Sabato e domenica sulle rive del Garda a contatto con l'archeologia

Castello, chiesetta e villa romana per il FAI 2001

13/03/2001 in Cultura
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Castel­lo medievale ( fu nom­i­na­to per la pri­ma vol­ta, sec­on­da quan­to scrive Andrea Nodari nel suo recente vol­ume “Padenghe sul Gar­da”, per la pri­ma vol­ta in un diplo­ma di Ottone III, re di Ger­mani ver­so la fine del fine X sec­o­lo), (fine I sec. A. c., inizi V sec­o­lo) e Chieset­ta di S. Emil­iano (inizi X sec­o­lo: saran­no questi mon­u­men­ti stori­ci ed arche­o­logi­ci a fare la parte dei pro­tag­o­nisti per la Gior­na­ta di Pri­mav­era orga­niz­za­ta dal­la Del­egazione del Gar­da ret­ta da Wal­ter Romag­no­li. Un appun­ta­men­to fis­sato, come del resto anche negli altri 320 mon­u­men­ti pres­so 100 cit­tà ital­iane, in tut­ta Italia per questo fine set­ti­mana, 17 e 18 mar­zo, con lo scopo prin­ci­pale – spie­ga lo stes­so Romag­no­li – per avvic­inare la gente all’immenso pat­ri­mo­nio artis­ti­co ital­iano, per fra toc­care con mano le mer­av­iglie e, in alcu­ni casi, anche i dram­mi, di ciò che il tem­po ci ha las­ci­a­to in ered­ità”. Per due anni c9nscutivi il cen­tro dell’attenzione del­la Valte­n­e­si fu des­ti­na­to alla Ric­ca di maler­ba ed alle sue scop­erte arche­o­logiche. Ciceroni in quelle occa­sioni, come del resto anche per Padenghe, i ragazzi delle scuole medie trasfor­mati per l’occasione in “”apprendisti ciceroni” gra­zie ai quali al vis­i­ta­tore viene dato modo di capire e com­pren­dere il mon­u­men­to in visione. Già nell’autunno scor­so venne pre­sen­ta­to un prog­et­to di recu­pero del­la chiesa di Sant’Emiliano. In quell’occasione si par­lò di remote pos­si­bil­ità di recu­per­are e restau­rare non sola­mente la parte muraria di ques­ta antichissi­ma chieset­ta attra­ver­so l’”ipotesi prog­et­tuale per la ristrut­turazione per la ristrut­turazione e restau­ro di San Emil­iano” con rel­a­ti­vo plas­ti­co vol­u­met­ri­co real­iz­za­to dal­lo stu­dio ICRES di Desen­zano che, attra­ver­so il suo diret­tore Quaglia ha già dato la sua disponi­bil­ità a col­lab­o­rare in questo prog­et­to attra­ver­so il recu­pero di alcu­ni affres­chi del ‘500 oltre che alla real­iz­zazione di un pic­co­lo tem­ati­co e ad una ad ind­i­riz­zo eccle­si­as­ti­co. Un inizia­ti­va ques­ta che sta otte­nen­do ade­sioni ed inter­es­si da più par­ti, oltre che da enti pub­bli­ci e spon­sor del set­tore tur­is­ti­co sia del mon­do alberghiero che finanziario. Come det­to saba­to e domeni­ca al vis­i­ta­tore ver­rà spie­ga­ta la sto­ria ricostru­i­ta attra­ver­so doc­u­men­ti stori­ci di queste realtà mon­u­men­tali ed arche­o­logiche di Padenghe, dai ragazzi del­la locale Scuo­la Media preparati a questo com­pi­ti di “ciceroni” dai loro inseg­nan­ti. Domeni­ca pomerig­gio è pre­vista la parte­ci­pazione anche di per­son­ag­gi ed Autorità che vis­ter­an­no e pren­der­an­no coscien­za del pat­ri­mo­nio pre­sente sopra e sot­to ter­ra in ques­ta local­ità del­la Valte­n­e­si. A par­tire dalle ore 15.00 nel­la chiesa di Sant’Emiliano e sul sagra­to si svol­ger­an­no una serie di even­ti cel­e­bra­tivi che vedran­no impeg­nati come pro­tag­o­nisti gli stes­si ragazzi delle scuole medie che, indos­san­do cos­tu­mi d’epoca, si esi­bi­ran­no in can­ti e musiche. L’unica realtà arche­o­log­i­ca non vis­i­bile sarà la vil­la romana, che inter­es­sa una super­fi­cie di cir­ca un ettaro, e con­sid­er­a­ta “con uno spes­sore di depos­i­to riscon­tra­bile solo nelle ville mon­u­men­tali di Desen­zano e Sirmione”. “Il com­p­lesso dei fab­bri­cati este­so per cir­ca 7000 mq. e con­tenu­to in un ret­tan­go­lo defini­to pre­cisa­mente su due lati da robusti muri di cin­ta – scrive Andrea Bre­da del­la Sovrin­ten­den­za Arche­o­log­i­ca del­la Lom­bar­dia – dove­va arti­co­lar­si, nel­la zona a quo­ta più bas­sa, attorno ad uno spazio di cor­tile o gia­rdi­no, sul quale si affac­cia­va sul cor­po por­ti­ca­to lun­go oltre 20 metri, di cui sono sta­ti rin­venu­ti o basa­men­ti dei pilas­tri. La pre­sen­za in ques­ta area di pavi­men­tazioni di coc­ciopesto, di lem­bi di mosaico e dei resti di due ipocausti ne sug­gerisce l’identificazione, almeno in una delle fasi, con la “pars urbana””.

Parole chiave: