta c’è stata una convergenza di tutti i sindaci che sono presenti nel direttivo. Voto negativo della minoranza.

Castelletti re del Baldo

08/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Nuo­vo cor­so per la Comu­nità mon­tana del . Con 18 voti favorevoli, 3 con­trari e 1 astenu­to Lui­gi Castel­let­ti, sin­da­co di Brenti­no, mart­edì sera è sta­to elet­to pres­i­dente in sos­ti­tuzione del dimis­sion­ario Cipri­ano Castel­lani sin­da­co di San Zeno. È sta­ta così chiusa la crisi ammin­is­tra­ti­va avvi­a­ta a otto­bre con le dimis­sioni di quat­tro asses­sori su sei com­po­nen­ti la giun­ta, segui­te da quel­la del­lo stes­so pres­i­dente che ave­va ritenu­to oppor­tuno «adeguar­si» a quan­to con­corda­to dai sin­daci dei Comu­ni che cos­ti­tu­is­cono l’ente mon­tano. Con il nuo­vo accor­do, uffi­cial­iz­za­to con l’approvazione del doc­u­men­to pro­gram­mati­co pre­sen­ta­to da Lui­gi Castel­let­ti, che tor­na così alla pres­i­den­za dopo un’assenza di cir­ca un anno e mez­zo dal prece­dente manda­to, si è cos­ti­tui­ta una mag­gio­ran­za ritenu­ta «un fat­to stori­co» in quan­to espres­sione, per la pri­ma vol­ta, delle mag­gio­ranze che ammin­is­tra­no i nove Comu­ni che com­pon­gono la Comu­nità mon­tana. «Ente che si tro­va ad affrontare in questi anni », ha sot­to­lin­eato Castel­let­ti nel pre­sentare il pro­gram­ma ammin­is­tra­ti­vo 2000–2004 ‚« il prob­le­ma di una evoluzione che la porterà a esercitare un ruo­lo pos­i­ti­vo di aggregazione e di svilup­po delle varie realtà politiche, sociali ed eco­nomiche del ter­ri­to­rio. Obi­et­ti­vo rag­giun­gi­bile in modo più inci­si­vo, ha det­to Castel­let­ti , se perse­gui­to nel quadro di mas­si­ma coop­er­azione e dial­o­go pos­si­bili tra le varie ammin­is­trazioni, diret­ta­mente coin­volte sul­la pro­gram­mazione e sul­la ges­tione». Da qui la neces­sità di real­iz­zare tre con­dizioni: «Una mag­gio­ran­za che sia ten­den­zial­mente espres­sione delle mag­gio­ranze che ammin­is­tra­no i Comu­ni» in pri­mo luo­go, ma anche di val­oriz­zare sia «le fun­zioni e il con­trib­u­to del­la Con­feren­za dei sin­daci» che quel­lo del­la Comu­nità mon­tana «come stru­men­to per la definizione e il con­segui­men­to di comu­ni inter­es­si e pun­to di dial­o­go e con­cer­tazione con gli enti di liv­el­lo supe­ri­ore quali Provin­cia e Regione». Nell’aprile la serie di inter­ven­ti sulle dichiarazioni di Castel­let­ti, Guer­ri­no Coltri, sin­da­co di Fer­rara, ha dap­pri­ma pre­so atto del­la coeren­za dimostra­ta dal pres­i­dente uscente di tirar­si da parte, disponi­bil­ità annun­ci­a­ta anco­ra al momen­to del­la sua elezione, al momen­to che fos­se emer­sa una mag­gio­ran­za più con­sis­tente. Nel­lo stes­so tem­po ha sot­to­lin­eato che la soluzione adot­ta­ta non è frut­to di «nes­sun rib­al­tone o gio­co di potere» se non quel­lo di arrivare a un accor­do con coin­volte tutte le nove Ammin­is­trazioni comu­nali. L’assessore uscente, non dimis­sion­ario Vir­ginia Cristi­ni sen­za polem­iz­zare ha evi­den­zi­a­to il lavoro svolto e riv­olto alla tutela del pae­sag­gio e del ter­ri­to­rio, men­tre Arman­do Luchesa sin­da­co di Riv­o­li ha pos­to l’accento sull’eccezionale risul­ta­to rag­giun­to, «con la Comu­nità impeg­na­ta a cam­biare ruo­lo oper­a­ti­vo». Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda Fer­di­nan­do Sbizzera asses­sore comu­nale di Mal­ce­sine con­vin­to che si trat­ta «di un pri­mo pas­so per affrontare in modo nuo­vo tut­ta la serie di prob­lem­atiche uscen­do dai local­is­mi e par­ti­co­lar­is­mi». Rispon­den­do sep­pure indi­ret­ta­mente alla doman­da sia di Gabriele Tomez­zoli che di Vit­to­rio Zanol­li, entram­bi con­siglieri di mino­ran­za, in mer­i­to alle dimis­sioni del pres­i­dente Cipri­ano Castel­lani ritenute da entram­bi «forzate», il sin­da­co di Capri­no Maria Tere­sa Girar­di ha mes­so in risalto che «è sin­te­si di un prog­et­to politi­co e non sicu­ra­mente par­titi­co per un’aggregazione più ampia frut­to del­la volon­tà comune di col­lab­o­rare di tut­ti i sin­daci». Al momen­to del­la approvazione del doc­u­men­to pro­gram­mati­co e dell’elezione del pres­i­dente e del­la Giun­ta il con­sigliere Tomez­zoli ha mes­so a ver­bale come il voto neg­a­ti­vo espres­so dal­la mino­ran­za, «non deve essere inte­so come apprez­za­men­to dell’operato del pres­i­dente ma come espres­sione neg­a­ti­va delle modal­ità, di assen­za di chiarez­za e man­ca­to coin­vol­gi­men­to dei com­po­nen­ti del Con­siglio nelle can­di­da­ture di Lugi Castel­let­ti e del­la Giun­ta». Giun­ta che risul­ta com­pos­ta oltre che dal pres­i­dente Castel­let­ti dagli asses­sori: Gior­gio Cobel­li (Coster­mano) vice pres­i­dente, Gui­do Bat­tis­toni (Bren­zone), Guer­ri­no Coltri (Fer­rara), Cipri­ano Castel­lani (San Zeno), Maria Tere­sa Girar­di (Capri­no), Alber­to Tomei (Tor­ri). Ai due comu­ni non rap­p­re­sen­tati in Giun­ta, Riv­o­li e Mal­ce­sine, saran­no asseg­nate, al pri­mo la car­i­ca di pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci (Arman­do Luchesa) e al sec­on­do quel­la di capogrup­po del­la mag­gio­ran­za (Fer­dian­n­do Sbizzera).

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