Addio alle lunghe trasferte fino a Brescia. A Turano un summit per i tecnici interessati. Dopo anni di richieste le visure si faranno nel vicino Trentino

Catasto, è una nuova era

06/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La Valvesti­no è sem­pre più «trenti­na». Lo si è capi­to anche nei giorni scor­si, quan­do nel munici­pio (ha sede a Tura­no, e il sin­da­co è Ange­lo Andreoli) si sono dati appun­ta­men­to esper­ti e tec­ni­ci per com­pren­dere meglio i mec­ca­n­is­mi di fun­zion­a­men­to del nuo­vo cat­a­sto. Che da poco tem­po, appun­to, fa rifer­i­men­to al Trenti­no. Mappe di ter­reni e fab­bri­cati sono ora con­sulta­bili negli uffi­ci del­la vic­i­na regione, e i tec­ni­ci non sono più costret­ti a por­tar­si per un caso a Bres­cia e per l’altro nel­la regione confinante.Erano pre­sen­ti al sum­mit gli addet­ti ai lavori, affi­an­cati dai diri­gen­ti del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to Rober­to Riv­olti, Car­lo Boldri­ni, Antoni­no Gen­ovese, Dino Buf­foni e Alber­to Fron­za. Per l’Agenzia del ter­ri­to­rio di Bres­cia c’erano invece Francesco De Luca e il geome­tra Nico­let­ta. In sala, ovvi­a­mente, anche i sin­daci del­la valle.Andreoli ha ricostru­ito l’evolversi del trasfer­i­men­to, che è con­clu­so da poco. Poi sono arrivati i rag­guagli oper­a­tivi. La sto­ria in ques­tione parte addirit­tura nel 1993, con le let­tere del comune a Tar­ci­sio Andreoli, orig­i­nario del­la valle e, all’epoca, Pres­i­dente del­la giun­ta regionale trenti­na. La richi­es­ta? Razion­al­iz­zare il nuo­vo cat­a­sto edilizio urbano. Tren­to si esprime favorevol­mente e, l’anno dopo, sot­to­pone al min­is­tero la questione.Un sol­lecito viene invi­a­to al min­is­tero nel ’96, e alla pres­i­den­za del Con­siglio dei min­istri l’anno suc­ces­si­vo. Poi altri sol­leciti, e final­mente una rispos­ta, nel ’99, inter­locu­to­ria e non molto incor­ag­giante: «Pur com­pren­si­bile sot­to il pro­fi­lo sociale, la richi­es­ta creerebbe prob­le­mi ges­tion­ali di carat­tere inter­re­gionale di com­p­lessa applicazione».Telefonate e fax pros­eguono nel 2001 e nel 2002, a fronte di una situ­azione che pare non scuot­er­si. Finché, nel 2003, Tren­to ricon­fer­ma la disponi­bil­ità a far­si cari­co del­la ges­tione del cat­a­sto. Ennes­i­mo sol­lecito ver­so Roma nel 2004, segui­to da un incon­tro nell’ufficio provin­ciale dell’Agenzia del ter­ri­to­rio di Bres­cia: parte­ci­pano fun­zionari dell’Agenzia del cat­a­sto di Roma, di , di Bres­cia e di Tren­to, oltre ai sin­daci dei comu­ni interessati.Poi, nel 2005, dal Trenti­no parte una pro­pos­ta di legge di mod­i­fi­ca delle norme di attuazione del­lo Statu­to spe­ciale del­la regione autono­ma in mate­ria di cat­a­sto fab­bri­cati e ter­reni, per pot­er risol­vere una vol­ta per tutte la ques­tione e ospitare anche il cat­a­sto di Mag­a­sa e Valvestino.La vicen­da si è con­clusa solo di recente, in segui­to all’interessamento dell’ex sot­toseg­re­tario bres­ciano : nel 2005 si svolge un incon­tro deter­mi­nante, con la pro­pos­ta di una con­ven­zione con Tren­to per la ges­tione del servizio che è sta­ta stip­u­la­ta nel gen­naio di quest’anno. Poi, la «fat­i­ca» si è con­clusa con la pub­bli­cazione sul­la Gazzetta Uffi­ciale un mese fa.

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