Storia

Inferno sull'aeroporto

Il rombo lontano della formazione nemica ma non c’è tempo di difendersi dai ‘Liberator’
Data pubblicazione: 
Sab, 19/07/2008
Autore: 
Giulio Grilletta
Fonte: 
Redazione Gardanotizie.it

“Dal 10 al 13 luglio 1943 il 5° Stormo B. A. operò da questo aeroporto contro le truppe alleate sbarcate a Gela. Giornate di dura ed impari lotta. Molte le azioni di guerra. Tanti i caduti del Reparto. Il 13 luglio due formazioni di ‘Liberator’ americani posero fine all’attività dello Stormo. L’aeroporto venne distrutto. Macerie, morti e feriti ovunque. Possano i caduti riposare in pace. La Sez. AAA – Reggio Cal. – Pres. Antonio D’Agostino – pose. Isola Capo Rizzuto 13 luglio 1998”.

Langensiepen, il velo dell’obliosui Buddenbrook del Garda

Richard industriale tedescodi successo vendevapompe a tutta Europa.<BR>Si innamorò di Gardonee costruì Villa Alba
Data pubblicazione: 
Sab, 23/06/2007
Autore: 
Attilio Mazza
Fonte: 
Bresciaoggi

Villa Alba - l’edificio monumentale di maggior rilievo di Gardone Riviera costruito da privati - venne acquistata sulla fine degli anni Cinquanta dal Comune per la somma di 86 milioni, grazie alla fideiussione di alcuni gardonesi che ritennero di destinarla a uso pubblico unitamente al parco.

Salò sta recuperando l’immagine di patria della liuteria

Girolamo Virchi, il costruttore di «citare»amico di Gasparo, il «padre» del violino.<BR>Nella Magnifica Patriaabitarono alla fine del 1500i maestri inimitabilidell’arte della liuteriafamosi in tutta Europa
Data pubblicazione: 
Dom, 27/05/2007
Autore: 
Attilio Mazza
Fonte: 
Bresciaoggi

Salò sta recuperando l’immagine di patria della liuteria. E lo fu pienamente, non solo perché terra del celebre Gasparo, al quale si attribuisce l’invenzione del violino, ma anche per essere stata laboratorio da cui uscirono strumenti di altissima qualità. Lo conferma la presenza nel territorio salodiano di Girolamo Virchi, personaggio che ben meriterebbe di essere ricordato dalla toponomastica locale in questa stagione di recupero di memoria.Virchi (c. 1523 - post 1574) rappresenta un'altra faccia dell'antica scuola di liuteria bresciana.

Henry Thode, elesse Gardone paese dell’anima

Appassionato di cultura italiana scrisse di San Francesco e Michelangelo, Giotto e Mantegna
Data pubblicazione: 
Ven, 11/05/2007
Autore: 
Attilio Mazza
Fonte: 
Bresciaoggi

Il prof. Henry Thode, docente di Storia dell'arte all'Università di Heidelberg, autore di molte monografie sui protagonisti della cultura italiana - da Francesco d'Assisi a Michelangelo, Giotto, Mantegna, Tintoretto, Correggio - fu il primo dei grandi intellettuali tedeschi a considerare Gardone Riviera il «paese dell’anima».Nel 1877, estinta l'antica famiglia gardonese Bonzanini, Villa Cargnacco e la tenuta (trasformati da d’Annunzio nel Vittoriale degli Italiani dal 1921) furono acquistati dalla famiglia Wimmer, che nel 1893 vi ospitò il prof.

Qui nacque la «Croce Rossa»

Sono passati 147 anni dalla battaglia di S.Martino e Solferino. Si scontraromo cinque eserciti, oltre 30 mila tra morti e feriti
Data pubblicazione: 
Sab, 24/06/2006
Autore: 
Silvio Stefanoni Sandro Albertini
Fonte: 
Bresciaoggi
A S. Martino e Solferino sono passati 147 anni da quel tragico 24 giugno del 1859, che vide scontrarsi gli eserciti di cinque Paesi, guidati da due imperatori e un re, e che alla fine vide oltre trentamila uomini fuori combattimento, tra morti e feriti. L’ unica nota positiva fu la nascita della Croce Rossa. Solferino dà sempre grande risalto all’ anniversario, un po’ meno il Comune di Desenzano del Garda. Ma ultimamente i due Comuni hanno deciso di creare assieme un Parco della Memoria. Ma la battaglia di S. Martino è nata a Pozzolengo, precisamente nei pressi della Cascina Ponticello.

La notte in cui il centro di Lonato si rischiarò a giorno

Dall’avvento dell’illuminazione pubblica alla tangenziale, attraverso mille vicende
Data pubblicazione: 
Giov, 20/04/2006
Autore: 
Ennio Moruzzi
Fonte: 
Giornale di Brescia
La cronaca, finora sconosciuta, dei soccorsi ai feriti e la sepoltura dei morti della battaglia di Solferino e San Martino il 24 giugno 1859 apre le «Memorie lonatesi». Impossibile fare un riassunto dei mille e mille argomenti trattati da questa cronaca minuta, addirittura quotidiana per alcuni periodi.

Il ponderoso lavoro di Osvaldo Pippa, un'autentica "Summa"

Dodicimila pagine per narrare un secolo di storia e di cronaca lonatese
Data pubblicazione: 
Giov, 20/04/2006
Fonte: 
Giornale di Brescia
Dodicimila pagine per condensare un secolo di vita. Quella che, giorno dopo giorno, racconta i fatti minuti di un paese, dagli eventi che hanno cambiato la storia a quelli della quotidianità. Raccolti attraverso tutte le fonti possibili e immaginabili: le cronache dell’epoca, gli archivi pubblici e privati, biblioteche e fotografie, i manifesti, i diplomi, le pagelle, le lettere e gli scritti, i ricordi ed i racconti dei protagonisti.

Il prete scienziato e l’asso dell’aviazione

Alla scoperta dei personaggi che hanno improntato di sé gli ultimi cent’anni della cittadina gardesana. Il Duomo di Lonato in una foto d’epoca fornitaci da Gualtiero Bersanini. In alto una cartolina storica della cittadina ed al centro della pagina l’auto
Data pubblicazione: 
Giov, 20/04/2006
Autore: 
e. s.
Fonte: 
Giornale di Brescia
Un monsignore scienziato e musicista, un senatore letterato amante dell’arte, un meccanico pilota asso dell’aviazione, un musicista troppo schivo che piaceva a Verdi, un compositore di musica lirica e sacra vissuto fin dalla giovinezza a Lonato ed uno storico non vedente che ha compilato una ponderosa storia della musica. I personaggi che nel Novecento hanno reso famoso il nome di Lonato non sono pochi. Abbiamo scelto sei vicende, fra le tante che meriterebbero citazione, per raccontare come da una piccola comunità possano emergere persone capaci di imporsi all’attenzione.

«Così sparì mio padre»

Giacomo Bergognini di Polpenazze, appuntato dei carabinieri arrestato a Gorizia nel 1945 e gettato nelle foibe. La figlia: «Venne a trovarci dai nonni, non l’ho più rivisto»
Data pubblicazione: 
Giov, 16/03/2006
Autore: 
William Geroldi
Fonte: 
Bresciaoggi
«Deportato, non arrestato, mio padre è stato deportato». È l’unico momento in cui la voce s’incrina, per il resto del colloquio oscilla tra la sofferenza che i ricordi evocano e l’orgoglio per un padre che non ha voluto mancare ad una promessa, e per questo ha pagato con la vita. Maria Grazia Bergognini, 66 anni il prossimo dicembre, vive a Gorizia dal 1947; è la figlia di Giacomo Bergognini l’appuntato dei carabinieri originario di Polpenazze preso nella caserma di Gorizia il 2 maggio 1945 dai soldati jugoslavi e scomparso nel nulla.

Una storia di Rivoltella

Andrea, l’ultimo in vita, è del 1919, ha combattuto in Africa, poi con gli angloamericani dopo l’8 settembre. Luigi in Africa, Giovanni e Guerrino reduci del fronte russo, Felice e Giuseppe in Francia, Avelino congedato perchè diventato capofamiglia, Ange
Data pubblicazione: 
Mar, 17/01/2006
Autore: 
William Geroldi
Fonte: 
Bresciaoggi
di I sette fratelli Cervi furono fucilati dai nazisti nel dicembre 1943. Gli otto fratelli Tellaroli di Rivoltella, Avelino, Luigi, Andrea, Giovanni, Guerrino, Giuseppe, Felice, Angelo vestirono uno dopo l’altro in rapida successione la divisa dell’Esercito per soddisfare i sogni di gloria del Duce e dell’Impero. Tornarono tutti sani e salvi, ad eccezione del povero Angelo, ucciso da una nefrite nel 1930, ad appena 22 anni.
Condividi contenuti