Il progetto di recupero passa attraverso i privati. Il sindaco di Desenzano esclude la possibilità che il Comune possa chiedere 20 miliardi di finanziamento

Castello senza mutuo

22/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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La cap­i­tale del Gar­da non farà un deb­ito di 20 mil­iar­di per ristrut­turare il castel­lo. Il recu­pero degli spazi in par­ti­co­lare dell’ottocentesca caser­ma Beretta e il rilan­cio del com­p­lesso con des­ti­nazione poli­va­lente sem­bra des­ti­na­to a pas­sare attra­ver­so una ragionev­ole inte­sa con i pri­vati. Su questo par­ti­co­lare prob­le­ma l’Amministrazione appe­na inse­di­atasi e quel­la prece­dente, che face­va capo a Felice Anel­li, han­no iden­tità di vedute e ori­en­ta­men­to. La con­fer­ma arri­va dal sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za che, dopo la vit­to­ria elet­torale e l’insediamento del­la nuo­va Giun­ta, ha dovu­to effet­tuare una ric­og­nizione dei moltissi­mi prob­le­mi sul tap­peto nell’arco di poche set­ti­mane. Fra questi c’è anche l’annosa vicen­da del castel­lo che appartene­va al Comune fino al 1883 quan­do venne cedu­to al demanio statale per essere defin­i­ti­va­mente riac­quis­ta­to nel 1969. Un tem­po gli edi­fi­ci era­no abi­tati; gli inquili­ni sono andati via e gli immo­bili sono vuoti da cir­ca 15 anni. Da alcu­ni decen­ni si dis­cute sul suo recu­pero. Prog­et­ti con­creti sono sta­ti elab­o­rati dall’amministrazione di cen­tro sin­is­tra del sin­da­co Mas­si­mo Roc­ca che ave­va pun­ta­to sul­la trasfor­mazione in sede uni­ver­si­taria. Qui dove­va trovar spazio la nuo­va sede euro­pea dell’ inglese di Southamp­ton. Venne anche elab­o­ra­to il prog­et­to di mas­si­ma a fir­ma di sir Antho­ny Hop­kins, uno dei mas­si­mi espo­nen­ti dell’architettura di sua Maestà Bri­tan­ni­ca e pre­sen­ta­ta doman­da di finanzi­a­men­to all’Unione Euro­pea. Venne boc­cia­ta. L’amministrazione Anel­li ha con­di­vi­so il recu­pero degli spazi con des­ti­nazioni poli­valen­ti: una grande sala da 1.000 posti per con­veg­ni, riu­nioni, con­gres­si, incon­tri ma da usare anche come teatro accan­to a sale per mostre espo­sizioni anche di carat­tere com­mer­ciale. Un prog­et­to di mas­si­ma ave­va pre­dis­pos­to anche il Comi­ta­to pro castel­lo che pun­ta­va appun­to sul­la real­iz­zazione del­la grande sala per con­veg­ni poli­valen­ti, su sale per mostre com­mer­ciali, un teatro all’aperto. Il Comi­ta­to ave­va anche indi­ca­to la stra­da dei finanzi­a­men­ti di pri­vati cui affi­dare la ges­tione delle strut­ture. Come intende muover­si sul fronte del castel­lo la nuo­va am-min­is­trazione? «Esclu­do — dice il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za — che il Comune pos­sa fare un mutuo da 20 mil­iar­di, som­ma sti­ma­ta per il recu­pero del castel­lo. E poiché sarà dif­fi­cile, pen­so, trovare un filantropo che finanzi a fon­do per­du­to l’intervento, la stra­da del recu­pero con cap­i­tali pri­vati sem­bra la più prob­a­bile. E se il pri­va­to mette i fon­di occor­rerà per­me­t­tere che li recu­peri così che la fun­zione cul­tur­ale-polifun­zionale appare la più get­to­na­ta. Per­al­tro sul­la sala con­gres­si e sul riu­ti­liz­zo delle strut­ture, sui meto­di d’intervento c’è già un assen­so di mas­si­ma da parte del­la Soprint­en­den­za. Né man­cano le pro­poste dei pri­vati che si sono fat­ti avan­ti negli ulti­mi tem­pi. Così l’amministrazione intende vagliare il prob­le­ma attra­ver­so un “grup­po di stu­dio” snel­lo che valu­ti il da far­si e ci dia indi­cazioni pre­cise». «Il Comi­ta­to pro-castel­lo — dice il dott. Gior­gio Fez­zar­di, can­dida­to sin­da­co alle ultime elezioni — è disponi­bile a lavo­rare in ques­ta direzione sup­por­t­an­do l’azione del Comune». Si rius­cirà dopo 33 anni dall’acquisto final­mente a riu­ti­liz­zare il castel­lo del­la cittadina?

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