Il presentatore si aggiudica il premio giornalistico davanti a una platea di vip. Premiati anche Sergio Romano e Giovanni Di Lorenzo

Catullo incorona Pippo Baudo

14/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

I ven­ti anni del pre­mio «Cat­ul­lo», trasfor­ma­to lo scor­so anno da let­ter­ario a gior­nal­is­ti­co, sono sta­ti fes­teggiati con una ser­a­ta ripresa da Rai Uno. L’intera cer­i­mo­nia di pre­mi­azione potrà essere vista sul telescher­mo mart­edì 18 set­tem­bre in sec­on­da ser­a­ta a par­tire dalle 23. E, fran­ca­mente, miglior brin­disi il pre­mio di Sirmione non pote­va avere. Un parterre zep­po dei più pres­ti­giosi e noti cor­rispon­den­ti Rai all’estero, con in tes­ta Bruno Ves­pa, arriva­to a Sirmione dopo il tour de force con le trasmis­sioni di «Por­ta a por­ta» ded­i­cate alla trage­dia amer­i­cana, di capi strut­tura e diret­tori di rete, di reg­isti ed espo­nen­ti del­lo spet­ta­co­lo, come Luciano De Crescen­zo, per finire alla ter­na dei per­son­ag­gi pre­miati: Pip­po Bau­do, per la trasmis­sione tele­vi­si­va «Nove­cen­to», vota­to dal­la giuria popo­lare for­ma­ta dai cen­to gran­di elet­tori; Ser­gio Romano, edi­to­ri­al­ista e scrit­tore di gri­do al quale è anda­to il pre­mio alla car­ri­era isti­tu­ito per la pri­ma vol­ta quest’anno; infine Gio­van­ni Di Loren­zo, tedesco ma di orig­i­ni ital­iane come tes­ti­mo­nia il suo nome, diret­tore del quo­tid­i­ano berli­nese «Der Tagesspiegel» vota­to dal comi­ta­to di ges­tione del­la man­i­fes­tazione. Ma la ser­a­ta con­clu­si­va del pre­mio Cat­ul­lo, con­dot­ta del­i­cata­mente dal­la splen­di­da Pao­la Saluzzi, altro volto fem­minile assai noto al pub­bli­co tele­vi­si­vo, ha ris­er­va­to anche le applau­dite esi­bizioni di Al Bano e di Alex Brit­ti, delle com­pag­nie di bal­let­to «Les Far­fadais» e di «Tan­go Pas­sion». Il mat­ta­tore del­lo spet­ta­co­lo è sta­to sicu­ra­mente Pip­po Bau­do. L’inossidabile pre­sen­ta­tore è rius­ci­to, come sem­pre, a rubare la sce­na con i suoi aned­doti, con i suoi ricor­di che sono poi quel­li che han­no fat­to la for­tu­na di «Nove­cen­to», la trasmis­sione di Rai Tre che ricom­in­cerà il suo prossi­mo ciclo di trasmis­sioni il prossi­mo 1° otto­bre alle 20.50 con la pun­ta­ta d’esordio ded­i­ca­ta a Indro Mon­tanel­li. La cronaca. Alle 20 pre­cise il cen­tro stori­co è sta­to chiu­so al traf­fi­co, la darse­na por­tuale anti­s­tante il Castel­lo sgom­bra­ta da buona parte delle barche per esi­gen­ze sceniche. Dietro al pal­co si stagli­a­va invece il Castel­lo Scaligero, ieri sera in tut­ta la sua austera bellez­za forse gra­zie al gio­co di luci. E le tele­camere di Rai Uno han­no indugia­to spes­so sul castel­lo e sul por­to. Nelle prime file di posti abbi­amo nota­to parec­chie autorità: il pres­i­dente del­la Provin­cia, Cav­al­li, quel­lo dell’Apt bres­ciana Ban­zo­la, par­la­men­tari e con­siglieri region­ali, l’assessore regionale Mas­si­mo Zanel­lo, oltre nat­u­ral­mente all’intera ammin­is­trazione comu­nale gui­da­ta dal sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari, che è anche pres­i­dente del comi­ta­to di ges­tione del pre­mio. A rice­vere per pri­mo il pre­mio Cat­ul­lo è sta­to il diret­tore del quo­tid­i­ano tedesco, Di Loren­zo, che è sta­to poi inter­vis­ta­to bril­lante­mente da Car­men Lasorel­la, cor­rispon­dente Rai da Berli­no. Dopo un piacev­ole inter­mez­zo musi­cale con Al Bano ed Alex Brit­ti, è segui­to quel­lo dei due bal­let­ti. Sul pal­co è così sal­i­to Pip­po Bau­do, la cui trasmis­sione «Nove­cen­to» ha sbaraglia­to il cam­po otte­nen­do un largo mar­gine di voti dal­la giuria popo­lare. Un suc­ces­so che sicu­ra­mente si rin­noverà nel prossi­mo ciclo di 14 pun­tate, la pri­ma, come si dice­va, il prossi­mo 1° otto­bre. «Nove­cen­to» è sta­to pre­mi­a­to per­chè, si legge nelle moti­vazioni, «ha saputo rac­con­tare, gra­zie al suo pre­sen­ta­tore, sto­rie di un sec­o­lo con una forza inno­v­a­ti­va e pro­fes­sion­ale». E’ sta­to il diret­tore del­la Bcc del Gar­da, Cam­pa­nar­di, a con­seg­nare il pre­mio. Quin­di, è sta­to il turno dell’ultimo per­son­ag­gio pre­mi­a­to, Ser­gio Romano, già diplo­mati­co dal 1954, poi scrit­tore ed edi­to­ri­al­ista del «Cor­riere del­la Sera» e di «Panora­ma», acu­to polemista e sag­gista. Le due giurie, entrambe pre­siedute da Bruno Ves­pa, era­no for­mate dai cor­rispon­den­ti Rai e da Mario Pasi, Ren­zo Giac­chieri, Mau­r­izio Cat­ta­neo, Giambat­tista Lan­zani e Bruno Maf­fel­lot­to, questi ulti­mi tre diret­tori nell’ordine di «Bres­ciaog­gi», «Il Gior­nale di Bres­cia» e «La Gazzetta di Mantova».

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