Saranno impegnati per difendere dai sassi la zona di Prabi

Castello più sicuro con 4 miliardi

26/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

La rupe del castel­lo, sim­bo­lo di Arco, sta caden­do a pezzi. La situ­azione in atto da decen­ni, si è notevol­mente aggra­va­ta. Per con­tenere i pic­coli frana­men­ti e scon­giu­rare i rischi con­seguen­ti il dis­tac­co di mas­si anche di enor­mi dimen­sioni è nec­es­sario inter­venire con estrema urgen­za. Un piano per la mes­sa in sicurez­za dei pun­ti più peri­colosi è già sta­to appronta­to dal comune. Se la Provin­cia, come ha promes­so, finanzierà imme­di­ata­mente parte degli oltre quat­tro mil­iar­di occor­ren­ti, sarà pos­si­bile avviare il cantiere anco­ra entro l’or­mai prossi­mo autunno.«Un fat­to è cer­to — com­men­ta pre­oc­cu­pa­to l’asses­sore Ste­fano Bres­ciani — come con­fer­ma il recente stu­dio geo­logi­co e geomec­ca­ni­co, dopo un’ atte­sa ecces­si­va sarebbe irre­spon­s­abile las­ciar pas­sare altro tem­po. I tec­ni­ci han­no riscon­tra­to un liv­el­lo di pre­ca­ri­età mas­si­mo, di “gra­do uno”, come lo han­no defini­to in ger­go tecnico.In un recente incon­tro con l’ing. Plotegheri, del servizio pre­ven­zione calamità pub­bliche, ho pos­to in risalto il pro­gres­si­vo degra­do del­la rupe arcense e ho pre­sen­ta­to il prog­et­to di risana­men­to. Il diri­gente ha riconosci­u­to la pri­or­ità del­l’in­ter­ven­to, con­fer­man­do un pri­mo finanzi­a­men­to, attorno ai due mil­iar­di; la restante spe­sa ver­rà cop­er­ta nel bilan­cio del 2001. Da Tren­to si avrà l’80% dei costi e il rim­bor­so, oltre i cen­to mil­ioni, del­lo stu­dio geo­logi­co e geomec­ca­ni­co. La pri­ma tranche del con­trib­u­to sarà disponi­bile entro l’autunno».Non per un inter­ven­to di tam­pon­a­men­to: la rupe, sul­la quale troneg­giano i rud­eri del castel­lo dei con­ti d’Ar­co, è vin­co­la­ta dal­la Sovrin­ten­den­za provin­ciale dei beni cul­tur­ali. «Si sono dovute tralas­cia­re — chiarisce Bres­ciani — le tradizion­ali bar­riere sostenute da putrelle in fer­ro e le reti di con­tenimem­to in acciaio; al loro pos­to sis­te­mi meno detur­pan­ti, ma altret­tan­to effi­caci. Alla base del­la roc­cia che sovras­ta Pra­bi ver­rà rica­va­to un ampio val­lo di ter­ra per trat­tenere i mas­si, com­pre­si quel­li di enor­mi dimen­sioni, che, fat­ti i deb­iti scon­giuri, potreb­bero stac­car­si anche ad altezze considerevoli».Per la cronaca, cir­ca mez­zo sec­o­lo fa un sas­so cadu­to dalle roc­ce sot­to il castel­lo, fece addirit­tura una vit­ti­ma: un anziano inten­to a lavo­rare nel suo orto, a ridos­so del­la rupe. I tet­ti delle case vicine diven­tarono un colabro­do per la piog­gia di fram­men­ti di roc­cia di varie dimen­sioni. Per qualche famiglia il traslo­co fu inevitabile.Tecniche diverse saran­no adot­tate per la «Cos­ta», in gran parte occu­pa­ta dal­l’o­li­va­ia, che sovras­ta il cen­tro stori­co. Qui sono peri­colan­ti i rari trat­ti di roc­cia che affio­ra­no dal ter­reno e stan­no franan­do i ter­raz­za­men­ti a sec­co. Il prog­et­to prevede, dov’è pos­si­bile, il con­sol­i­da­men­to e in gran parte dei casi il rifaci­men­to dei muri di sostegno.La «Cos­ta» è attra­ver­sa­ta dai per­cor­si pedonali che rag­giun­gono la som­mità il castel­lo. «Per sal­va­guardare l’in­co­lu­mità dei vis­i­ta­tori — con­clude Ste­fano Bres­ciani — anche a monte di questi per­cor­si ver­rà real­iz­za­to un lun­go val­lo parasas­si. Tra qualche anno la rupe arcense non perderà più i “pezzi” e tornerà all’an­ti­co splendore.»