L'area moderata tentata dalla civica, socialisti e Ppi alla finestra

Castiglione, prove di grande centro

Di Luca Delpozzo
Castiglione delle Stiviere

A poco più di tre mesi dalle elezioni, la situ­azione polit­i­ca è quan­to mai incer­ta. Sui nomi dei can­di­dati sin­daci piovono indis­crezioni e prime smen­tite: Ange­lo Beschi, Giulio Fred­di e Gui­do Stu­ani negano l’in­ten­zione di cor­rere alle ammin­is­tra­tive, men­tre Lui­gi Cav­a­lieri, sot­to­lin­e­an­do che nes­suno gliel’ha chiesto, dice che la polit­i­ca non è al momen­to in cima ai suoi pensieri.Restano Novazzi, Azzoni, Biag­gi, per l’area fos­chini­ana, Bertoli, per il grup­po di Mat­ti­oli, e Bragh­i­ni, il cui nome è cir­co­la­to negli ambiti laici e moderati del cen­trosin­is­tra, anche se si reg­is­tra­no dif­fi­coltà a far con­verg­ere su un prog­et­to comune le forze che si riconoscono in quest’area. Il cir­co­lo cul­tur­ale del­la Margheri­ta, non può cer­to fare le veci di un sogget­to politi­co che a Cas­tiglione non è anco­ra nato. Molto lon­tane, per ora, alleanze e con­ver­gen­ze su pro­gram­mi, squadra di gov­er­no e can­dida­to sin­da­co. La sen­sazione è che fino a quan­do non si sbloc­cherà la situ­azione in FI, dif­fi­cil­mente si saprà dove si col­locher­an­no le forze mod­er­ate e i Social­isti ambi­en­tal­isti. Questi ulti­mi han­no già dichiara­to che rester­an­no civi­ci, non riconoscen­dosi in nes­suno dei par­ti­ti nati dal­la dias­po­ra social­ista a liv­el­lo nazionale.Nella galas­sia mod­er­a­ta, ossatu­ra del­l’elet­tora­to cas­tiglionese, c’è un aspet­to che non va sot­to­va­l­u­ta­to. Il con­sen­so di matrice lib­erale e cat­toli­ca a FI, in talu­ni sem­bra più rispon­dere alla man­can­za di alter­na­tive prat­i­ca­bili a liv­el­lo locale, che a una con­vin­ta ade­sione agli azzur­ri. Pro­va ne sia il cir­co­lo Cas­tiglione Domani, nato a suo tem­po come momen­to d’in­con­tro delle forze mod­er­ate, con­vinte di una pos­si­bile ricos­ti­tuzione del cen­tro (come dichiara­to da Novazzi nel­l’in­ter­vista al nos­tro gior­nale il 31 dicem­bre). Quest’idea, per­al­tro, sem­bra affascinare anche parte dei Popo­lari, che non han­no anco­ra uffi­cial­iz­za­to la loro scelta strate­gi­ca per le elezioni. I Popo­lari, del resto, vivono da tem­po una situ­azione di con­ge­la­men­to del­la loro sezione, dopo l’us­ci­ta di sce­na dell’ex-segretario.A sin­is­tra, il ten­ta­ti­vo di ripro­porre l’al­lean­za che ha sostenu­to Fontanili, si scon­tra con i dub­bi non solo dei Popo­lari, ma anche di Rifon­dazione, che pur dichiaran­do di vol­er riper­cor­rere quel­l’es­pe­rien­za, fat­i­ca a trovare l’ac­cor­do con i Ds su alcune ipote­si. I Ds, dal can­to loro, han­no defini­to alcu­ni pun­ti del pro­gram­ma che mira­no a costru­ire una pro­pos­ta ammin­is­tra­ti­va con un ruo­lo forte del­l’ente locale, in par­ti­co­lare nel­la pro­gram­mazione e ges­tione dei servizi di assis­ten­za e pre­ven­zione san­i­taria e di tutela del ter­ri­to­rio. Man­ca un nome, anco­ra, ma i ben infor­mati assi­cu­ra­no che con­tat­ti sono in cor­so. La sen­sazione è che i veri can­di­dati deb­bano anco­ra venir fuori: trop­pa pau­ra di bru­cia­r­li, pri­ma che le alleanze siano ben definite.

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