Catullo Spa. Gestione totale degli aeroporti di Verona e Brescia

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Di Luigi Del Pozzo

Nasce il sistema del Garda: un bacino di 34.000 km² e 15 milioni di abitanti

Dopo l’annuncio del­la con­ces­sione quar­an­ten­nale per la ges­tione dell’aeroporto di Bres­cia in capo alla Cat­ul­lo Spa, sono sta­ti pre­sen­tati oggi i ris­volti eco­nomi­ci e indus­tri­ali e le prospet­tive di svilup­po di medio e lun­go ter­mine per la soci­età. La Cat­ul­lo Spa gestisce dal 2008 con con­ces­sione totale anche l’aeroporto di Verona. Le due con­ces­sioni in capo allo stes­so ente gestore por­tano di fat­to alla nasci­ta del nuo­vo sis­tema del Gar­da, con una valen­za strate­gi­ca e indus­tri­ale impor­tante sia a liv­el­lo nazionale che inter­nazionale.

Alla con­feren­za stam­pa sono inter­venu­ti per la Cat­ul­lo Spa il Pres­i­dente e il Diret­tore Gen­erale Carmine Bas­set­ti. Han­no parte­ci­pa­to anche il Sin­da­co di Verona , il Pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio Alessan­dro Bianchi, in doppia veste di azion­ista di rifer­i­men­to (con il 27,727% delle quote) e por­tav­oce del mon­do eco­nom­i­co veronese, il Pres­i­dente del­la Provin­cia Gio­van­ni Miozzi (ter­zo azion­ista con quote pari a 14,702%), l’on. Gian­ni Dal Moro e l’on. Alber­to Gior­get­ti. Il Trenti­no-Alto Adi­ge era rap­p­re­sen­ta­to dal vicepres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa Pier­lui­gi Angeli (la Provin­cia di Tren­to è il sec­on­do azion­ista con il 21,49%). Per il sis­tema Bres­cia (che esprime il 6,195% delle azioni) era pre­sente l’Assessore del­la Provin­cia Bon­tem­pi e mem­bro del Cda Cat­ul­lo Spa.

Con il rilas­cio del­la con­ces­sione totale dell’aeroporto di Bres­cia in capo alla Cat­ul­lo Spa si chi­ude l’ultima delle quat­tro macro sul­la cui base è sta­to costru­ito il piano indus­tri­ale di ristrut­turazione e rilan­cio degli aero­por­ti – ha dichiara­to il Pres­i­dente Pao­lo Are­na – Solo otto mesi fa ave­va­mo illus­tra­to ai Soci la stra­da per rilan­cia­re gli aero­por­ti, che prevede­va tappe dolorose di ristrut­turazione, per costru­ire le nuove fon­da­men­ta da cui ripar­tire per lo svilup­po. Gli azion­isti ci han­no dato fidu­cia, e oggi a loro va il mio ringrazi­a­men­to”.

Già lo scor­so novem­bre ave­va­mo annun­ci­a­to la con­clu­sione – ha pros­e­gui­to il Pres­i­dente Are­na – del proces­so di ristrut­turazione, che ha vis­to la riduzione dei costi di strut­tura (per 2,5 mil­ioni di euro) attra­ver­so il taglio di spese non nec­es­sarie, la razion­al­iz­zazione del­la fisiono­mia del grup­po attra­ver­so fusione o liq­uidazione soci­etaria con l’assorbimento o la liq­uidazione delle con­trol­late (per 6 mil­ioni di euro) e la risoluzione dei con­trat­ti “tossi­ci” (per un val­ore di 7 mil­ioni euro). Sape­va­mo che non era suf­fi­ciente. Dove­va­mo ottenere l’affidamento del­la ges­tione di Mon­tichiari per tornare all’equilibrio eco­nom­i­co e per porre in essere reali con­dizioni di svilup­po”.

Per questo la Soci­età si è atti­va­ta – ha con­clu­so il Pres­i­dente Are­na – coin­vol­gen­do il mon­do politi­co ed eco­nom­i­co, per con­vin­cere il Gov­er­no del­la solid­ità del piano indus­tri­ale e delle impor­tan­ti prospet­tive che la con­ces­sione avrebbe aper­to per la soci­età e il suo ter­ri­to­rio. E’ sta­to fon­da­men­tale il lavoro di squadra con il mon­do politi­co ed eco­nom­i­co, oggi qui pre­sente a cui va tut­ta la nos­tra grat­i­tu­dine”.

Il Pres­i­dente ha poi ringrazi­a­to il Diret­tore Gen­erale con lo staff dell’aeroporto, che ha lavo­ra­to per pre­dis­porre tut­ta la doc­u­men­tazione tec­ni­ca e ha lavo­ra­to per l’attuazione del piano indus­tri­ale.

Il Pres­i­dente ha poi evi­den­zi­a­to come ora siano state cre­ate le con­dizioni per far par­tire il proces­so di ricostruzione, pur con la con­sapev­olez­za che si sta operan­do in uno sce­nario anco­ra in chiaroscuro, con alcu­ni pri­mi seg­nali pos­i­tivi come la sta­bi­liz­zazione del traf­fi­co delle mer­ci a gen­naio, che la IATA (Inter­na­tion­al Air Trans­port Asso­ci­a­tion) definisce incoraggianti[1], e i prof­itti delle com­pag­nie aeree in miglio­ra­men­to, ma con il traf­fi­co passeg­geri in Europa in calo lo stes­so mese del 1,6% e l’80% degli aero­por­ti zona EU che reg­is­tra­no cali di traffico[2].

Nonos­tante la pru­den­za nelle pre­vi­sioni e la con­sapev­olez­za che Verona sta scon­tan­do perdite di traf­fi­co a causa del­la debolez­za dei vet­tori basati e del­lo sce­nario eco­nom­i­co, la vision per lo svilup­po dei due aero­por­ti, di cui ora si detiene di entram­bi la ges­tione totale, è defini­ta chiara­mente. Come Sis­tema del Gar­da, la Cat­ul­lo Spa fa un salto di cat­e­go­ria pas­san­do da soci­età che gestisce una con­ces­sione per un aero­por­to regionale a gestore di un sis­tema aero­por­tuale con valen­za strate­gi­ca.

Il mod­el­lo di ges­tione prescel­to è quel­lo del­la spe­cial­iz­zazione del­lo sca­lo in fun­zione delle neces­sità del ter­ri­to­rio, dato che il sis­tema del Gar­da è tec­ni­ca­mente un sis­tema com­ple­to in quan­to va incon­tro a tutte le esi­gen­ze del ter­ri­to­rio sod­dis­facen­do esi­gen­ze di traf­fi­co passeg­geri e mer­ci. Il mod­el­lo del sis­tema è pre­sente in molte altre realtà inter­nazion­ali come Lon­dra (sis­tema con 5 scali) e Pari­gi (sis­tema con 3 scali).

Nel caso del sis­tema del Gar­da, la spe­cial­iz­zazione degli scali è sta­ta fat­ta in modo da creare com­ple­men­ta­ri­età delle fun­zioni oper­a­tive tra Verona, preva­len­te­mente ded­i­ca­to ai passeg­geri nel breve e medio ter­mine, e Bres­cia preva­len­te­mente ded­i­ca­to alle mer­ci nel breve ter­mine e nel medio anche nei passeg­geri.

 

Bres­cia Mon­tichiari: da 40.000 a 84.000 ton­nel­late di mer­ci entro 2020

Le pre­vi­sioni di traf­fi­co a 15–20 anni, cioè il tem­po min­i­mo per pro­gram­mare, indi­cano sec­on­do stime pru­den­ziali che in Italia si rag­giunger­an­no 320 mil­ioni di passeg­geri e 3 mil­ioni di ton­nel­late di mer­ci.

Tra 30 anni, par­tendo dai 58 mil­ioni di passeg­geri attuali e con­sideran­do un tas­so di cresci­ta medio del 3% ann­uo (le stime Boe­ing e Air­bus sono più aggres­sive), il Nord Italia dovrà essere in gra­do di gestire 130 mil­ioni di passeg­geri. Con riguar­do all’aerea padana, avre­mo cir­ca 60–70 mil­ioni di passeg­geri e almeno 1 mil­ione di ton­nel­late di mer­ci entram­bi ecce­den­ti rispet­to alla capac­ità di por­ta­ta dell’attuale asset­to degli aero­por­ti.

Allo sta­to, le infra­strut­ture aero­por­tu­ali non han­no spazio per crescere, fat­ta eccezione per Bres­cia Mon­tichiari.

Quest’ultimo è sta­to defini­to dagli stu­diosi un’opportunità, aven­do spazio dema­niale per svilup­par­si ed essendo già adeguata­mente infra­strut­tura­to anche in ter­mi­ni di via­bil­ità d’accesso. Nel medio/lungo ter­mine, per­tan­to, Mon­tichiari può gio­care in squadra con gli altri aero­por­ti con fun­zioni di sup­por­to spe­cial­iz­za­to agli scali del Nord Italia.

Gli stu­di han­no cal­co­la­to che il piano d’area vara­to dal­la ragione Lom­bar­dia, vin­colan­do i ter­reni che cir­con­dano Mon­tichiari esclu­si­va­mente allo svilup­po di infra­strut­ture legate alle attiv­ità aero­por­tu­ali, dan­no all’aero­por­to la pos­si­bil­ità di svilup­par­si su un’area più grande del­l’at­tuale esten­sione del­l’aero­por­to JFK di New York e del Charles De Gaulle di Pari­gi. Nes­sun altro aero­por­to del Nord Italia ha sim­ili pos­si­bil­ità di espan­sione. Ragion per cui, nel medio lun­go ter­mine Bres­cia potrà avere prospet­tive di svilup­po anche nel traf­fi­co passeg­geri attra­ver­so adeguati svilup­pi infra­strut­turali.

Lo svilup­po nell’immediato del­l’aero­por­to di Mon­tichiari – ha dichiara­to il Diret­tore Gen­erale Carmine Bas­set­ti – è tut­tavia nel traf­fi­co mer­ci, per la cui ges­tione non sono richi­esti nel breve ter­mine inves­ti­men­ti infra­strut­turali.

Sono in essere trat­ta­tive, con com­pag­nie car­go asi­atiche e investi­tori, che si era­no inter­rotte lo scor­so dicem­bre a causa di notizie che davano in forse il rilas­cio del­la con­ces­sione. È evi­dente, infat­ti, che nes­suna com­pag­nia aerea è dis­pos­ta a fare prog­et­ti di svilup­po su un aero­por­to in una situ­azione di gov­er­nance incer­ta.

Le trat­ta­tive sono state riavvi­ate a segui­to del rilas­cio del­la con­ces­sione e si aus­pi­ca di pot­er incidere già sul­la pro­gram­mazione del­la prossi­ma sta­gione IATA (autun­no 2013-dicem­bre 2014)”.

L’obiettivo del piano indus­tri­ale – ha con­clu­so il Diret­tore Gen­erale Carmine Bas­set­ti – prevede un incre­men­to del traf­fi­co mer­ci a 60.000 ton­nel­late nel 2015, per poi pro­gres­si­va­mente crescere fino a 84.000 ton­nel­late entro il 2020. L’equilibrio eco­nom­i­co del­lo sca­lo mon­te­clarense si sti­ma pos­sa essere con­se­gui­to con la movi­men­tazione di 60.000 ton­nel­late l’an­no. Il tra­guar­do del­l’e­qui­lib­rio eco­nom­i­co sarà rag­giun­to attra­ver­so un pro­gres­si­vo miglio­ra­men­to del con­to eco­nom­i­co già quest’anno e per tut­to il 2014”.

Nonos­tante il 2012 abbia risen­ti­to degli effet­ti neg­a­tivi del­la per­du­rante situ­azione con­giun­tu­rale, le stime di cresci­ta con­tenute nel piano indus­tri­ale del­lo sca­lo bres­ciano appaiono com­pat­i­bili con i fore­cast di set­tore, che evi­den­ziano prospet­tive future pos­i­tive per il mer­ca­to ital­iano su tutte le diret­tri­ci di traf­fi­co. Un’analisi com­mis­sion­a­ta dal­la IATA, infat­ti, indi­ca nel 4,2% il tas­so medio di cresci­ta del traf­fi­co mer­ci atte­so fino al 2015, traina­to in pri­mo luo­go dalle diret­tri­ci ver­so l’A­sia (5,2%) e ver­so il Medio Ori­ente (5,4%). Rispet­to a tali proiezioni va evi­den­zi­a­to come in Italia vi sia un net­to sbi­lan­ci­a­men­to tra la com­po­nente import (25%) e quel­la export (75%) del traf­fi­co car­go.

Si trat­ta di un dato pos­i­ti­vo, che col­lo­ca l’Italia subito dopo la Ger­ma­nia per export di mer­ci avio­trasportate. A ulte­ri­ore con­for­to di questo sta­to di fat­to, fig­u­ra­no i dati 2011 che, a fronte di una cresci­ta del PIL nazionale del­lo 0.4%, han­no vis­to l’export seg­nalare un incre­men­to del 11.2% . Gli stes­si dati sono con­fer­mati a liv­el­lo locale. Union­camere Vene­to infat­ti ha evi­den­zi­a­to come nel 2012, il Pil del Vene­to ha seg­na­to una con­trazione del ‑1,9% , ma le esportazioni con­tin­u­ano a crescere del +1,6%, per un val­ore di oltre 51 mil­iar­di di euro.

Nel val­utare le prospet­tive di cresci­ta dell’aeroporto di Mon­tichiari va tenu­to con­to che la catch­ment area nel­la quale Bres­cia è inseri­ta si tro­va all’interno del­la cosid­det­ta “Blue Banana”, ter­mine usato per indi­care una dor­sale eco­nom­i­ca e demografi­ca nel­l’Eu­ropa occi­den­tale che dall’Inghilterra si spinge fino alla Pia­nu­ra Padana, con una popo­lazione di cir­ca 110 mil­ioni di abi­tan­ti.

Allo stes­so tem­po, Bres­cia Mon­tichiari è sit­u­a­ta all’interno dell’area padana, una delle zone più popolose ed eco­nomi­ca­mente più svilup­pate d’Italia, con una popo­lazione di cir­ca 20 mil­ioni di abi­tan­ti (33% del­la popo­lazione ital­iana), 1,8 mil­ioni di imp­rese (33% sul totale Italia), un PIL gen­er­a­to pari a ca. 600 mil­iar­di di Euro (cor­rispon­dente a cir­ca il 40% del PIL nazionale), nonché una movi­men­tazione mer­ci in impor­tazione ed esportazione che è pari al 54% del totale ital­iano.

L’aeroporto di Bres­cia Mon­tichiari, inoltre, è carat­ter­iz­za­to da alcu­ni sig­ni­fica­tivi van­tag­gi com­pet­i­tivi rispet­to ad altri scali, tra cui la pos­si­bil­ità di oper­are in not­tur­na sen­za inter­ferire con aree urbane, la real­iz­zazione di nuove infra­strut­ture stradali e fer­roviarie, in prim­is la nuo­va autostra­da BREBEMI che, entro il 2013, per­me­t­terà di col­le­gare in meno di 25 minu­ti lo sca­lo bres­ciano alle aree sit­u­ate ad est di Milano, dove in larga misura sono col­lo­cati i prin­ci­pali oper­a­tori logis­ti­ci. Inoltre, va con­sid­er­a­ta la pre­sen­za di infra­strut­ture nuove e non sat­ure sul­lo sca­lo, con per­son­ale qual­i­fi­ca­to con speci­fi­co know-how car­go.

Di con­seguen­za, per gli oper­a­tori logis­ti­ci spe­cial­iz­za­ti in car­go aereo, l’aeroporto di Bres­cia Mon­tichiari rap­p­re­sen­ta una piattafor­ma local­iz­za­ta nelle aree di mag­gior pro­duzione del Paese e posizion­a­ta, strate­gi­ca­mente, sul Cor­ri­doio 1 ver­so il Bren­nero, con la pos­si­bil­ità di inter­cettare con­tem­po­ranea­mente anche quel­lo del cor­ri­doio n. 5, ren­den­do eco­nomi­ca­mente – oltre che ambi­en­tal­mente – sosteni­bile il trasporto inter­modale.

E’ sta­to anche evi­den­zi­a­to come il trasporto avio delle mer­ci segua per­cor­si presta­bil­i­ti, che partono e arrivano nei mag­giori hub mon­di­ali. Ci sono impor­tan­ti flus­si che si muovono dal Far East al Nord Amer­i­ca via Europa e da cui, di fat­to, l’I­talia è a oggi esclusa.

La strate­gia di Mon­tichiari è quel­la di diventare parte inte­grante di questi flus­si glob­ali, offren­do sup­por­to logis­ti­co alle mer­ci attual­mente in “fuga” dall’Italia ver­so altri aero­por­ti europei, ma anche quelle prove­ni­en­ti dal Far East con des­ti­nazione Africa.

Per questo moti­vo è indis­pens­abile che Mon­tichiari pos­sa con­tare sul sosteg­no di un part­ner impor­tante che lo inserisca all’interno delle diret­tri­ci del traf­fi­co mer­ci inter­nazionale.

Per essere svilup­pa­to ulte­ri­or­mente, Bres­cia Mon­tichiari neces­si­ta di un «know how» speci­fi­co di set­tore che potrà essere acquisi­to con l’ingresso nel­la com­pagine sociale di un part­ner indus­tri­ale.

Pri­ma pub­bli­cazione il: 25 March 2013 @ 19:38

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