Accordo in vista con la Statale di Milano Nello stabile si terrebbero corsi, congressi e anche spettacoli

C’è un futuro per il teatro come centro universitario

07/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gargnano

Anche il grande scrit­tore inglese David Her­bert Lawrence ebbe modo di conoscere il teatro di Gargnano: isti­tuzione glo­riosa ma chiusa da anni. Ora si ricom­in­cia par­lare di un suo recu­pero. La curiosità: D. H. Lawrence ricor­da­va di avere assis­ti­to alla rap­p­re­sen­tazione di un dram­ma del norveg­ese Ibsen: «Gli occhi dei pesca­tori e dei con­ta­di­ni del Gar­da era­no immo­bili, fino all’ul­ti­mo e più incon­teni­bile ragazz­i­no. Gli attori sono dei con­ta­di­ni, il capoc­omi­co è figlio di un colti­va­tore diret­to». Un teatro, quel­lo di Gargnano, dal­la sto­ria anti­ca e pro­fon­da, se un acu­to osser­va­tore come lo scrit­tore inglese — che sog­giornò a Vil­la di Gargnano per alcu­ni mesi tra il 1912 ed il 1913- vi prestò atten­zione. Rimes­so a nuo­vo negli anni ’70, il teatro fu uti­liz­za­to per qualche tem­po come cin­e­ma. Poi, da una man­ci­a­ta di anni, ha chiu­so i bat­ten­ti. Adesso si tor­na a par­lare di un suo recu­pero, amplian­do, però, la sua fun­zione: diver­rà un cen­tro polifun­zionale, capace di ospitare con­veg­ni, dibat­ti­ti, con­feren­ze e con­gres­si. «Ci sti­amo muoven­do da tem­po in sin­to­nia con l’ Statale di , che a Gargnano ha una sua sede a Palaz­zo Fel­trinel­li in cui tiene cor­si estivi di ital­iano des­ti­nati a stu­den­ti stranieri. Durante il resto del­l’an­no si alter­nano con­veg­ni sci­en­tifi­ci», spie­ga il sin­da­co Mar­cel­lo Fes­ta. La prospet­ti­va di col­lab­o­rare con la Statale si è aper­ta anche per Iseo (dove tro­verebbe spazio l’aspet­to tec­ni­co) men­tre al cen­tro garde­sano sarebbe ris­er­va­to soprat­tut­to quel­lo uman­is­ti­co. Un’at­tiv­ità, quel­la coor­di­na­ta con l’U­ni­ver­sità, che non si lim­iterebbe, quin­di, ai cor­si estivi, ma che mir­erebbe a met­tere a dis­po­sizione uno spazio ido­neo per poten­ziare l’at­tiv­ità con­gres­suale. Sen­za dimen­ti­care che in nuo­vo spazio — pub­bli­co — sarebbe a dis­po­sizione anche per altre inizia­tive. C’è anche un altro aspet­to inter­es­sante: nel­la boz­za di con­ven­zione (che però deve anco­ra essere approva­ta) si chiede la pos­si­bil­ità di acces­so ai gargnane­si, per assis­tere alle con­feren­ze. Quan­to al nuo­vo teatro, dovrebbe apparire notevol­mente dif­fer­ente da come si pre­sen­ta ora: ver­rebbe, infat­ti, roves­ci­a­ta l’at­tuale col­lo­cazione, con il pal­cosceni­co col­lo­ca­to là dove adesso c’è l’en­tra­ta e vicev­er­sa. I posti a sedere: 230, meno di quel­li che c’er­a­no. Il sac­ri­fi­cio è reso nec­es­sario per garan­tire spazi al pal­co in ques­ta che sarà una sala polifun­zionale. «Il prob­le­ma è quel­lo dei costi — con­tin­ua il sin­da­co- vis­to che la spe­sa com­p­lessi­va supera il mil­ione e mez­zo di Euro (qua­si tre mil­iar­di di vec­chie lire). Per farvi fronte fare­mo ricor­so ad una Legge Regionale, la n° 35». In propos­i­to, a Gargnano si è reca­to due volte l’asses­sore alla cul­tura del­la Regione, Ettore Alber­to Alber­toni. Nel caso il Comune acce­da al finanzi­a­men­to, questo coprirebbe il 70% del­la spe­sa e sarebbe a fon­do per­du­to. Al Comune toc­cherebbe la parte restante: qua­si 450.000 Euro. «C’è da pre­cis­are che ave­va­mo già pre­vis­to un mutuo di 300–350.000 Euro per met­tere a nor­ma la strut­tura e che l’as­ta potrebbe portare un rib­as­so del 10–15%». Qualo­ra il finanzi­a­men­to non dovesse venire eroga­to, i tem­pi di real­iz­zazione andreb­bero ad allun­gar­si. Se, invece, tut­to pro­ced­erà per il ver­so gius­to (il prog­et­to è sta­to manda­to alla Regione in aprile), il piano di inter­ven­to prevede l’inizio dei lavori già nel­l’in­ver­no di quest’an­no, con le opere di demolizione. I lavori pros­eguireb­bero, quin­di, per altri due anni: opere strut­turali e di con­sol­i­da­men­to, ascen­sore, palco.

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