Nel 1999 Cavaion ha superato quota 4000 abitanti. Lo scorso anno, i dati anagrafici confermando una tendenza in atto negli ultimi trent'anni, hanno visto la popolazione del comune aumentare infatti globalmente di 126 unità.

Cavaion, anche questa è zona turistica

05/02/2000 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Maurizio Delibori

Nel 1999 Cavaion ha super­a­to quo­ta 4000 abi­tan­ti. Lo scor­so anno, i dati ana­grafi­ci con­fer­man­do una ten­den­za in atto negli ulti­mi tren­t’an­ni, han­no vis­to la popo­lazione del comune aumentare infat­ti glob­al­mente di 126 unità, superan­do anche l’au­men­to del 1998 che era sta­to di 112 unità e rag­giun­gen­do un totale di .4065 abi­tan­ti. Ci sono sta­ti 55 nuovi nati con­tro 26 deces­si, ma soprat­tut­to 237 immi­grati con­tro 140 emi­grati e le famiglie res­i­den­ti han­no rag­giun­to il numero di 1.544 con­tro le 1.481 del ’98. «Ces­sa­ta l’em­i­grazione nei pri­mi anni Ses­san­ta, Cavaion, gra­zie alla costruzione di alcune indus­trie e lab­o­ra­tori diven­ta cen­tro attrat­tore di un flus­so grad­uale di immi­grazione che por­ta ad una cresci­ta del­la popo­lazione che rag­giunge i 2.234 abi­tan­ti neil971», spie­ga il sin­da­co Gian­car­lo Sabi­ni. «Negli anni Set­tan­ta Cavaion assiste ad un rapi­do aumen­to del­la popo­lazione dovu­to allo svilup­po indus­tri­ale che atti­ra immi­grati dal lago e dai pae­si vici­ni, giun­gen­do ai 3.089 abi­tan­ti del 1981. L’in­cre­men­to con­tin­ua nel decen­nio suc­ces­si­vo, anche se in misura minore, fino ad arrivare ai 3.702 abi­tan­ti del 1995 ed a super­are i 4000 di oggi».Un aumen­to del­la popo­lazione dal 1971 al 1999 che è sta­to com­p­lessi­va­mente dell’82%, men­tre la den­sità ha rag­giun­to i 332 abi­tan­ti per kmq. Cavaion da paese intera­mente agri­co­lo è diven­ta­to in pochi anni un cen­tro di pic­cole e medie indus­trie, di un arti­giana­to qual­i­fi­ca­to e di un tur­is­mo residenziale.«Questa ten­den­za all’au­men­to demografi­co sta inter­es­san­do anche i comu­ni di Affi e Coster­mano ed è spie­ga­bile con la dif­fusa pre­sen­za di realtà indus­tri­ali e com­mer­ciali nel­l’en­troter­ra garde­sano che for­mano un polo d’at­trazione notev­ole rispet­to agli stes­si pae­si del lago. Mi pare per­ciò con­trario ad ogni log­i­ca il ten­ta­ti­vo di esclud­ere i pae­si del­l’en­troter­ra garde­san­odal­l’area tur­is­ti­ca, come sta facen­do la Regione con la recente legge sulle strut­ture com­mer­ciali, penal­iz­zan­do­ci per­ché non rag­giun­giamo i 1.500 posti Tet­to per il tur­is­mo», con­tin­ua Sabai­ni. «Assieme ad Affi e Pas­tren­go sti­amo veden­do la pos­si­bil­ità di creare una asso­ci­azione tur­is­ti­ca con il con­cor­so del­la , che ci fac­cia rien­trare m ques­ta zona eco­nom­i­ca, così come han­no fat­to le “cit­tà murate” o i pae­si nel­l’am­bito di comu­nità mon­tane e non ci emar­gi­ni assur­da­mente da un tur­is­mo che per rag­giun­gere il lago pas­sa pro­prio dai nos­tri comu­ni», con­clude il sin­da­co con una nota polemica.

Parole chiave: